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Solar Opposites, recensione prima stagione della serie per adulti su Star

Vi proponiano la recensione della prima stagione di Solar Opposites, uno show animato creato da Justin Roiland (co-creatore di Rick e Morty) e Mike McMahan, prodotta da Hulu.

La trama racconta le avventure di quattro alieni che, in fuga dal proprio pianeta in procinto di esplodere, si schiantano sulla Terra, su una casa in vendita di un sobborgo americano. Appena giunti sulla Terra, i vari personaggi si dividono tra chi pensa che il nuovo mondo sia terribile e chi invece meraviglioso: nel particolare Korvo e Yumyulack evidenziano problematiche quali l’inquinamento, il consumismo e le fragilità dell’uomo, mentre Terry e Jesse vanno d’accordo con gli umani, apprezzando tra l’altro la televisione e il cibo spazzatura. La famiglia aliena nel contempo cerca di proteggere Pupa, un super computer vivente che porta con sè un futuro alquanto oscuro, mentre una serie di umani rimpiccioliti e intrappolati in una bacheca da Terry e Jesse portano avanti una lotta per il potere.

Sin dal primo episodio, Solar Opposites dimostra di volersi insediare nel panorama degli show animati di genere, e lo fa seguendo la scia dei successi ottenuti negli anni da I Simpson, I Griffin ed altri. Ed è così che Solar Opposites fa dell’irriverenza e della sua estrema schiettezza nei dialoghi e nelle immagini il proprio cavallo di battaglia. Nonostante un buon equilibrio tra humor, violenza e comicità, però, quel che viene messe in risalto in più occasioni è il target di pubblico alla quali la serie si rivolge: decisamente non è un programma adatto ai bambini. Narrativamente, seppur ogni episodio risulti essere autoconclusivo, Solar Opposites dimostra di saper concatenare ogni episodio all’altro tastando spesso su temi caldi e collegati alla società moderna quali razzismo, bullismo e discriminazione. I disegni e lo stile d’animazione sono originali, mentre i colori scelti hanno il potere di catalizzare l’attenzione del pubblico risultando questi accattivanti, rilassanti e onirici.

Solar Opposites in conclusione è un esperimento d’animazione ben riuscito, e non c’è da meravigliarsi se in dirittura d’arrivo ci sono già altre due stagioni. La prima stagione, composta da 8 episodi, è disponibile su Disney+, all’interno del nuovo canale tematico Star.


Star Trek: Lower Decks, la recensione della serie animata su Prime Video

La saga Star Trek, a quasi mezzo secolo di distanza da Star Trek: The Animated Series, torna con una seconda serie animata, e lo fa con Star Trek: Lower Decks. Questa la recensione.

Distribuita nei giorni scorsi da Amazon Prime Video, la serie presenta tra i protagonisti del cast vocale nomi noti come Jack Quaid e Jerry O’Connell.

A bordo della U.S.S. Cerritos, Nave Stellare con numero di serie NCC-75567, facciamo conoscenza di quattro giovani guardiamarina, i quali tentano di mettersi in mostra per uscire dalla mediocrità dei ponti inferiori (Lower Decks in inglese). Beckett Marine (Tawny Newsome), è la più indisciplinata del gruppo ma è anche quell’elemento che non ha paura di rischiare e spesso tira fuori gli altri dai guai. Brad Boimler (Jack Quaid) è ligio alle regole, fin troppo a volte; spesso i suoi atteggiamenti ambigui ed al limite del servilismo fanno da base alle situazioni deliranti in cui si troverà coinvolto l’equipaggio della nave. D’Vana Tendi (Noël Wells) è una orionana che fa parte dell’equipe medica e che ha un’infinita voglia di farsi nuovi amici. Infine, c’è Sam Rutherford (Eugene Cordero) un ingegnere con impianti Cyborg e un innato amore per la tecnologia che lo porta spesso a distaccarsi dalla realtà per vivere in un mondo fatto di complicati circuiti e Tubi di Jeffries.

Mike McMahan, ideatore della serie, crea una trasposizione delle avventure degli eredi del Capitano Kirk irriverente e destabilizzante che, grazie ad un approccio anticonformista a cui ci ha già abituato con Rick and Morty, è divertente e mai banale.

La serie si ispira al 167° Episodio della classica The Next Generation, di cui ricalca il titolo e le vicende: quattro guardiamarina in cerca di gloria. Ciononostante tale “rievocazione storica”, però, si ferma ai pochi elementi fin qui indicati, e questo perché il progetto si sviluppa in modo differente e con una satira graffiante ed innovativa.

A parte una difficoltà oggettiva ad accettare questo particolare Point of View del franchise, superato soprattutto lo shock emotivo dei primi minuti del primo episodio, Star Trek: Lower Decks regala ottimi spunti legati a situazioni, dinamiche e personaggi. A tal proposito, va detto che la serie incentra i suoi punti di forza quasi esclusivamente sulla vita di bordo, sulle missioni e le conseguenti interazioni tra membri dell’equipaggio viste da un punto di vista non consono e poco patinato. Per quanto sia allegro e scanzonato, Star Trek: Lower Decks, comunque non disdegna momenti commoventi e spiazzanti che vanno in netto contrasto con l’animo sprezzante e sornione della serie.

Le citazioni al franchise in Star Trek: Lower Decks sono tante ma mai autocelebrative o pompose, spesso irriverenti e con la complicità degli attori chiamati in causa. Così capiterà di incontrare un “Q” annoiato da Picard, un matrimonio Gorn e tante altre sorprese che, per evitare di incorrere in qualche spoiler, non possiamo e non vogliamo citare.

L’animazione è opera della Titmouse, società impegnata in diversi progetti di animazione passati e futuri tra i quali è possibile ricordare Uncle Grandpa e Big Mouth. Il prodotto che ne scaturisce è visivamente squadrato e moderno e ben si addice perfettamente col contesto narrativo.

Il doppiaggio è sotto la direzione di Stefanella Marrama e questi sono i doppiatori dei personaggi principali: Gaia Bolognesi (Beckett), Flavio Aquilone, già voce di Quaid in The Boys, presta la voce a Broimler. La pluripremiata Joy Saltarelli è D’Vana Tendi e Gabriele Patriarca è Rutherford: il risultato è un ottimo lavoro da parte di tutti, e ciò dimostra ancora una volta la bravura e la specializzazione della scuola italiana nel settore.

Classificazione: 3.5 su 5.

La serie è già confermata per una seconda stagione. Per chi volesse invece assistere in tempi più brevi ad un nuovo lavoro di Mike McMahan possiamo suggerire di sintonizzarsi sul nuovo canale Star di Disney+, dove il 23 febbraio prossimo debutterà l’acclamata Solar Opposites.

Star Trek: Lower Decks è già stato confermato per una seconda stagione.


Il trailer della serie animata Star Trek: Lower Decks

CBS All Access ha rilasciato il trailer della sua serie animata Star Trek: Lower Decks, creata da Mike McMahan, ex sceneggiatore del fenomeno Adult Swim, e della serie vincitrice dell’Emmy Rick and Morty

La trama della prima stagione di Lower Decks, composta da 10 episodi, si concentrerà sull’equipaggio di supporto che presta servizio su una delle navi meno importanti della Flotta Stellare, la USS Cerritos. I guardiamarina Mariner, Boimler, Rutherford e Tendi devono tenere il passo con i loro doveri e le loro vite sociali, mentre la nave spesso viene scossa da una moltitudine di anomalie fantascientifiche.

Ricordiamo che la primissima serie animata di Star Trek , conosciuta anche come TAS, debuttò nel 1973, e fu creata da Gene Roddenberry per concludere la missione quinquennale della USS Enterprise, capitanata da James Tiberius Kirk, interrottasi alla terza stagione della Serie Classica. Star Trek: Lower Decks viene collocato cronologicamente a partire dall’anno 2380, cioè subito dopo gli accadimenti vissuti in La Nemesi, il film del 2002 in cui abbiamo per l’ultima volta visto il cast al completo di The Next Generaton.

Star Trek: Lower Decks debutterà a cadenza settimanala su CBS All Access a partire dal 6 agosto, mentre in Canada sarà trasmesso dal Network CTV sci-fi Channel. Al momento non si hanno notizie su quando questo show potrà essere distribuito nel resto del mondo o se potrà essere considerato quale contenuto esclusivo del nascente servizio streaming della ViacomCBS, pronto per espandersi nei vari mercati internazionali.

Il trailer