un amore così grande recensione
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Un amore così grande, la recensione del film con Il Volo


Un Amore Così Grande è un film del 2018, diretto da Cristian De Mattheis, sotto la produzione di Michele Calì per AC Production. Questa la recensione.

Il cast conta la presenza di Giuseppe MaggioFrancesca Loy,  Eleonora BrownRiccardo Polizzy CarbonelliFioretta MariFranco CastellanoDaniela Giordano, e i ragazzi de Il Volo, nella parte di loro stessi.

La trama ruota attorno alla vita di Vladimir (Giuseppe Maggio) che, dopo aver perso la madre (Daniela Giordano), parte da San Pietroburgo a Verona in cerca del suo vero padre. Qui incontra Veronica (Francesca Loy) e tra i due scoppierà una grande passione ostacolata dalla nonna della ragazza (Fioretta Mari). Ma a Verona il ragazzo non incontrerà solo l’amore ma anche Ignazio, Gianluca e Piero, cioè i ragazzi de Il Volo che verranno convinti dal loro manager (Riccardo Polizzy Carbonelli) ad introdurre Vladimir nel mondo della lirica.

Un Amore Così Grande si presenta con una trama discretamente costruita, ciononostante finisce con l’essere fin troppo banale, e penalizzato per la recitazione, non proprio da Oscar. A tal proposito, la sensazione, assistendo a molte delle scene proposte dal film, è quella di assistere ad una fiction italiana, e neanche tra le migliori.

La fotografia è curata, così come la scenografia, quasi come studiata per rendere l’atmosfera di ogni singolo fotogramma coerente e in armonia con ciò che si va a raccontare in quell’istante. Le locations scelte – Verona e San Pietroburgo – sono molto suggestive, così come la colonna sonora, vero perno di Un Amore Così Grande.

Il giovane Giuseppe Maggio, per quanto convincente in qualche scena, fa fatica ad imporsi come protagonista, mostrando anche un palese playback nelle sequenze di canto. La scena viene spesso rubata dai ragazzi de Il Volo, ed in particolar modo da Piero Barone e Gianluca Ginoble che, sorprendentemente, finiscono con l’essere i migliori interpreti di questa pellicola. Non convince, invece, il loro collega Ignazio Boschetto, il quale sembra non sforzarsi di rendere credibili le sue poche battute. Anche Fioretta Mari risulta poco brillante, seppur il suo ruolo risulti credibile.


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