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Mohamed Diab dirigerà Moon Knight per i Marvel Studios

Il processo di sviluppo della serie Moon Knight è oramai partito a vele spiegate. Dopo la trattativa che porterà Oscar Isaac nel ruolo da protagonista, è tempo di conoscere il nome del regista.

Questa sera Deadline ha rivelato che i Marvel Studios hanno ingaggiato Mohamed Diab per mettere mano alla regia della serie in arrivo su Disney+. In precedenza il regista Diab si è fatto notare per la regia di film poco noti al pubblico hollywoodiano quali Clash, Cairo 677 e El Gezeira. Al momento manca ancora una conferma ufficiale da parte dei diretti interessati.

Ricordiamo che al momento l’unico nome ufficialmente parte del progetto è quello di Jeremy Slater nel ruolo di showrunner.

Moon Knight

  • PRODUZIONE: La serie tv sarà prodotta da Kevin Feige per Marvel Studios. Il ruolo di showrunner è stato affidato a Jeremy Slater. Il personaggio di Moon Knight è stato creato da Doug Moench (testi) e Don Perlin (disegni) nel 1975. La sua apparizione risale al fumetto Werewolf by Night (prima serie) n. 32, per l’occasione nella sotto-trama Lotta contro gli infernali.
  • CAST: Non definito.
  • TRAMA: Marc Spector nasce come pugile, prima di entrare in marina, e divenire successivamente un mercenario. Durante una spedizione in Egitto, Spector viene ferito e rimasto in fin di vita da un suo collega. Gli egiziani per salvarlo lo portano al cospetto della statua del dio egiziano Khonshu, quest’ultimo gli appare in sogno, donandogli alcuni poteri. L’oramai ex-mercenario torna così in città, ed inizia a sfruttare al meglio la sua “seconda possibilità” divenendo un vigilante in costume. Moon Knight è bravo nel combattimento corpo a corpo, nelle arti marziali, uno stratega e un atleta a livello olimpionico. Il Dio Khonshu gli ha donato poteri da sfruttare in base alle varie fasi lunari. Tra le abilità note, il potere di rigenerarsi dalle ferite, e lo sviluppo di forza e agilità sovrumane con la Luna Piena.
  • IN TV: Moon Knight sarà trasmessa su Disney+ nel corso del 2022.

[TFF34] La recensione di Eshtebak / Clash, il film di Mohamed Diab

Nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, edizione 2016, abbiamo potuto vedere in anteprima il film Eshtebak, che verrà distribuito in Italia col titolo Clash, diretto da Mohamed Diab e film di apertura della sezione A Certain Regard del Festival di Cannes di quest’anno.

Dopo il golpe militare che destituisce il primo presidente democratico, le piazze del Cairo vengono inondate da manifestanti. Una camionetta della polizia ne carica trenta di diverse opinioni politiche, e li costringe a stare faccia a faccia per un interminabile giorno.

Eshtebak è un capolavoro e, per chi scrive, il film più bello visto finora al Festival qui a Torino. Un’opera pazzesca, spiazzante, spaventosa ed entusiasmante nello stesso momento, tesa, coinvolgente. La telecamera rimane per 95 minuti filati dentro il camioncino della polizia, dove, fuori, succede veramente di tutto, senza uscirne mai.

Ci sono nel camioncino trenta persone, la situazione è tesissima e claustrofobica. Prima entrano due giornalisti, poi i sostenitori delle forze di polizia, quindi un gruppo nutrito di Fratelli Musulmani e, infine, un poliziotto. Convivono per un intero giorno bambini, mamme, assassini, anziani e persone comune, ognuno di loro animato dal proprio ideale e dal proprio credo.

Diab si dimostra regista di altissimo livello: anche nelle scene più confusionarie, il regista riesce ha puntare la telecamera isolando un singolo momento o un particolare, creando un momento di grande arte e lirico, quasi commovente.

Gli attori sono tutti superlativi, per un film difficile da interpretare e difficile emotivamente da vedere. La sceneggiatura ad orologeria è perfetta, ogni momento ha un suo preciso significato e si riesce perfino a sorridere della micro-umanità che si viene a creare all’interno del camion.

Proprio l’umanità delle persone è il tema forte del film che traspare chiaramente durante la visione della pellicola. Un’umanità che è comunque buona, un’umanità che, a parte le differenze ideologiche, riesce ad aiutarsi e a supportarsi.

Eshtebak, rappresentate per l’Egitto nelle nominations dei prossimi Oscar, è un capolavoro assoluto e merita di essere visto per capire come si deve girare un film, per capire la situazione bollente dell’Egitto odierno e per capire di cosa sono capaci le persone, nel bene e nel male.

Voto: 9

 

Ecco il trailer del bellissimo film:

 

https://www.youtube.com/watch?v=5km7bDqMNjo