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Addio a Giuseppe Rotunno, direttore della fotografia di Fellini e Visconti

Se n’è andato ieri all’età di 97 anni Giuseppe Rotunno, direttore della fotografia che lavorò con i più grandi, da Federico Fellini a Luchino Visconti.

In tutta la sua carriera, iniziata negli anni Cinquanta, Rotunno vinse ben otto Nastri d’Argento, due David di Donatello e una nomination all’Oscar per All That Jazz – Lo spettacolo continua di Bob Fosse che gli fece vincere, però, un Bafta.

Importantissimo il suo sodalizio con Fellini e Visconti che a dato vita a capolavori immortali come Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo, Amarcord e Il Casanova di Federico Fellini.

All’estero, Rotunno ebbe l’opportunità di lavorare, tra gli altri, con Terry Gilliam (Le avventure del Barone di Munchausen), Mike Nichols (Conoscenza carnale) e Fred Zinnemann (Cinque giorni una estate).

Va ricordato, inoltre, che Giuseppe Rotunno fu il primo direttore della fotografia non americano a essere ammesso all’interno dell’American Society of Cinematographers (ASC) nel 1966.

[Cult Classics] La recensione di 8 e 1/2 (Federico Fellini – 1963)

Oggi parliamo di un film storico, non come genere ma storico in senso cinematografico: 8 e 1/2, capolavoro inarrivato di Federico Fellini, uno dei più importanti film nella storia del cinema.

Trama: Guido Anselmi, un affermato regista di quarantatré anni, sta elaborando il suo prossimo film. Egli si trova a trascorrere un periodo di riposo in una stazione di cure termali. Guido cerca in quella località di coniugare i propri problemi fisici (stanchezza cardiaca) con quelli della produzione del film, ancora allo stato di preparazione.

Ma più passano i giorni, più le idee vengono a mancare e le incertezze si palesano in una crisi esistenziale senza via di uscita. La sua confusione professionale rispecchia la sua confusione vitale. Fino alla presa di coscienza che tutte le persone che gli sono intorno sono il suo mondo e sono il film che lui vuole fare.

Il nostro giudizio: Ma quanta fiducia deve aver avuto Angelo Rizzoli, produttore del film, verso il regista Federico Fellini per dargli la possibilità di fare un film dalla trama così inconsistente e volatile! La fiducia è stata ben riposta perché il regista riminese ha confezionato il suo capolavoro e uno dei film più belli e importanti della Storia del Cinema.

Tra i numerosi motivi spicca la scelta di Marcello Mastroianni come protagonista e alter ego del regista nel film. Un Mastroianni che buca letteralmente lo schermo e che crea un personaggio iconografico e indelebile nel mondo della celluloide. Praticamente perfetto in ogni scena, Mastroianni ha un look che è rimasto nella storia, soprattutto il cappello che porta per buona parte del film.

Film modernissimo, soprattutto nel senso estetico e nel ritmo, 8 e mezzo riesce ad affascinare il pubblico senza una vera trama o senza che succeda veramente qualcosa. Il film avvince e interessa, diverte e irrita, la macchina da presa di Fellini è mobilissima e le scelte registiche sono all’avanguardia e immortali.

La componente onirica, come molti film di Fellini, è molto forte e presente ma non è mai fastidiosa, anzi è ammirevole e intrigante quanta originalità e quante idee azzeccate avesse il regista, creando una sinfonia di immagini che lascia stupefatti ancora oggi.

Personalmente, non amo particolarmente il lavoro di Federico Fellini, soprattutto nella sua componente più Amarcord, ma questa sua opera è ineccepibile perché è cinema puro, nella sua massima espressione. Avendo reso la trama un pretesto, quello che rimane è un film che non si può raccontare, non si può spiegare né descrivere, si può solo VEDERE.

Amato dal pubblico e campione di incassi agli inizi degli anni ’60, 8 e mezzo fu presentato con grandissimo successo al Festival di Cannes dove ricevette consensi unanimi e di tutta la stampa. La sua corsa al successo raccolse numerosi premi e culminò con la vittoria di 2 premi Oscar. Tutt’ora è rimasto nell’immaginario del pubblico, soprattutto per la marcia finale scritta da Nino Rota. Il film è presente in quasi tutto le classifiche mondiali sui migliori film di ogni tempo.

Una curiosità: quando il film raggiunse le sale, alcune copie avevano delle scene virate in seppia o in azzurro per segnalare cosa era sognato o immaginato e cosa no. Inoltre Fellini girò delle scene volutamente sovraesposte per caricarle di un aspetto più immaginifico, ma il recente restauro ha cancellato questo aspetto, dando alla pellicola una luce omogenea.

Cast: Federico Fellini è uno dei più grandi e famosi registi italiani. Nasce nel 1920 e muore nel 1993. Dirige numerosi film tra cui abbiamo dei titoli che sono nella Storia del Cinema: da La dolce vita a Roma, da La strada a Amarcord. Ha vinto numerosissimi premi ed è stato nominato agli Oscar nove volte, vincendo un Oscar alla carriera nel 1993. 8 e 1/2 segue il successo de La dolce vita e anticipa Giulietta degli Spiriti, proprio dopo 6 film e 3 mezzi film (cioè segmenti di film corali), quindi questo fu proprio l’ottavo film e mezzo.

Marcello Mastroianni è uno dei più grandi e famosi attori italiani se non IL più grande. Nasce nel 1924 e recita in più di 140 opere che attraversano la Storia d’Italia e del cinema, lavorando con quasi tutti i migliori registi del nostro paese. Tra i suoi numerosissimi successi abbiamo La dolce vita, Divorzio all’italiana e La notte. Mastroianni fu nominato agli Oscar tre volte, senza vincerlo mai mentre si portò a casa due Golden Globes. Quando girò 8 e mezzo era nel pieno del suo fulgore artistico: aveva appena concluso Cronaca familiare di Zurlini e, dopo, si dedicò a I compagni di Monicelli, altro film che ricevette una nomination agli Oscar.

Sandra Milo è stata una grandissima attrice del nostro passato. Spesso bistrattata dalla stampa nazionale, la Milo ha recitato in 65 produzioni, spesso di qualità altissima. Famosa per una bellezza che lasciava senza parole, recitò anche in La visita e Asfalto che scotta con Lino Ventura. Stiamo aspettando di vederla nel suo prossimo film, Il velo di Maya, diretta da Elisabetta Rocchetti.

La favolosa fotografia del film è curata da Gianni di Venanzo. Grandissimo artista, di Venanzo curò numerosi film tra cui i più famosi sono Giulietta degli Spiriti, La notte e L’eclisse di Antonioni. Iniziò a lavorare nel 1945 con il documentario Giorni di gloria e concluse la sua carriera nel 1967 con il film Masquarade di Mankiewicz.

8 e mezzo vinse 2 Oscar, come Miglior film straniero e Migliori costumi, su ben 5 nominations. Vinse, inoltre, un BAFTA e il Grand Prix del Festival del Cinema di Mosca.

La scena da incorniciare: Sono numerose le scene cult di questo capolavoro, ma noi vogliamo ricordare, più che l’abusato finale, lo stupendo e sconvolgente inizio, con il protagonista che sogna di uscire da una macchina bloccata in un ingorgo, scena ripresa in numerosi altri film e in molti video.

Da vedere e rivedere, fino ad impararla a memoria, la bellissima scena onirica in cui il protagonista si immagina come domatore di donne bellissime, le sue donne, il suo harem, passate e presenti. Una scena di forte originalità e che meglio racchiude la bellezza estetica del film.

Ecco il trailer del film e le due scene su citate: