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Tuo, Simon – La Recensione del film di Greg Berlanti

Abbiamo assistito alla proiezione riservata alla stampa di Tuo, Simon (Love, Simon), film diretto da Greg Berlanti, adattato dal romanzo Non so chi sei, ma io sono qui. Questa la nostra recensione.

Il film, diretto sapientemente da Greg Berlanti (Il Club dei cuori infranti, Tre all’improvviso), racconta le vicende di Simon (Nick Robinson) e delle email che si scambia con il misterioso Blue. Un ragazzo della sua stessa scuola che si definisce gay non dichiarato, Simon inizierà un rapporto epistolare confidando a Blue di condividere il suo stesso segreto. Il film, ricco di poesia, mai sopra le righe, divertente, garbato e commovente ci farà entrare nella vita – normale – di Simon, della sua famiglia e degli amici che lo rendono il ragazzo che è.

A supportare Robinson troviamo un nutrito e ricco cast. La recitazione è di ottimo livello fra i tanti attori annoveriamo Katherine Eliza Langford (Tredici), Alexandra Shipp (Xmen – Apocalisse), Miles Dominic Heizer (Tredici), Keiynan Lonsdale (The Flash), Jennifer Garner (Alias), Josh Duhamel (Transformers), Talitha Bateman (Annabelle 2), Mackenzie Lintz (Hunger Games).

La pellicola regala momenti divertenti, attimi di sconforto ed alcune lacrime. Mai banale e politically correct ci renderà curiosi di scoprire chi, fra i tanti insospettabili sia Blue. Tutti meritano una grande storia d’amore, perché no il nostro protagonista? Questa commedia mira a mostrare quel rispetto dei sentimenti verso il prossimo, l’accettazione della diversità e fa capire che ogni persona ha un animo buono o cattivo e questo non cambia se si dichiara gay od eterosessuale, come provocatoriamente immagina Simon all’inizio del film.

In definitiva un film da vedere e da gustarsi in compagnia, senza doversi preoccupare se qualche lacrima di commozione scenderà sul viso. Ben vengano prodotti come questo, che affrontano argomenti non sempre semplici, in modo genuino e normale.

Chi è quindi Blue? mettetevi comodi sulla poltrona e preparatevi a scoprirlo. Non vi alzate al termine della proiezione, il lavoro fatto sui titoli di coda merita la Vostra attenzione.

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