l verdetto è arrivato, rapido e implacabile come solo l’algoritmo di Netflix sa essere. The Boroughs – Ribelli senza tempo, la serie sci-fi nata sotto l’ala protettiva di Matt e Ross Duffer, è stata cancellata dopo una sola stagione. La notizia ha colto di sorpresa quella fetta di pubblico che sperava di aver trovato l’erede naturale di Stranger Things.
Sulla carta, il progetto ideato da Jeffrey Addiss e Will Matthews aveva tutte le carte in regola per diventare il nuovo fenomeno della piattaforma streaming, ma un’analisi più approfondita dei dati di ascolto e dei retroscena di Hollywood rivela che il destino dello show era segnato ancor prima del suo debutto.
Ambientata in una comunità di pensionati apparentemente tranquilla, la serie univa il fascino del mistero paranormale a un cast d’eccezione: Alfred Molina, Geena Davis, Alfre Woodard e Bill Pullman, solo per citarne alcuni. L’idea di fondo era brillante: un gruppo di improbabili eroi della terza età costretti a unire le forze per difendere l’unica cosa che la vita stava già portando via loro, il tempo, da una minaccia ultraterrena (qui la recensione della prima stagione)
Eppure, l’ambizioso parallelo con le avventure di Hawkins si è rivelato un’arma a doppio taglio. Promuovere The Boroughs come una versione matura di Stranger Things ha generato aspettative forse insostenibili, soprattutto arrivando sulla scia dell’epilogo della serie madre. I paragoni ravvicinati non hanno giovato allo show, che si è trovato a dover reggere il peso di un’eredità colossale.
I numeri iniziali non sembravano disastrosi. Nel weekend di debutto, la serie ha raccolto 5,6 milioni di visualizzazioni, salite a 9,5 milioni durante la prima settimana intera di programmazione. La macchina promozionale sembrava aver funzionato, attirando la curiosità degli abbonati. Il vero problema, tuttavia, si è manifestato nei sette giorni successivi, quando l’audience è crollata verticalmente a 3,7 milioni di visualizzazioni, registrando una perdita netta del 61%. I piani iniziali della produzione, che prevedevano addirittura di girare la seconda e la terza stagione consecutivamente, sono stati congelati di colpo di fronte alla dura realtà dei grafici.
A decretare la fine del progetto non sono stati solo i dati di ascolto, ma anche il fatto che i fratelli Duffer hanno ufficializzato il loro addio a Netflix, siglando un accordo milionario in esclusiva con Paramount. Con i creatori di Stranger Things ormai diretti verso altri lidi, la piattaforma di streaming ha perso il principale incentivo politico a mantenere in vita produzioni ad alto budget e a basso rendimento.
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