In un panorama di serie TV sud-coreane sempre più ricco, troviamo disponibile su Netflix l’avvincente The East Palace, un dark fantasy di altissimo livello con Nam Joo-hyuk e Roh Yoon-seo. Questa è la nostra recensione.
Il re (Cho Seung-woo) affida a Gu-cheon (Nam Joo-hyuk), un abile cacciatore di spiriti in grado di attraversare il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e a Saeng-gang (Roh Yoon-seo), una dama di corte dotata della capacità di comunicare con le anime dei defunti, il compito di far luce su un’inquietante maledizione che avvolge l’East Palace, residenza del principe ereditario.
Quando nel palazzo cominciano a susseguirsi morti misteriose ed eventi soprannaturali, i due intraprendono un’indagine che li conduce tra presenze vendicative, antichi segreti e oscure verità celate da anni dalla famiglia reale. Nel tentativo di spezzare la maledizione, scopriranno un legame profondo tra gli spiriti che infestano il palazzo e la lotta per la successione al trono.
Recensione The East Palace Netflix
The East Palace (동궁 / Donggung) è una miniserie ben realizzata, con un ottimo cast e una storia intrigante che affascina lo spettatore sin dalle prime battute. Il mondo dei morti, a cui accede Gu-cheon, è una sorta di “sottosopra” in stile Stranger Things che ben rappresenta il sottile confine che lo mette in contatto con il mondo reale.
Il regista Choi Jung-kyu ricrea con cura e dovizia di dettagli la vita e gli intrighi del palazzo reale nell’epoca Joseon, riuscendo a catturare gli animi dei personaggi anche con una semplice inquadratura, aiutato da un cast d’eccezione tra cui brilla, fra gli altri, Jang Young-nam nel ruolo della regina vedova. L’attrice, invecchiata ad arte grazie a un ottimo trucco, porta sullo schermo un personaggio complesso e ricco di contraddizioni.
The East Palace, grazie a un budget importante, ha permesso la creazione di scenografie opulente e ricche di dettagli che portano lo spettatore in un mondo realistico e vivido, anche per la presenza delle tante comparse vestite con i coloratissimi hanbok dell’epoca.
Il regno di Gwi-Ma, ovvero la rappresentazione spirituale e demoniaca dell’oltretomba nella cultura pop coreana moderna, è ben realizzato anche grazie a una CGI priva di sbavature che anima, fra l’altro, il piccolo Ggeomeoksali, che si rivelerà un valido alleato del protagonista. Proprio il Ggeomeoksali è risultato fin da subito uno degli elementi trainanti della serie che ha fatto breccia tra i fan, diventando un’icona pop dei social con milioni di post che lo ritraggono su tutte le piattaforme.
Se da un lato Cho Seung-woo conferma le proprie doti recitative, dall’altro Roh Yoon-seo fa capire sin da subito perché sia ascesa a ruoli importanti in così poco tempo. L’attrice ruba spesso la scena al protagonista e il suo personaggio è un caleidoscopio di emozioni e stati d’animo.
Bella e avvincente, come abbiamo già detto, la storia che, attingendo dal folklore coreano, riesce ad appassionare sin dalle prime battute.
Dopo il successo di questa serie, i vertici Netflix potrebbero pensare a una seconda tornata di episodi, con la speranza che gli sceneggiatori Kwon So-ra e Seo Jae-won riescano a far uscire dal cilindro un’altra piccola perla come The East Palace.
The East Palace: recensione del dark fantasy coreano

Data di creazione: 2026-07-25 10:04
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