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Nastri d’argento 2021: Emma Dante stravince come miglior film e regia

Sono stati assegnati i Nastri d’Argento 2021, un’edizione particolare che premia il cinema italiano che é riuscito a resistere anche affrontando le drastiche chiusure delle sale cinema, a causa della pandemia globale.

I Nastri d’Argento 2021 premiano le donne, non unicamente come protagoniste recitative ma sopratutto come tecniche e artefici della magia del cinema. Susanna Nicchiarelli e il suo Miss Marx é il film dell’anno, mentre ben cinque premi vanno a Le sorelle Macaluso di Emma Dante, premiato anche per la migliore regia e la miglior produzione.
Grande successo anche per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia, migliore commedia, premiata anche per l’interpretazione di Elio Germano: vince in quattro categorie, e porta a casa un quinto Nastro da quest’anno anche per il produttore della commedia. Pietro Castellitto con I predatori, premiato anche per l’attore non protagonista Massimo Popolizio, si conferma miglior esordiente.
Per Cosa sarà di Francesco Bruni, Nastro alla sceneggiatura e a Kim Rossi Stuart, miglior attore protagonista.

Sorpresa tra le attrici con i Nastri per Teresa Saponangelo, migliore attrice protagonista per Il buco in testa e Sara Serraiocco, migliore non protagonista per Non odiare. Premiate in ex aequo per la commedia, Miriam Leone (L’amore a domicilio) e Valentina Lodovini (10 giorni con Babbo Natale). Platino per Sophia Loren, protagonista de La vita davanti a sé di Edoardo Ponti premiato con Laura Pausini (Io sì/Seen) per la migliore canzone originale già vincitrice del Golden Globe e candidata all’Oscar®, scritta nella versione italiana con Niccolò Agliardi che ritira il Nastro come coautore.

Nastro di Platino a Sophia Loren, che regalerà al pubblico uno speciale saluto in video, Nastro specialeRenato Pozzetto, Europeo a Colin Firth che ringrazia da un set americano e, dalla musica al cinema, premi per la migliore colonna sonora a Stefano Bollani (Carosello Carosone) e per il ‘cameo dell’anno’ a Giuliano Sangiorgi, per la prima volta sullo schermo in Tutti per 1 – 1 per tutti di Giovanni Veronesi. ‘Film dell’anno’ è Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, un premio all’eccellenza a un’autrice fra le più innovative e interessanti e alla squadra vincente di un film internazionale, originale e diverso:  Nastri alla regista, alla  produzione Vivo Film  con Rai Cinema, ai costumi di Massimo Cantini Parrini e per le musiche  ai Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo.

I Nastri d’argento 2021 si aprono alle nuove leve del cinema nostrano

Molto cinema giovane tra i riconoscimenti dei Giornalisti: con il Nastro per il miglior soggetto a Claudio Noce e Enrico Audenino per Padrenostro, il ventennale del ‘Premio Guglielmo Biraghi’ per gli esordienti segnala Ludovica Francesconi (Sul più bello), Alice Pagani (Non mi uccidere) e il trio di protagonisti di Est – Dittatura Last MinuteJacopo Costantini, Matteo Gatta, Lodo Guenzi. A Ginevra Francesconi per le due interpretazioni di Genitori Vs Influencer e Regina, invece, il ’battesimo’ del ‘Premio Graziella Bonacchi’ che ricorda un’agente molto amata, scomparsa troppo prestoEd è giovane quest’anno anche il Premio Nastri d’Argento ‘Persol-Personaggio dell’anno’ che segnala per Morrison di Federico Zampaglione la performance di Lorenzo  Zurzolo

“Ricordiamo che quest’edizione, con un numero mai tanto contenuto di nomination (al massimo sette) il Direttivo del Sindacato ha lavorato anche su moltissimi titoli usciti in piattaforma, segnalando alla fine 45 film, 16 dei quali anche con una sola nomination, con grande attenzione anche a molte opere low budget” sottolinea la Presidente Laura Delli Colli.
E nella svolta dei ‘primi’ 75 anni, i Nastri hanno modificato il regolamento: il miglior film premia da quest’anno anche il miglior produttore.

Nelle ‘cinquine’ in quest’anno speciale con tanto cinema prevalentemente uscito in piattaforma, sono stati inseriti in selezione per la prima volta anche due tv movie d’autore: con La bambina che non voleva cantare di Costanza Quatriglio e Carosello Carosone di Lucio Pellegrini che ha vinto per la musica di Carosone ‘riletta’ nell’adattamento di Stefano Bollani, e per il casting director a Francesca Borromeo (che vince anche per L’incredibile storia dell’isola delle Rose) con Federica Baglioni. 

Tra i riconoscimenti il Premio “Nastri – Nuovo Imaie” destinato anche quest’anno al doppiaggio ha premiato due voci storiche: Dario Penne per Anthony Hopkins e Ida Sansone per Olivia Colman, entrambi protagonisti di The Father – Nulla è come sembra, premiati dai Giornalisti con il Presidente di Nuovo Imaie, Andrea Miccichè.

In attesa della cerimonia di premiazione, questa sera presso il giardino del MaXXi in Roma, vi presentiamo la lista di tutti i vincitori dei Nastri d’Argento 2021.

MIGLIOR FILM
Assandira, regia di Salvatore Mereu
Cosa sarà, regia di Francesco Bruni

Le sorella Macaluso, regia di Emma Dante
Lei mi parla ancora, regia di Pupi Avati
Non mi uccidere, regia di Andrea De Sica


MIGLIOR REGIA
Pupi Avati (Lei mi parla ancora)
Francesco Bruni (Cosa sarà)
Antonio Capuano (Il buco in testa)

Emma Dante (Le sorella Macaluso)
Edoardo Ponti (La vita davanti a sè)

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Pietro Castellitto (I Predatori)
Maura Delpero (Maternal)
Nunzia De Stefano (Nevia)
Carlo S.Hintermann (The Book of Vision)
Gianluca Jodice (Il cattivo poeta)
Mauro Mancini (Non odiare)

MIGLIOR COMMEDIA
Genitori vs Influenzer, regia di Michela Andreozzi
L’incredibile storia dell’isola delle Rose, regia di Sydney Sibilla
Si vive una volta sola, regia di Carlo Verdone
Sul più bello, regia di Alice Filippi
Tutti per 1-1 per tutti, regia di Giovanni Veronesi


SOGGETTO
La volta buona, di Vincenzo MARRA
Palazzo di Giustizia, di Chiara BELLOSI

Padrenostro, di Claudio NOCE, Enrico AUDENINO
Regina, di Alessandro GRANDE, Mariano DI NARDO
Rosa pietra stella, di Marcello SANNINO, Guido LOMBARDI, Massimiliano VIRGILIO, Giorgio CARUSO

SCENEGGIATURA
Cosa sarà, di Francesco BRUNI in collaborazione con Kim ROSSI STUART
Governance – Il prezzo del potere, di Michael ZAMPINO, Heidrun SCHLEEF, Giampaolo RUGO
Le sorelle Macaluso, di Emma DANTE, Elena STANCANELLI, Giorgio VASTA
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, di Sydney SIBILIA, Francesca MANIERI
I predatori, di Pietro CASTELLITTO

ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria BRUNI TEDESCHI  per Gli indifferenti
Valeria GOLINO per Fortuna, Lasciami andare
Alba ROHRWACHER per Lacci

Teresa SAPONANGELO per Il buco in testa
Daphne SCOCCIA per Palazzo di Giustizia

ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco FAVINO per Padrenostro
Sergio CASTELLITTO per Il cattivo Poeta
Alessandro GASSMANN per Non odiare
Fabrizio GIFUNI per La belva

Kim ROSSI STUART per Cosa sarà

ATTRICE NON PROTAGONISTA 
Linda CARIDI per Lacci
Carolina CRESCENTINI per La bambina che non voleva cantare
Donatella FINOCCHIARO per Il delitto Mattarella
Raffaella LEBBORONI per Cosa sarà

Sara SERRAIOCCO per Non odiare
Pina TURCO per Fortuna

ATTORE NON PROTAGONISTA
Fabrizio GIFUNI per Lei mi parla ancora
Vinicio MARCHIONI per Governance, il prezzo del potere
Michele PLACIDO per Calibro 9

Massimo POPOLIZIO per I predatori
Francesco PATANE’ per Il cattivo poeta

ATTRICE COMMEDIA
Antonella ATTILI per Il ladro di cardellini
Eugenia COSTANTINI per La tristezza ha il sonno leggero
Loretta GOGGI per Burraco fatale, Glassboy

Miriam LEONE per L’amore a domicilio
Valentina LODOVINI per 10 giorni con Babbo Natale 

ATTORE COMMEDIA 
Elio GERMANO per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Fabio DE LUIGI  per 10 giorni con Babbo Natale
Simone LIBERATI per L’amore a domicilio
Nando PAONE per Il ladro di cardellini
Eduardo SCARPETTA per Carosello Carosone
Fabio VOLO per Genitori Vs Influencer

FOTOGRAFIA
Francesca AMITRANO per La tristezza ha il sonno leggero
Tani CANEVARI per Tutti per uno, uno per tutti
Francesco DI GIACOMO per Non mi uccidere
Gherardo GOSSI per Le sorelle Macaluso

Daniele CIPRI’ per Il cattivo poeta

COSTUMI
Andrea CAVALLETTO per Il cattivo poeta
Alessandro LAI per Uno per tutti, tutti per uno
Maria Cristina LA PAROLA per Il mio corpo vi seppellirà
Nicoletta TARANTA per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Mariano TUFANO perThe Book of Vision


SCENOGRAFIA
Giada CALABRIA per Gli indifferenti
Marcello DI CARLO per Il mio corpo vi seppellirà
Emita FRIGATO per Le sorelle Macaluso
Maurizio SABATINI per La vita davanti a sè

Tonino ZERA  per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

MONTAGGIO    
Benni ATRIA per Le sorelle Macaluso
Massimo FIOCCHI per Lasciami andare
Pietro LASSANDRO perThe Book of Vision
Paola FREDDI con Antonio CELLINI per Assandira
Pietro MORANA per Non mi uccidere

CASTING DIRECTOR
Francesca BORROMEO per  L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, e con Federica BAGLIONI Carosello Carosone
Valeria MIRANDA per Il mio corpo vi seppellirà
Beatrice KRUGER  per Governance, il prezzo del potere 
Rossana PATRICELLI per Assandira
Francesco VEDOVATI per I predatori

SONORO
Gianluca COSTAMAGNA per Le Sorelle Macaluso
Carlo MISSIDENTI per Lacci
Valentino GIANNI’ per Padrenostro
Francesco LIOTARD per Lasciami andare
Alessandro PALMERINI, Alessandro ZANON per I predatori


COLONNA SONORA
Stefano BOLLANI per Carosello Carosone
Michele BRAGA per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Shadows
Davide CAPRELLI per Est -Dittatura Last Minute
Andrea FARRI, Andrea DE SICA per Non mi uccidere
PIVIO & Aldo DE SCALZI per Non odiare

CANZONE
CEROTTI: Musica, testi Federico ZAMPAGLIONE, GAZZELLE interpretata da TIROMANCINO per Morrison
GLI ANNI DAVANTI: Musica, testi e interpretazione PACIFICO per Genitori Vs Influencer

IO SÌ (SEEN): Musica e testi Laura PAUSINI e Niccolò AGLIARDI, interprete Laura PAUSINI per La vita davanti a sè
MAGIC: Musica e testi di Greta MARIANI, Alessandro MOLINARI, interprete Greta MARIANI per Addio al nubilato
SUL PIÙ BELLO: Musica Andrea DE FILIPPI, Lorenzo MILANO, testo di Andrea DE FILIPPI  interprete ALFA per Sul più bello

Francesco Totti: Speravo de morì prima, recensione degli episodi 3 e 4

Sky ha appena trasmesso gli episodi numero 3 e 4 della miniserie Speravo de morì prima, che ha come oggetto la vita dello storico capitano della Roma, Francesco Totti. Gli ultimi due episodi arriveranno venerdì prossimo. Ecco la nostra opinione sulla serata di ieri.

Continua il viaggio negli ultimi momenti della lunghissima carriera di Francesco Totti (Pietro Castellitto), che nei due episodi di questa settimana lotta con i demoni personali della tremenda paura data dall’imminente fine della sua vita da calciatore. Nonostante infatti i 40 anni che si avvicinano, Francesco non riesce proprio a vedersi al di fuori del rettangolo di gioco. Molte persone, sinceramente affezionate a Totti, provano a farlo ragionare, ma non c’è niente da fare.

A nulla serve la vicinanza della moglie Ilary Blasi, interpretata in maniera eccezionale da Greta Scarano. Molto bello e molto “autentico”, a tal proposito, il lungo flashback che racconta la conoscenza tra Ilary e Totti, lontano dai soliti clichè e impreziosito da una grande prova di Pietro Castellitto, che riesce a trasmettere in modo mirabile la goffezza espressiva tipica del Numero 10.

Non funzionano neanche i consigli del compagno Antonio Cassano, anche lui interpretato alla grande dal giovane Gabriel Montesi, capace di regalare al pubblico delle scene di divertimento assoluto, quando la serie ci porta a casa Totti nel periodo in cui, nei primi Anni duemila, il talento di Bari Vecchia si era sostanzialmente trasferito a casa dell’amico e capitano. Persino grandissimi campioni dell’ultima generazione di fenomeni del nostro calcio, come Andrea Pirlo e Alex Del Piero (interpretati da loro stessi), coetanei di Totti, provano a portare sulla via della ragione l’ex “pupone” di Via Vetulonia, ma non c’è niente fa fare. Totti vuole continuare a giocare e la proposta di rinnovo del contratto per un solo anno lo lascia con l’amaro in bocca.

Si concludono cos’ gli episodi 3 e 4 di Speravo de morì prima, con Francesco che, seppur a malincuore accetta il rinnovo della Roma per un anno e rifiuta le offerte per giocare nei campionati esotici quali Stati Uniti, Dubai, Giappone etc. Sarà un calvario. Speravo de morì prima continua, in ogni caso, a stupire pubblico e critica con una formula che funziona alla grandissima, coniugando leggerezza e velocità del racconto alla capacità di far valere il punto di tutti i protagonisti e di raccontare storie inedite. Complimenti vivissimi.


Francesco Totti: Speravo de morì prima, recensione dei primi due episodi

Ieri sera sono andati in onda su Sky i primi due episodi dell’attesissima miniserie Speravo de morì prima, che racconta gli ultimi anni della carriera di Francesco Totti. Questa è la recensione.

La serie è tratta dal libro che il capitano della Roma ha scritto insieme al giornalista Paolo Condò. Dopo i primi due episodi, Sky ha programmato gli altri con cadenza settimanale, a partire dal prossimo 26 marzo.

Francesco Totti ha oramai 39 anni suonati, si trova alle prese con l’ennesimo infortunio. La sua ventennale carriera è appesa ad un filo, e il ritorno a stagione in corso dell’amico allenatore Luciano Spalletti potrebbe essere una manna dal cielo per le sue speranze di continuare a giocare. Purtroppo le cose andranno in maniera completamente diversa.

Speravo de morì prima è una miniserie attesissima. Il libro su cui è basata, scritto un paio di anni fa da Francesco Totti e Paolo Condò, ha venduto centinaia di migliaia di copie ma, soprattutto, ha fatto discutere per mesi dentro e fuori dall’ambiente Roma. Sky ha così deciso di puntare sul racconto di una storia piena di rammarichi, detto e non detto, di polemiche e risentimenti, ma che certamente racconta un qualcosa di nuovo, di forte.

E subito dalle primissime scene dell’episodio pilota si capisce che i produttori e gli sceneggiatori hanno fatto centro. Speravo de morì prima funziona alla grande, scorre veloce senza essere frivola, è profonda senza essere pesante. Pietro Castellitto, che fino a questo momento non aveva certo “spaccato” come attore, si cala nella parte in maniera mirabile. Castellitto è un Totti incredibilmente convincente e se non fosse per la somiglianza fisica veramente limitata, a tratti sembra davvero lui: la voce, il modo di parlare, il linguaggio del corpo. La verisimiglianza è impressionante e dietro c’è chiaramente un mix tra studio del personaggio e conoscenza decennale da parte di un ragazzo che, prima di essere un attore, è stato un grande tifoso della Roma.

Ne esce fuori un Totti molto vero, autentico, piuttosto vicino a quello che (seppur non da dietro le quinte…) i tifosi e gli addetti ai lavori conosco bene: una persona molto semplice, pulita, che nella vita ha solo l’ossessione del pallone ,incapace di vedersi con gli scarpini oramai attaccati al chiodo. Ossessione che gli sceneggiatori riescono a far uscir fuori in maniera mirabile, rendendola il main theme assoluto della serie. E il meccanismo non solo è molto vicino alla realtà dei fatti, ma funziona veramente alla grande.

Affinché la macchina di Speravo de morì prima giri così bene, ci vuole anche un ottimo “cattivo”, che nel libro è personificato da Luciano Spalletti, grande allenatore della Roma nel quadriennio 2005-2009 e poi tornato a Trigoria dieci anni dopo, alla fine del 2015, periodo nel quale è ambientata la serie. Spalletti è il grande “nemico” di Totti nel libro in quanto, i tifosi della Roma lo sanno bene, è accusato di aver fatto smettere il Capitano prima del tempo.

L’allenatore toscano è interpretato da un Gianmarco Tognazzi divino. Se Castellitto sembra Totti, Tognazzi DIVENTA Spalletti. E’ lui, la stessa persona, indistinguibile dall’originale. Un’interpretazione capolavoro che rende tutte le aspre vicende di quei mesi maledettamente realistiche. Talmente veritiere che tutti gli appassionati di calcio e, in particolare, i tifosi della Roma, avranno l’impressione di rivivere quelle amarezze e quella tristezza per l’abbandono del Capitano ancora una volta.

Istruzioni per l’uso:

  1. Speravo de morì prima, seppur non in maniera spudorata, propende chiaramente dalla parte di Totti o, quantomeno, espone molto più il suo punto di vista che quello degli altri. Spalletti, che probabilmente da rosicone quale è querelerà tutti, ne avrebbe di cose da raccontare su quello che è accaduto veramente.
  2. Se non si ha un minimo di conoscenza della storia della Roma degli ultimi 15 anni, si farà molta fatica a capire la vicenda nei minimi dettagli.

Rilasciata la prima foto di Freaks Out, il nuovo film di Gabriele Mainetti

Ieri è stata rilasciata la prima foto ufficiale di Freaks Out, il nuovo film diretto da Gabriele Mainetti, regista di Lo Chiamavano Jeeg Robot.

Freaks Out è il nuovo film di Gabriele Mainetti, prodotto con un budget di oltre 9 milioni di euro da Goon Films e Rai Cinema, insieme alla belga GapBusters. La sceneggiatura è di Mainetti con Nicola Guaglianone, su soggetto di quest’ultimo.

Nella foto vediamo da sinistra a destra, Pietro Castellitto, Giorgio Tirabassi, Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria e Giancarlo Martini.

 

Di seguito la sinossi ufficiale:

Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.

Ecco la foto.