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Festival di Cannes 2021: Piccolo Corpo di Laura Samani alla Semaine de la Critique

Piccolo corpo, opera prima della regista Laura Samani rappresenterà l’Italia a La Semaine de la Critique, la sezione autonoma del Festival di Cannes che si svolge dal 7 al 15 luglio 2021.

La sceneggiatura de Piccolo corpo è firmata da Marco Borromei, Elisa Dondi e dalla stessa regista, Laura Samani; protagoniste del lungometraggio sono Celeste Cescutti e Ondina Quadri che recitano in friulano.
Il fllm è una coproduzione internazionale, tra Italia, Francia e Slovenia.

TRAMA
In una piccola isola del nord est italiano, in un inverno agli inizi del ‘900, la giovane Agata perde sua figlia alla nascita. La tradizione cattolica dice che, in assenza di respiro, la bambina non può essere battezzata. La sua anima è condannata al Limbo, senza nome e senza pace.
Ma una voce arriva alle orecchie di Agata: sulle montagne del nord pare ci sia un luogo dove i bambini vengono riportati in vita il tempo di un respiro, quello necessario a battezzarli.
Agata lascia segretamente l’isola e intraprende un viaggio pericoloso attaccata a questa speranza, con il piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola, ma non conosce la strada e non ha mai visto la neve in vita sua.
Incontra Lince, un ragazzo selvatico e solitario, che conosce il territorio e le offre il suo aiuto in cambio del misterioso contenuto della scatola.
Nonostante la diffidenza reciproca, inizia un’avventura in cui il coraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un miracolo che sembra impossibile.

Piccolo corpo è prodotto da Nefertiti Film, Tomsa Films, Vertigo, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il contributo di CNC, Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Eurimages, Slovenian Film Centre, Re-Act, Media Creative Europe, Torino Film Lab, MAIA Workshop, Friuli Venezia Giulia Film Commission.

[Cannes 70] La recensione di Sicilian Ghost Story, di Fabio Grassodonia e Antonio Piazza

Dopo aver vinto nel 2013 il Grand Pix e il Prix Révélation, i registi Fabio Grassodonia e Antonio Piazza ritornano al Festival di Cannes, inaugurando la Semain del Critique con il loro ultimo lavoro dal titolo Sicilian Ghost Story.

All’uscita da scuola Luna (Julia Jedilkowska) pedina furtivamente Giuseppe (Gaetano Fernandez), suo compagno di classe di cui é segretamente innamorata, man mano i due ragazzi si addentrano nel fitto bosco ma, all’improvviso Giuseppe scompare. Nei giorni successivi Luna non si dà pace, non crede minimamente che Giuseppe sia malato, percepisce immediatamente che gli é successo qualcosa (di grave) e tenta in tutti i modi a superare quel muro di indifferenza costruito dai suoi genitori (una ferra madre svizzera Sabine Timoteo e un rassegnato padre Vincenzo Amato), dalla sua insegnante e dalla stessa polizia locale. Lei lo sogna Giuseppe, le immagini del suo volto e il suono della sua voce sono nitide nella mente della ragazza innamorata, tanto da sembrare reali e a spingerla a cercarlo nel mondo esterno.

La storia di Luna e Giuseppe, scritta e diretta dai palermitani Fabio Grassodonia e Antonio Piazza, é ispirata (e dedicata) al giovane Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, morto strangolato e sciolto nell’acido nel 1996.

Quella a cui si assiste é una narrazione molto complessa e buia, ambienta in una Sicilia incontaminata, ben distante da quei paesaggi della trinacrea a noi noti televisivamente, ambientazioni magistralmente fotografate da Luca Bigazzi che fa largo uso di obiettivi – come il grandangolo- alimentando la minacciosità della natura incombente in cui ci si perde.

La disumanità della razza umana che in quegli anni opera nelle terre siciliane diventa parte di questa favola nera dove la crudeltà della prigionia si scontra con la delicata forza di un sentimento sincero che sta sbocciando tra i due ragazzi. Giuseppe come un giovane principe rapito dagli orchi é imprigionato nelle segrete più buie del regno mentre la sua amata Luna attraversa la pericolosa e devastante indifferenza generale e lotta con ogni arma in suo possesso, cercando di superare tortuosi ostacoli rischiando anche l’autodistruzione.

“Sicilian Ghost Story” é una storia eticamente delicata in cui gli sceneggiatori-registi si districano con abilità tecnica, eccedendo talvolta in distensioni che potrebbero a tratti innervosire la visione, volutamente carica di torpore.

Il nostro parere: 6 +

La messa in scena dei due autori – complice l’ottima fotografia di Bigazzi – sembra ripercorrere elementi stilistici a cui ci ha abituato il cinema scandinavo. Lo spettatore si trova di fronte ad un viaggio necessario guidato dalle turpe emotive della giovane e ribelle Luna che si immerge nell’oscurità che ha inglobato il suo ingenuo amico.

 

“Sicilian Ghost Story” di Fabio Grassodonia e Antonio Piazza, dopo esser stato accolto con 10 minuti di applausi alla proiezione del Festival di Cannes, arriva in contemporanea nelle sale italiane il 18 maggio  distribuito da Bim Distribuzione.

Cannes 69 – Assegnati i premi di Un Certain Regard, Quinzaine e Semaine

Mentre attendiamo le premiazioni del concorso ufficiale previste per questa sera, il 69° Festival di Cannes ieri ha assegnato i cosiddetti premi collaterali, stiamo parlando dei concorsi Un Certain Regard, Quinzaine des Realisateurs e Semaine de la Critique.

Partiamo col dirvi che il cinema italiano è rimasto clamorosamente all’asciutto, nessun premio per i film in concorso, una sconfitta che chiaramente sarà analizzata dal nostro Andrea Vantini nella giornata di domani, all’interno del post relativo alle somme dell’edizione del Festival di Cannes numero 69.

Questo è il link per lo streaming delle premiazioni principale e, chiaramente, dove poter dare un’occhiata ai vincitori della Palma d’oro e degli altri premi del Festival di Cannes numero 69.

Ora passiamo ai premiati:

  • UN CERTAIN REGARD

The Happiest Day in the Life of Olli Mäki del finlandese Juho Kuosmanen vince il premio più importante. Il film in bianco e nero è basato sulla storia vera del boxer finlandese Olli Mäki e del suo combattimento contro il campione americano Davey Moore nel 1962.

Il premio della giuria è andato a Harmonium di Kôju Fukada, il premio per la miglior regia è andato a Matt Ross per Captain Fantastic, film che presenta nel suo cast Viggo Mortensen.

Miglior sceneggiatura è stata vinta da Delphine e Muriel Coulin per The Stopover.

Il premio speciale della giuria è stato assegnato a The Red Turtle di Michaël Dudok de Wit, film d’animazione franco-giapponese molto apprezzato al festival.

  • QUINZAINE DES REALISATEURS

Il primo premio è andato all’afgano Wolf and Sheep, opera prima di Shahrbanoo Sadat. A L’Effet Aquatique di Solveig Anspac è stato assegnato il Premio SACD ai film in lingua francese, mentre il premio Europa Cinemas è stato assegnato a Mercenaire di Sacha Wolff.

  • SEMAINE DE LA CRITIQUE

La settimana della critica ha assegnato il Grand Prix Nespresso a Mimosas, il film franco/marocchino/spagnolo diretto da Olivier Laxe. Il premio rivelazione France 4 è andato ad Album di Mehmet Can Mertoğlu, il premio Fondazione Gan è andato a Sophie Dulac per la distribuzione di One Week and a Day di Asaph Polonsky. Infine il premio SACD degli autori francesi è andato a Diamond Island di Davy Chou e Claire Maugendre.