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[ToHorror2017] La Recensione dei cortometraggi animati in concorso

All’interno dell’edizione numero 17 del ToHorror Film Festival, in rassegna a Torino fino al 21 ottobre, nelle due sedi del Blah Blah e del cinema Greenwich Village, oggi abbiamo potuto ammirare la sezione dedicata ai cortometraggi animati in concorso.

Erano molti i titoli attesi, su cui svettava il nuovo cortometraggio di Alberto Vazquez, vincitore della sezione lungometraggi dello scorso anno con il triste Psychonautas, the forgotten children.

  • Happy end di Jan Saska – Dalla Repubblica Ceca e presentato a Cannes, questo bellissimo corto richiama nella struttura Memento di Christopher Nolan con un tratto in BN essenziale ed efficace. Sicuramente il lavoro più bello visto oggi. – Voto: 8
  • Au revoir Balthazar di Rafael Sommerhalder – Un cortometraggio probabilmente girato con la tecnica della stop-motion, poetico e commovente, potente e delicato, a tratti incantevole. – Voto: 7
  • Decorado di Alberto Vazquez – Un corto suddiviso in piccoli capitoli, con i protagonisti dalle occhiaie tipiche delle opere di questo regista. Si respira un’aria depressa, con momenti divertenti mescolati ad altri paurosi o angoscianti, in siparietti che creano, come nel su citato lungometraggio, un mondo distopico e soffocante. Ci lascia un retrogusto amarissimo ma l’opera trasuda stile da ogni fotogramma. – Voto: 7
  • The pine tree villa di Jan Koester – Questo film usa una tecnica stranissima, un misto di girato e di animazione, sembra il rotoscope di A scanner darkly. Bello, bella la storia, bella la tecnica e belle le idee che l’opera mostra. Ci apre un mondo di cui vorremmo sapere qualcosa di più. – Voto: 7
  • Delicatessen di Fenglin Chen – Una coppia si trova a fare la spesa in un supermercato, ma i prodotti alimentari nascondono segreti. Anche qui tecnica mista con un film apparentemente degli anni ’60 nello stile e nella grana della pellicola, con inserti di animazione dal tratto semplice e fanciullesco. Interessante all’inizio, poi noioso. – Voto: 6
  • Juliette di Dora D’Addazio – Due ragazze stanno andando a una festa ma devono accompagnare Juliette dalla nonna, avviene un incidente e… Operina innocua, dal tratto accattivante e dalla sceneggiatura decisamente scialba. Occasione sprecata. – Voto: 5
  • Call of cuteness di Brenda Lien – Direttamente dai corti della Berlinale, un’opera fastidiosa che, con un tratto che richiama il nostro Ugo Nespolo, mostra diverse sevizie su gatti. Quale fosse l’obiettivo della regista è un mistero, di sicuro rimane il disgusto. – Voto: 4
  • Roohangiz di Elmira Bagherzadeh – Quale sia la trama di questa pellicola, io la ignoro. Una gatta fa una seduta spiritica ma qualcosa va male e compare Gengis Khan. Pessimo tutto, dalla trama all’animazione. Evitabile – Voto: 4

In generale i corti animati sono stati una gradevolissima visione e, bisogna ammetterlo, decisamente più horror e disturbanti dei fratelli non animati visti oggi.


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