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Taormina Film Fest: ecco la lista dei vincitori della 67° edizione

Si è da poco conclusa la 67° edizione del Taormina Film Fest, la celebre kermesse siciliana che in serata celebrerà i vincitori attraverso una sontuosa cerimonia al Teatro Antico.

Il miglior film del festival è stato Next Door, pellicola diretta e interpretata da Daniel Brühl, quest’ultimo proclamato anche Miglior Attore. Il plebiscito ottenuto dal film di Brühl è stato poi seguito dalla vittoria di Roberto De Feo e Paolo Strippoli, Miglior Regia per A Classic Horror Story, film tra breve in uscita su Netflix. Ha invece vinto il premio per la Miglior Attrice Matilda De Angelis per Atlas.

Ecco qui di seguito il comunicato ufficiale, e la lista completa dei vincitori.

È Next door di e con Daniel Brühl, il miglior film della 67ma edizione del Taormina Film Fest. L’attore tedesco vince anche come migliore attore del suo primo film da regista di cui è anche produttore: una dichiarazione d’amore e una riflessione sul mondo del cinema e delle star, ambizioso metacinema, divertente e tragico. Roberto De Feo e Paolo Strippoli vincono la migliore regia con A classic horror story, un riconoscimento al nuovo film Netflix, prodotto da Colorado Film, al suo debutto al Festival. Un omaggio alla tradizione di genere, sorprendente e dissacrante e un’assoluta novità nel variegato universo del cinema horror. Il premio per la migliore attrice va a Matilda De Angelis, intensa protagonista di Atlas di Niccolò Castelli, prodotto da Imago Film e Tempesta e distribuito da Vision Distribution. L’attrice continua a rivelare una straordinaria capacità di restituire tutta la complessità emotiva e l’autenticità dei suoi personaggi.

Oltre i premi legati al Concorso, il Festival celebra le eccellenze dello spettacolo con i Taormina Arte Awards che verranno consegnati sul palco del Teatro Antico alla cantautrice Francesca Michielin per la musica, ad Anna Ferzetti per la versatilità del suo talento artistico e a Ferzan Özpetek per la sua storia cinematografica, a vent’anni da Le fate ignoranti.

Questa sera verrà inoltre attribuito il premio ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo a Gianluca Jodice, sceneggiatore e regista de Il cattivo poeta, dimostrazione di un cinema capace di celebrare la bellezza del nostro paese.

“Una sfida vinta insieme a tutta la Sicilia e alla città di Taormina: riportare il cinema sul grande schermo condividendo la bellezza del Teatro Antico. E facendo del Festival il segno e il senso della ripartenza: esperienza cinematografica e umana, non solo consumo audiovisivo” – dichiarano i Direttori Artistici del Taormina Film Fest, Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia.

Ancora un ringraziamento al supporto prezioso dei partner istituzionali e degli sponsor di quest’anno: Rai Movie, Tv ufficiale del Festival, che trasmetterà lo speciale dedicato a quest’edizione Mercoledì 7 luglio in seconda serata, Rai Radio 3, Ciak e S.E.S Società Editrice Sud. Un ringraziamento va anche al Maestro orafo Michele Affidato che ha realizzato i premi, veri oggetti d’arte.

I premi sono stati assegnati dalla giuria presieduta dalla regista e sceneggiatrice Susanna Nicchiarelli, dalla montatrice Francesca Calvelli, dall’attrice Lolita Chammah, dallo sceneggiatore Nicola Guaglianone e dall’attore Saleh Bakri.

I PREMI

  • CARIDDI D’ORO – MIGLIOR FILM – NEXT DOOR
  • CARIDDI D’ARGENTO – MIGLIORE REGIA – ROBERTO DE FEO E PAOLO STRIPPOLI per A CLASSIC HORROR STORY
  • MASCHERA DI POLIFEMO – MIGLIOR ATTRICE – MATILDA DE ANGELIS per ATLAS
  • MASCHERA DI POLIFEMO – MIGLIOR ATTORE – DANIEL BRÜHL per NEXT DOOR

TAORMINA ARTE AWARDS

  • ANNA FERZETTI
  • FRANCESCA MICHIELIN
  • FERZAN ÖZPETEK

Boys di Davide Ferrario emoziona il pubblico di Taormina Film Fest

Boys, l’ultimo lungometraggio scritto e diretto da Davide Ferrario, ha inaugurato la 67ª edizione del Taormina Film Fest, regalando al suo pubblico una serata nostalgicamente emozionale.

Una band che arriva dagli anni ’70, carica di rock e quel vintage visto con animo nostalgico che vorrebbe ritrovare una nuova luce nell’oggi.

Boys é la storia di un gruppo di persone ancora capace di sognare, che supera un problema rimanendo insieme a distanza di anni, cavalcando il fuoco sacro della musica curata da Mauro Pagani. É un affresco di una generazione di sognatori di mezza età che non vuole rinunciare alla propria identità e ai propri desideri.

Il regista Davide Ferrario ha preso ispirazione dai testi scritti da Mauro Pagani ai tempi in cui ha lasciato la PFM, dei testi pieni di parole “incazzate” di chi sta attraversando due decadi musicali differenti, quella degli anni Settanta e gli anni Ottanta. 

TRAMA
Joe (Marco Paolini), Carlo (Giovanni Storti), Bobo (Giorgio Tirabassi) e Giacomo (Neri Marcorè) sono amici da sempre, ciascuno con la propria vita e i propri problemi, ma uniti da un autentico legame e dalla passione che li aveva fatti incontrare: la musica. The Boys, questo il nome della band, avevano avuto un fulmineo successo negli anni Settanta. Nella loro routine – tra vicende amorose e personali – irrompe una possibilità che li porta in un nuovo viaggio: dovranno fare i conti con i sogni e le ambizioni di un tempo e il mondo di oggi, ma ancora di più scopriranno il senso della loro amicizia.

Boys: il nostro commento

Quattro uomini uniti da una storia comune, da una musica che non è più protagonista degli anni attuali che vivono ma che è stata un riferimento nella loro vita e nel passato di alcune generazioni, si ritrovano a fare i conti con un presente dove sembra non esserci più posto per loro se no attraverso una riscoperta del vintage.

Ferrario sceglie di raccontare una storia d’amicizia e relazioni personali in quel mondo musicale che è stato iconico e d’ispirazione anche per la musica d’oggi. Il regista mostra di affidarsi in toto ai suoi attori che riescono a trasmettere sullo schermo quel senso di affiatamento e connessione del valore dell’amicizia, pur avendo tutti identità differenti che riescono a coesistere insieme in scena come una vera band rock.

In Boys scopriamo Giovanni Storti, lontano dal trio con l’abilità di un batterista professionista, Giorgio Tirabassi e Neri Marcorè abili chitarristi e cantautori, caratteristica che hanno già dimostrato su altri tipi di palchi, e Marco Paolini dialettico e cupo al punto giusto.

Boys é una commedia corale dai toni solari seppur con tematiche nostalgiche e trascinanti. E per questo, fondamentali sono anche le interpreti femminili – Isabel Russinova, Saba Anglana, Linda Messerklinger e Giorgia Wurth – che regalano sentimento ed emozionalità alla band.

Boys, regia di Davide Ferrario, con Neri Marcorè, Marco Paolini, Giovanni Storti e Giorgio Tirabassi, uscirà nei cinema italiani il 1 luglio distribuito da Adler Entertainment.

Black Widow é il film di chiusura di Taormina Film Fest

Black Widow, il 24esimo film del Marvel Cinematic Universe, il primo della Fase Quattro, chiuderà sabato 3 luglio la 67ma edizione del Taormina Film Fest. Il pubblico del Festival potrà vedere il film alcuni giorni in anticipo rispetto alla data di distribuzione italiana al cinema e su Disney+ con Accesso VIP.

Diretto da Cate Shortland, l’atteso lungometraggio é dedicato al passato da spia russa di Natasha Romanoff, diventata un pilastro degli Avengers.

Sarà dunque Black Widow, un entusiasmante spy thriller d’azione a chiudere il Taormina Film Fest, siglando una 67ma edizione che, dal 27 giugno al 3 luglio, esplora generi, stili e linguaggi differenti, un’offerta inclusiva e differenziata pensata per tutti i tipi di pubblico.

“Presentare per la prima volta al pubblico italiano il film targato Marvel Studios Black Widow è il simbolo di ciò che desideravamo: il ritorno al cinema condiviso, in sala, davanti a un grande schermo dove si potrà godere tutti insieme di un’altra avventura Marvel dall’irresistibile fascino pop. Il fatto che il film sia diretto dalla regista Cate Shortland e interpretato dalla star internazionale Scarlett Johansson non fa che connotare ulteriormente questa edizione del Taormina Film Fest in chiave di women’s power”, dichiarano i direttori Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia.

Il lungometraggio targato Marvel Studios Black Widow è il nuovo film del Marvel Cinematic Universe, diretto da Cate Shortland da una sceneggiatura di Eric Pearson, con protagonisti Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, O-T Fagbenle, William Hurt, Ray Winstone e Rachel Weisz.
Il film arriverà il 7 luglio nelle sale cinematografiche italiane e il 9 luglio su Disney+ con Accesso VIP*.

Il Taormina Film Fest celebra il ritorno alla magia del cinema

In una stagione cruciale per la cinematografia mondiale, Il Taormina Film Fest rinnova il suo legame con il grande schermo.

lLa 67ma edizione del Taormina Film Fest presenta sei opere prime e seconde in concorso e sette grandi première nazionali e internazionali nell’incantevole scenario del Teatro Antico. Una selezione pensata per un pubblico diversificato che potrà finalmente godere, dopo una lunga pausa, dell’incantesimo del cinema.

Sotto l’egida della Fondazione Taormina Arte Sicilia, nel primo anno della Direzione Artistica di Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia, il Taormina Film Fest abbraccia le diverse anime della settima arte, con un’attenzione a generi, stili e linguaggi differenti: dal family all’horror, dalla dark comedy al drama, dall’animazione all’arthouse.

L’identità femminile sarà protagonista davanti e dietro la macchina da presa con il film di esordio di Michela Cescon Occhi Blu, dell’israeliana Tanya Lavie Honeymood, dell’iraniana Rezvan Pakpour Fractal, nonché con una giuria che annovera tre donne su cinque componenti, presieduta dalla regista Susanna Nicchiarelli. Le signore del cinema avranno uno spazio di confronto fra diverse professionalità, per dare voce al talento che va in scena e alle artiste invisibili, lontane dai riflettori ma ugualmente determinanti.

Nella stagione della rinascita e della ripartenza, il Festival vuole riservare un’attenzione particolare agli autori italiani, da quelli già affermati agli esordienti di valore, che dimostrano la straordinaria vitalità e varietà dell’industria filmica nazionale: dalla commedia road movie Boys di Davide Ferrario all’inquietante distopia de La Terra dei figli di Claudio Cupellini, dal toccante intimismo di Atlas di Niccolò Castelli, all’innovativo horror A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli, con cui Netflix debutta al Taormina Film Fest.

E ancora lo sguardo sulla cinematografia europea con il tedesco Next Door, opera prima dell’attore Daniel Brühl, e il francese La signora delle rose (La fine fleur ) di Pierre Pinot, sul cinema extra-europeo con il cinese Long Day di Yumo Luo, oltre ai citati titoli iraniano e israeliano.

Non manca il family con Peter Rabbit 2 – Un birbante in fuga,avventuroso mix di animazione e live action diretto da Will Gluck, che verrà presentato il 30 giugno in contemporanea al Teatro Antico e a Roma nell’ambito del  TimVision Floating Theatre Summer Fest organizzato da Alice nella Città.

Peter Rabbit 2 – Un birbante in fuga

E poi la black Woodstock di Summer of Soul, ovvero l’iconico concerto all’Harlem Cultural Festival del 1969 con B.B. King, Nina Simone, Stevie Wonder recuperato ed esaltato dal regista Ahmir “Questlove” Thompson con un inedito accesso al materiale d’archivio, che invita a una riflessione sulla questione razziale negli Stati Uniti.

Il cinema globale, dunque, ma anche un forte radicamento nel territorio attraverso la collaborazione con Sicilia Film Commission, che presenta un programma di eventi collaterali, che culminerà con la proiezione del documentario Lo schermo a tre punte e un incontro con il regista Giuseppe Tornatore al quale parteciperanno gli allievi della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia e delle Università siciliane. In apertura la proiezione di Space Beyond, protagonista l’astronauta siciliano Luca Parmitano, seguirà Sulle tracce di Goethe in Sicilia, il documentario diretto e interpretato dal regista tedesco Peter Stein, che ripercorre dopo duecento-trent’anni le tracce del celebre Viaggio in Sicilia di Wolfgang Goethe, alla ricerca delle origini classiche della cultura europea. Completa il programma una selezione di cortometraggi dedicati all’universo femminile, tra cui La bellezza imperfetta, del giovane regista siciliano Davide Vigore con la fotografia di Daniele Ciprì.

Taormina Film Fest e la Sicilia: un forte legame

La collaborazione con ANEC Sicilia consentirà, per la prima volta, una fruizione allargata del Taormina Film Fest: alcuni dei titoli presentati al Teatro Antico, saranno proiettati in contemporanea in numerose sale delle principali città siciliane, oltre alle serate di apertura e chiusura. Un sostegno concreto dopo una stagione difficile.

In tema di valorizzazione del territorio, il Festival ospiterà – in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per il Turismo – il Premio ENIT Il cinema che promuove la bellezza italiana dedicato al film che, fra quelli distribuiti nell’ultima stagione, ha esaltato l’immagine della bellezza italiana. Sempre con ENIT, è previsto un focus sulle  prospettive e le potenzialità legate ai luoghi del cinema.

In uno spirito di fattiva cooperazione e sostegno all’industria cinematografica, sono numerose le attività avviate d’intesa con organismi e associazioni di settore, nel segno di una collaborazione inclusiva e sinergica necessaria per il rilancio del settore, che rappresenta una delle chiavi della 67ma edizione.  

Taormina Film Fest: omaggi a Nino Manfredi e Leonardo Sciascia

In quest’ottica, i Giornalisti Cinematografici ricorderanno a Taormina, come tradizione sul palco del Teatro Antico, quest’anno in apertura del Festival, Nino Manfredi nel centenario della nascita.  Il “Premio Manfredi”, che il Sngci assegna d’intesa con la famiglia del grande Nino a un attore che abbia rivelato un talento speciale non solo nella commedia.

Nel centenario dalla nascita di Leonardo Sciascia, Taormina celebrerà, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, il grande autore siciliano con la mostra Cinema e Legalità e la presentazione del libro Sciascia e il cinemaconversazioni con Fabrizio di Fabrizio Catalano, nipote dello scrittore.

E per festeggiare un anniversario significativo, il regista Ferzan Özpetek incontrerà il pubblico nel ventennale de Le Fate Ignoranti per condividere il suo affascinante percorso artistico.

Ritorno al futuro, poi, per la proiezione al Teatro Antico del film in nuova edizione digitale Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato di Florestano Vancini che vede Leonardo Sciascia fra gli sceneggiatori, in collaborazione ancora una volta con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Grazie al CSC, si potrà anche viaggiare nel tempo con il Rapido del Sud di Fausto Saraceni, un percorso nell’Italia degli anni Quaranta attraverso il tragitto Roma Taormina di un treno elettrico moderno ma con un cuore poetico in un Paese proiettato verso il progresso. Nel film, conservato e digitalizzato da CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa, e proveniente dal fondo Fondazione FS, è stata recentemente riconosciuta una giovane Silvana Mangano nel ruolo di una passeggera che accompagna un’amica.

La linea editoriale scelta dai Direttori prevede una settimana ricca di appuntamenti, in cui le tredici Anteprime dei film in selezione ufficiale si alternano agli incontri con i protagonisti, le mostre e i panel: un’ampia offerta culturale e artistica che corrobora l’identità del Festival.

Quest’anno il Taormina Film Fest inaugura una collaborazione con Ciak: lo storico mensile di cinema commenterà i film e offrirà interviste e backstage attraverso il Taormina Ciak Daily, nonché offrirà ad alcuni studenti del Corso di Laurea Magistrale in Metodi e Linguaggi del giornalismo dell’Università di Messina un tirocinio sul campo.

Taormina Film Fest: Susanna Nicchiarelli é la Presidente di Giuria della 67ma edizione

Manca poco al Taormina Film Fest, la celebre kermesse cinematografica giunta alla sua 67ma edizione; l’edizione 2021 diretta da Alessandra De LucaFederico Pontiggia e Francesco Alò, é in programma dal 27 giugno al 3 luglio nella bellissima atmosfera del Teatro Antico. 

A presiedere la Giuria del Taormina Film Fest, ci sarà la regista Susanna Nicchiarelli (Miss Marx, Nico 1988, Cosmonauta).
Una scelta significativa che riflette lo spirito di un Festival sensibile alla valorizzazione del cinema al femminile e che onora il talento di un’artista che ha ribaltato i cliché di genere rivelando, sin dagli esordi con Nanni Moretti, una visione internazionale e una vocazione a esplorare l’universo femminile, come sottolineano i Direttori Artistici Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia: 
“Sensibile, determinata e generosa, Susanna Nicchiarelli, con quattro lungometraggi diretti in poco più di un decennio, ha saputo affermare la propria voce e il proprio sguardo nel panorama cinematografico italiano e internazionale, con la complicità di attrici come la danese Tryne Dyrholm e della britannica Romola Garai. Da Cosmonauta a Miss Marx, passando per Nico, 1988 con cui ha conquistato la sezione Orizzonti della 74. Mostra di Venezia (2017), ha raccontato non il “tema” delle donne, ma la loro complessa identità, traducendo le premesse femminili in promesse poetiche, in perfetto equilibrio tra passione e riflessione. Musicale, umanista e irriducibile, la visione di Susanna Nicchiarelli saprà certamente valorizzare e indirizzare la giuria del 67° Taormina Film Fest.”

Un ruolo impegnativo per Susanna Nicchiarelli, regista e sceneggiatrice, recentemente premiata con 3  David di Donatello e il Nastro d’Argento per Miss Marx, che ha così commentato:
“Sono felice e onorata di questo incarico, sarà un Festival per celebrare il futuro luminoso del cinema, vedremo opere di registi nuovi, festeggeremo la bellezza di essere spettatori.”

Locandina del Taormina Film Fest 2021

Il Taormina Film Fest ,dal 27 giugno al 3 luglio, ospiterà un concorso internazionale composto da sei film, una selezione ufficiale riservata a opere prime e seconde che si alterneranno alle premières sul grande schermo del Teatro Antico. E in programma anche agli incontri con gli autori, le personalità del cinema e della cultura e, naturalmente, le celebrities nella settimana in cui Taormina si trasforma in una sala cinematografica open air.

Novità di questa edizione sarà la Media Partnership con la Rai, che sosterrà e promuoverà il TFF. Una collaborazione forte e concreta che vedrà la collaborazione di Rai Movie in qualità di TV del Festival e di Rai Radio3, che seguirà l’evento con la trasmissione Hollywood Party; entrambe garantiranno un’informazione ricca e completa sulla manifestazione. Le telecamere di Rai Movie racconteranno gli attori, i registi, i volti noti del cinema dal red carpet al palco del Teatro Antico nella settimana in cui Taormina diventa la capitale del cinema. E poi Rai Radio3 che, attraverso i microfoni di Hollywood Party, seguirà i protagonisti, i film in programma e gli eventi collaterali con interviste, curiosità e collegamenti social, con la possibilità per gli utenti di commentare tutti i film del programma della 67ma edizione.


Grazie all’attenzione della Rai si accenderanno i riflettori sul cinema, su chi lo fa e chi lo promuove, offrendo un sostegno a questo settore che, pur avendo un ruolo portante nello sviluppo socio-culturale del Paese, più di altri ha subito le conseguenze di questo momento storico e che guarda con rinnovata fiducia al futuro.

Taormina Film Fest: il manifesto ufficiale dell’edizione 2021

La 67ma edizione del Taormina Film Fest accenderà i riflettori del Teatro Antico sul grande cinema dal 27 Giugno al 3 Luglio, e si presenta al pubblico con un manifesto che omaggia il film Da qui all’eternità (From Here to Eternity) di Fred Zinnemann.

Il manifesto ufficiale della 67ma edizione del Taormina Film Fest è una rivisitazione stilizzata in chiave moderna, con una scelta cromatica più calda e luminosa, di una delle sequenze più intense e sensuali nella storia del cinema, il manifesto è stato realizzato da Ginevra Chiechio su una palette di colori ispirati alla luce e al calore di Taormina per reinterpretare l’iconica scena del bacio sulla spiaggia fra Deborah Kerr e Burt Lancaster.  

Manifesto ufficiale della 67ma edizione del Taormina Film Fest

L’immagine della 67ma edizione del Taormina Film Fest celebra in questo modo anche i due protagonisti: Burt Lancaster al quale, in seguito, la figura del Principe di Salina, intramontabile Gattopardo, regalerà un legame indissolubile con la Sicilia e Deborah Kerr classe 1921, nell’anno del suo centenario, che proprio a Taormina era stata invitata nel 1959 e che vincerà un Oscar alla carriera nel 1994. Vincitore di 8 Academy Awards, Da qui all’eternità è stato un film cruciale nel percorso dell’attrice che questa scena d’amore, al tempo giudicata molto audace, ha consacrato e consegnato all’immaginario collettivo. “Kerr rhymes with star”, recitava un vecchio adagio sottolineando l’origine scozzese del suo cognome che la pronuncia Scottish vuole “Kar”. 

Il manifesto della 67ma edizione del Taormina Film Fest li ricorda così – con un’immagine emblematica dei nostri tempi – in una spiaggia assolata, avvolti nell’abbraccio di un’invincibile estate. 

La 67ma edizione del Taormina Film Fest è diretta da Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia; il Festival è prodotto e organizzato da Videobank Spa nell’ambito di un mandato triennale – su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia e con il patrocinio dell’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione Sicilia, della Sicilia Film Commission, del Comune di Taormina e del MIBACT.

Taormina Film Fest: le prime novità dell’edizione 2021

Nella giornata odierna è stata presentata l’edizione 2021 di Taormina Film Fest, la celebre kermesse cinematografica giunta oramai al suo 67° anno di vita.

Durante la presentazione sono state ufficializzate le nuove date (dal 27 giugno al 3 luglio), ma anche la nuova direzione artistica, che include Alessandra De Luca, Federico Pontiggia e Francesco Alò.

Di seguito vi riportiamo il comunicato stampa integrale con tutte le principali novità annunciate oggi:

Roma, 14 Gennaio 2021 – Verrà inaugurata il 27 Giugno al Teatro Antico la 67ma edizione del Taormina Film Fest, fra i più antichi e prestigiosi Festival del cinema a livello internazionale. Prodotto e organizzato da Videobank Spa nell’ambito di un mandato triennale – su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia e con il patrocinio dell’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione Sicilia, della Sicilia Film Commission, del Comune di Taormina e del MIBACT – il Festival accenderà i riflettori del Teatro Antico sul grande cinema dal 27 Giugno al 3 Luglio 2021.

In un anno particolarmente significativo per il cinema mondiale, il Taormina Film Fest si presenta con una Direzione Artistica rinnovata e, per la prima volta, composta da tre note firme del giornalismo e della critica cinematografica: Francesco Alò (Il Messaggero, BadTaste.it), Alessandra De Luca (Avvenire, Ciak) e Federico Pontiggia (La Rivista del Cinematografo, Il Fatto Quotidiano, Movie Mag). Una squadra di esperti già al lavoro con il Coordinatore Generale Gida Salvino, autrice televisiva di lungo corso, per definire la linea editoriale e il programma di questa 67ma edizione.

Al debutto di questa nuova sfida, Videobank desidera ringraziare Leo Gullotta, il Direttore Artistico che ha portato a termine il suo incarico alla guida della passata edizione. E un grazie al Condirettore Francesco Calogero, per il suo impegno in una difficile stagione per l’industria cinematografica.

Nel 2021 si torna quindi al Teatro Antico che, con i suoi 4.500 posti, si configura come uno dei cinema all’aperto più grandi e certamente più affascinanti del mondo, tempio delle arti e ideale luogo di incontro fra cinema e glamour, cultura e spettacolo.


In assenza di Taormina Film Festival 2017, France Odeon propone Cinema e Pace

France Odeon, il festival di cinema francese di Firenze, apprezzato non solo in Italia, ma anche all’estero e che è stato finalista al bando per l’affidamento della 63° edizione del Taormina film Festival, ha appreso con preoccupazione che quest’anno la prestigiosa rassegna siciliana potrebbe essere in forse per l’impossibilità di essere realizzata da parte degli assegnatari in tempi così stretti.

Nel caso in cui fosse confermata questa eventualità e gli spazi tradizionalmente occupati dal Taormina Film Fest dovessero rimanere inutilizzati, France Odeon mette a disposizione della città il suo knowhow e i suoi contatti per programmare una serie di proiezioni e iniziative cinematografiche che abbiano al centro il tema della Pace con ospiti di portata internazionale.

Il direttore di France Odeon, Francesco Ranieri Martinotti, ha dichiarato:

“Riteniamo che il 2017 sia un anno straordinario per la Sicilia. I media internazionali, primo fra tutti The Guardian, che già si sono interessati a Palermo per la proposta di permettere agli immigrati di rimanere in città anche senza permesso di soggiorno, si concentreranno proprio su Taormina, sede dell’imminente G7 il cui tema centrale sarà la Pace.”

La rassegna avrebbe come obiettivo quello di presentare film ispirati ai concetti di pace, armonia e tolleranza e le cui storie rivolgano una forte attenzione all’essere umano e più in generale all’umanità. A titolo puramente esemplificativo si cita Terrence Malick, come uno dei principali autori che in assoluto meglio esprimono nel cinema contemporaneo questi contenuti.

Taormina Film Fest 62 – Trionfa Desierto, ecco tutti i vincitori

Si è conclusa ieri sera dal Teatro Antico di Taormina la 62° edizione del Taormina Film Fest. Tra luci e ombre, le solite, questa edizione ha decretato vincitore del Premio Cariddi il film diretto da Jonas Cuaron (fratello di Alfonso) dal titolo Desierto.

Durante una cerimonia aperta dalla presenza del cast della nuova serie tv Maggie & Bianca Fashion Friends, l’organizzatrice del festival, Tiziana Rocca, ha espresso tutto il suo entusiasmo per un’edizione partita in salita a causa del budget limitato, ma in fin dei conti ben riuscita:

“Il bilancio della 62esima edizione è più che positivo e sono molto contenta che anche quest’anno le star hollywoodiane, i grande personaggi del nostro cinema abbiano creduto nel festival e abbiano accettato di regalare al pubblico momenti indimenticabili. Al di là delle difficoltà di un budget ridotto – e per questo ringrazio ancora una volta gli sponsor che ci hanno sostenuto e il main sponsor Baume & Mercier.”

…ed ancora:

“Sono particolarmente orgogliosa di aver contribuito a una campagna come quella a favore dei senza tetto. Il Ministro delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e il Presidente della fio.PSD Cristina Avonto hanno scelto il TaorminaFilmFest per la lanciare e siglare il protocollo di intesa della campagna #HomelessZero. A questo riguardo mi sono impegnata affinché lo spot a favore dell’iniziativa fosse girato da tutti gli ospiti del Festival. Mi piacerebbe poter ringraziare uno per uno i tantissimi spettatori che hanno seguito le proiezioni e tutti gli incontri. Un Festival è frutto di tanta fatica, pazienza e ostinazione, ma senza la corrispondenza del pubblico tutto questo resterebbe vano.”

Tornando al premio di Jonas Cuaron, vi segnaliamo qui di seguito le motivazioni della giuria presieduta da Monica Guerritore e Claudio Masenza e composta dalla Giuria Speciale di Giovani, grazie ad ANEC Sicilia:

“Assegnare il premio del concorso Taormina 62 non è stato facile, per l’eccellente offerta di cinematografie provenienti da vari paesi del mondo. Valutando con attenzione la qualità tecnica delle riprese, il ritmo e l’intensità emotiva ed interpretativa a supporto del tema trattato, abbiamo assegnato il premio come miglior film del concorso internazionale a “Desierto” di Jonàs Cuaròn.”

[Qui potrete leggere la nostra recensione di Desierto]

Durante la serata di premiazione è stato assegnato anche il TaoEdu Young3000 nights di Mai Masri, il Premio Cariddi per la sezione Filmmaker in SiciliaSponde di Irene Dionisio ed il Premio World Wide Web/ Pasta GarofaloApollo Beat di Michele Gagliani, Francesco Bellu, Giuseppe Bulla, Diego Moretti, Diego Ganga, Stefania Budroni e Giovanni Saturno.

La Satira di Castrense a Taormina – “Desierto” di Jonás Cuarón in anteprima

Un coro di compatriotas mexicanos senza green card entra dentro il rotondo mirino di un gringo psicopatico che odia gli immigrati. Al confine tra Messico e Usa, sono “Cani sciolti”, come quelli del film del 2013 di Baltasar Kormàkur. Anzi sono gatti messicani che fuggono come lepri da un cane americano. Al quale nessuno ha detto che per il vicino si porta rispetto.

La sceneggiatura è magra nel secondo film di Jonás Cuarón, perché è un thriller che corre, evita e si arrampica per una sopravvivenza che zoppica. Alternanza quasi regolare tra macchina fissa per le inquadrature grandangolari e macchina a spalla che prova a dare tensione per inseguimenti non proprio spettacolari. È un film che non chiede venia né ai difensori dei diritti degli immigrati né agli animalisti. Crudo e barbaro come la paura di morire quando ti accorgi che esisti.

L’attacco è di una quiete contemplativa, nella quale il direttore della luce Damian Garcia assegna il compito allo spettatore di osservare e studiare il paesaggio desertico, afoso e naturale, asfissiante nella sua infinità rurale. Dominerà il film per la durata temporale.

Il sole è la bussola verso un camion colmo di messicani disperati alla ricerca della frontiera, verso le stelle e le strisce. Si ribella il mezzo meccanico che costringe il gruppo a proseguire comminando; non l’avessero mai fatto! Da qui in poi inizia un’Odissea di sangue verso esecuzioni dopo esecuzioni, come se fossero soldatini di plastica questi messicani erranti. Abbattuti uno dopo l’altro, cercando di fare strike.

Nessuno avrebbe potuto immaginare la minaccia di Sam, un cowboy sporco di sangue e tatuaggi. Non sbaglia un colpo all’inizio, alla fine, però, li sbaglia tutti. Oltre l’odio gratuito verso chi vuole varcare la frontiera, non c’è nessun motivo manifesto per il quale debba uccidere tutta questa gente. Con la carabina gioca a bowling umano. La palla è un bel fucile con mirino di precisione, i birilli sono i 14 migranti. Non è solo: ha la compagnia di Tracker, il suo pastore tedesco, che addestrato sembra per trovare uomini, come in un poliziesco. Insegue i clandestini e  si diverte a mangiare le loro gole, ribaltando i loro destini. Qualcosa si infilerà tra i suoi canini.

Jeffrey Dean Morgan nel personaggio di Sam indossa le vesti introspettive di un sociopatico che sembra una cavia ideale uscita dal laboratorio dell’attuale. Con una libertà d’azione che vorrebbe avere un qualsiasi Matteo Salvini nel mondo. “Benvenuti nella terra della libertà” esce dal buco tra la barba del Gringo americano.

Fra la sabbia del deserto lui è il cattivo, mentre il buono è Moises (Gael Garcìa Bernal). Il giovane rimane dietro per aiutare il compatriota sfinito, difende una ragazza dalle perfidie umane, con una famiglia che la costringe ad emigrare verso un luogo indefinito. Ma al suo personaggio non ci innamoriamo, perché neanche il tempo abbiamo di sederci al cinema che subito diventa il protagonista e lo capiamo. Solo in una scena il regista ci fa scendere nella sua vita personale, fatta di un castello di carte americane costruito e poi andato a male. Dovrà tornare negli Stati Uniti perché il figlio aspetta il papà immortale; un piccolo uomo che ha una grande motivazione per restare in vita. “Che ti ammazzi il Deserto” sussurrerà al cecchino.

Deserto come emblema del male umano, che confini non ha. Il paesaggio vastissimo viene servito da un primo piatto di musica originale sintetizzata con contorno di montaggio sonoro angosciante. Rumore di passi, pietra che cade, tonfo di un corpo colpito. L’eco dell’arma da fuoco.

Allegoria di attualità infarinata da film di genere. Film spietato ma iterativo. Non ci sono colpi di scena reali, ci sono solo inseguimenti mortali. E poi alcune costruzioni narrative esagerate: il cecchino colpisce la prima decina di vittime con un solo colpo a birillo; nell’inseguimento di Moises, tuttavia, ne sbaglia a bizzeffe di colpi che anche mia nonna con la cataratta e il fucile ad acqua l’avrebbe preso.

Il figlio del premio Oscar Alfonso ha lavorato con il padre per la sceneggiatura di “Gravity”. Desierto, infatti, se spingiamo la nostra immaginazione, potrebbe esibire delle analogie con il film premio Oscar 2014. Si presentano delle vaghe somiglianze tematiche nella lotta alla sopravvivenza contro faticosi inconvenienti in una natura inospitale.

Sam potrebbe benissimo essere un qualunque Donald Trump, pronto a cacciare il fucile per annientare tutto ciò che non sia americano. La questione è più attuale che mai, quindi Cuaròn infila il tema socio-politico nel genere “Follia ed inseguimenti”, ma senza comunque fare esperimenti. Senza sconvolgere lo spettatore medio che ha già capito tutto senza rimedio.

Taormina 62 – Claudio Santamaria parla del successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot

Pare che molti conoscano Claudio Santamaria solo per l’ultimo film.

“Guarda chi c’è, quello che ha fatto il come si chiama Robot!”.

Ma lui consapevole di essere un attore rodato, con la modestia di un giovane e il temperamento di un vecchio, parla al pubblico del Taormina Film Fest 2016.

Lo chiamavano Jeeg Robot è un all-in nel tavolo da gioco del cinema italiano. Dove ci stanno nuovi e vecchi che di sperimentare non hanno proprio avuto voglia. “Dopo aver mandato la sceneggiatura a produttori italiani, nessuno accettò”. Finchè Rai cinema decide di sedersi al tavolo da gioco. O la va o la spacca.

Racconta di aver letto la sceneggiatura dell’amico storico Mainetti in vacanza. Rimasto folgorato dal coraggio decide di accettare. “Zi’ devi fa’ er provino però” gli dice l’amico regista. E contemporaneamente fa il provino per due film: il secondo è “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, per il ruolo del maggiore. Come poteva dire di no a Olmi? Quindi l’amico Mainetti con un film scritto da anni e anni e pronto per essere girato aspetta il romano Jeeg Robot.

Sul film che gli ha fatto accaparrare un David di Donatello dice che ha una struttura classica, quella dell’eroe che attraverso l’amore e la relazione con il prossimo, capisce che aiutare l’altro è una cosa importante. Aggiunge che alla parola eroe è connessa la parola sacrificio. Quando la vita toglie ti toglie una persona che ami, quando non avresti nessun motivo, in quel momento ti dona agli altri.

Mainetti non trovava niente in Santamaria del personaggio Enzo Ceccotti. Quindi decidono di lavorare sul personaggio. “Ingrassare di 20 kg mi faceva sentire in modo diverso” confessa l’attore romano. “Il mio personaggio non fa giri di parole, si esprime in modo diretto, più animale”.

Poi racconta che durante la preparazione del ruolo sono anche andati allo Zoo. Guardava gli orsi, ma non capiva cosa c’entrassero col suo personaggio. Ma solo quest’animale poteva essere: perché Enzo non corre libero nel bosco, Enzo è anestetizzato nel suo appartamento. Quindi in gabbia.

I poteri  di un supereroe vengono dati all’ultima delle persone immaginabili, ad un disilluso delinquentello di periferia, che la prima cosa che fa è per se stesso: ruba un bancomat. Chiuso in un mondo grigio, nel quale entra Alessia con il suo arcobaleno, figlia di un criminale.

Sul genere in cui categorizzare il film non è convinto. “Non saprei in che genere metterlo, è una storia d’amore, ma non è un film sentimentale” sputa il Dandi di Romanzo Criminale.

E su Lo chiamavano Jeeg Robot 2?

“Se gli autori troveranno una conflittualità interiore del personaggio tale da poter creare una storia, solo allora si farà il seguito”.

Taormina 62 – Thierry Frémaux: se Lumière è Rossellini, Méliès è Fellini

“Ogni anno si parla della morte del cinema. E’ stato dato per morto almeno cinquanta volte, ma il cinema non muore, è ancora qui.”

Al festival del cinema della costa ionica arriva Thierry Frémaux. Pochi a sentire le sue parole e vedere le immagini di Auguste e Louis Lumière, tutti ad apprezzarle. Con un centinaio di film degli inventori del cinematografo, il delegato generale del Festival di Cannes, conferma la sua portata culturale. Uno dei più grandi conoscitori di cinema in Europa, se non in tutto il mondo.

Racconta davanti il mare blu di Taormina, oggi luminosissima, la Parigi del ‘900, tra Émile Zola e Marcel Proust. Parla dei due grandi scrittori e invita ad immaginare le sensazioni che potessero creare immagini all’epoca. Una capitale dinamica con l’aria gioiosa che si respirava tra il XIX e il XX secolo. Con quella voglia di innovazione che investiva tutte le categorie sociali. La capitale francese all’epoca dell’Esposizione universale, colma di uomini con baffoni e donne con gli ombrelli per il sole. Un’istantanea sulla vita parigina attraversata da calessi e biciclette, descritti nelle pagine dalla penna di Zola.

Film dopo film, capitolo dopo capitolo, troviamo il mondo: da Tunisi a Mosca, Turchia, Chicago, Messico e Indocina. E poi Venezia. Dal Vietnam al Giappone per finire a New York. I Lumière avevano il senso della pubblicità e crearono quelle che potremmo definire le prime “cartoline cinematografiche”. Esempio ne è il meraviglioso film a Londra davanti il Big Ben.

I più famosi fratelli del cinema mostrano e dimostrano un mondo che crede nell’avvenire. Il direttore dell’Istituto Lumière di Lione sputa una chicca: “ I Lumière non erano persone serie. Per niente. Avevano trent’anni e piaceva loro divertirsi.”

1500 film, di cui molti persi, sono piccole perle che dovremmo aver visto tutti. Hanno tentato molte sperimentazioni nel cinema: salgono su una mongolfiera per girare un film come inventano il primo movimento della macchina da presa. La prima carrellata la fanno loro a Venezia. E poi erano così comici che ridevano sulla morte con le immagini.

Si narra che Edison fece bandire questi film per gli Stati uniti, si sentiva un concorrente. Quindi si è sempre visto poco e niente, tanto che – racconta Frémaux – “Martin Scorsese, ignaro dell’esistenza di questi film, in viaggio a Lione, li ha subito amati.”

E poi a quelle poche teste in sala sono di certo venuti i brividi quando il cinefilo francese ha parlato di quelle che secondo il suo parare sono due scuole: Lumière e Méliès. La differenza tra i due è una: se Lumière è Rossellini, Méliès è Fellini. Uno racconta, l’altro reinventa. Aggiunge che ci sono sempre stati questi due modi di creare il cinema: chi la realtà la porta, chi la reinterpreta.

Infine si esprime sul fenomeno serie tv. “Ci sono serie televisive interessanti che diventano cinema” – dice il nostro amico – “ci sono sicuramente grandi serie televisive, ma tra queste e un brutto film, preferisco sempre il secondo. Perché amo sedermi al cinema e guardare lo schermo”. E conclude citando Godard: “a casa lo sguardo si abbassa, mentre al cinema lo sguardo si alza verso l’alto.”

Storicamente il cinema ha sempre cercato di reinventarsi per migliorarsi. Il suono una volta, poi il colore. “Il cinema è il prototipo dell’arte.”

Per il presidente del festival di Cannes i telefilms si guardano a casa con “birra e cioccolatini”, mentre “IL CINEMA E’ UNA CATTEDRALE, UNA CHIESA.”