Quando un regista iconico decide di stravolgere i confini del proprio cinema, l’interesse degli appassionati non può che schizzare alle stelle. È il caso di Kiyoshi Kurosawa, autore universalmente venerato per aver terrorizzato intere generazioni con cult psicologici del calibro di Cure e Pulse.
Con ben trenta pellicole alle spalle e quarant’anni di carriera, infatti, il cineasta nipponico ha finalmente coronato quello che definisce il sogno di una vita: girare un vero e proprio jidaigeki, ovvero un’opera storica sui samurai. Il primo assaggio visivo di questa attesissima svolta autoriale ci arriva direttamente dal trailer di The Samurai and the Prisoner, rilasciato nelle scorse ore da Janus Films e Shochiku dopo la calorosa accoglienza ricevuta all’ultimo Festival di Cannes.
Il film, basato sul pluripremiato romanzo Kokurojo di Honobu Yonezawa, mescola le atmosfere belliche del Giappone feudale con i meccanismi serrati del classico “giallo della camera chiusa”. Al centro della trama di The Samurai and the Prisoner troviamo una premessa narrativa magnetica: nel 1578, durante l’epoca degli Stati Combattenti, il ribelle Lord Araki Murashige si ritrova assediato all’interno del castello di Arioka. La vera minaccia, però, non si nasconde fuori dalle mura, bensì all’interno della fortezza stessa, dove una catena di brutali omicidi impossibili rischia di scatenare una guerra intestina tra i cortigiani. Per risolvere il mistero, il lord sarà costretto a scendere nelle sue stesse segrete e chiedere l’aiuto di Kanbei, un geniale e pericoloso stratega militare che lui stesso teneva imprigionato.
Un’opera dal sapore classico ispirata ai grandi maestri del passato
Visivamente, le prime immagini rivelano una netta dichiarazione d’intenti. Kurosawa, supportato dalla fotografia chiaroscurale di Yasuyuki Sasaki, ha voluto riprendere lo stile formale ed estetico che ha reso leggendario il cinema asiatico dello scorso secolo, guardando a giganti storici come Akira Kurosawa, Masaki Kobayashi e Kenji Mizoguchi. Un’operazione mastodontica sul fronte produttivo — resa complessa dai costi attuali per la fedele ricostruzione di armature, trucco d’epoca e scenografie tradizionali — che vede la luce grazie allo storico studio cinematografico Shochiku.
Il peso specifico del progetto è garantito anche da un cast di primissimo livello per il cinema asiatico contemporaneo. A interpretare il tormentato signore del castello c’è infatti Masahiro Motoki (indimenticabile protagonista del film premio Oscar Departures), mentre il ruolo del prigioniero stratega è stato affidato a Masaki Suda, che ha recentemente collaborato con il regista nel thriller Cloud. Accanto a loro si muove un cast corale composto da interpreti del calibro di Yuriko Yoshitaka, Joe Odagiri, Munetaka Aoki, Ryota Miyadate e Tasuku Emoto.
L’uscita di The Samurai and the Prisoner è fissata per il prossimo 31 luglio.
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