Star Trek: Picard 2 Recensione Commento
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Star Trek: Picard, recensione finale della seconda stagione


Prime Video ha pubblicato il decimo e ultimo episodio della seconda stagione di Star Trek: Picard. Ecco la nostra recensione.

E’ tempo quindi di bilanci, di tirare le somme su questo secondo capitolo della serie Star Trek che ha tentato di ridare nuova vita ad uno dei più grandi personaggi nella storia del franchise, il Jean Luc Picard, interpretato dall’immenso Patrick Stewart.

Dopo una prima stagione filmata e distribuita nei mesi immediatamente precedenti alla pandemia, capace certamente di emozionare milioni di appassionati, in particolare quelli di Star Trek: The Next Generation, ma segnata da una trama estremamente debole e dall’incapacità di creare nuovi personaggi all’altezza dei grandissimi del passato, gli sceneggiatori Alex Kurtzman, Akiva Goldman e Michael Chabon ci hanno voluto riprovare con questa seconda ondata episodica. La domanda è per questo quasi obbligata: questa volta saranno riusciti a centrare l’obiettivo?

Vi diciamo subito che non è andata affatto bene. La seconda stagione di Star Trek: Picard, infatti, non riesce assolutamente ad eliminare i difetti presenti nella prima, su tutti appunto la debolezza della trama principale e dei nuovi personaggi ma, in compenso, peggiora anche gli aspetti che avevano funzionato nel primo capitolo. Una Caporetto oppure, per usare termini trekkiani che in pochissimi capiranno, un J-25.

Peccato perché all’inizio questa nuova stagione ti ci fa davvero credere. Ti fa annusare la grandezza con un episodio pilota abbastanza convincente, che profuma di epico scontro con i Borg, Picard in plancia, insomma cose da Star Trek di alto livello. Ma basta poi arrivare già al terzo, quarto episodio, per capire che gli sceneggiatori, e in tempi recenti purtroppo non è la prima volta, stanno combinando un pastrocchio epocale.

La trama della seconda stagione di Star Trek: Picard, è impresentabile. Un assurdo pasticcio spazio-temporale ambientato quasi esclusivamente sulla Terra, in una noiosa Los Angeles del 2024 in cui gli sceneggiatori cercano in tutti i modi di ficcare alla meno peggio qualche trofeo dal passato come la versione giovanile di Guinan (un disastro…) e l’antenato del dottor Soong, interpretato da un immenso Brent Spiner che con le sue qualità straordinarie compensa in parte un personaggio scritto con i piedi.

Per rovinare una storia alla cui base c’è la relazione tra Picard e Q (John De Lancie), due tra i più straordinari personaggi mai creati nella storia della fantascienza e interpretati da due mostri sacri della recitazione, ce ne voleva. Eppure gli scrittori di questa serie, incredibilmente, ci sono riusciti: Picard in questa seconda stagione a tratti sembra un poveretto che vaga per la città e Q spara frasi illogiche, che non hanno mordente perché sono frutto di una trama che non ha senso.

Una trama che ha abbandonato totalmente e colpevolmente ogni tipo di dimensione spaziale. Dei dieci episodi, almeno 8 sono ambientati in una Los Angeles del 2024 che con Star Trek c’entra come i cavoli a merenda e in cui gli sceneggiatori hanno voluto disseminare un insieme di propaganda politica neanche troppo velata, generici richiami al riscaldamento globale, confusi messaggi sulla politica migratoria negli Stati Uniti. Dello Star Trek che amiamo, quello fatto bene, neanche l’ombra proprio.

E non aspettatevi aiuti o una semplice ventata di freschezza dai personaggi nuovi, che sono di una debolezza allucinante, vicini all’imbarazzo. Raffi (Michelle Hurd) in pochi episodi è già stata capace di contendere al dottor Culber di Star Trek: Discovery lo scettro di peggior personaggio di tutti i tempi nella storia di questo franchise. Anzi, forse è anche peggio. Elnor (Evan Evagora) rappresenta un altro fiasco colossale che è stato infatti lentamente messo da parte. Soji/Kore (Isa Briones) altro pianto greco che probabilmente sparirà del tutto nella terza stagione. L’unico decente, Rios (Santiago Cabrera), è stato eliminato dalla storia, non si sa se per scelta dell’attore o della produzione.

Ne i cammei di vecchi e amatissimi personaggi di Star Trek: The Next Generation, che saranno ancora più numerosi nell’imminente stagione 3, ne i tanti richiami sonori e visivi alla leggendaria serie del passato riescono a salvare la seconda stagione di Star Trek: Picard da una mediocrità assoluta, o peggio. Questo colossale fiasco invita, una volta di più, ad una riflessione su cosa sia diventato il marchio Star Trek nel 2022. Una sorta di gallina dalle uova d’oro con tante serie in onda e altrettante in produzione ma con un pensiero fisso che aleggia nelle menti di molti appassionati di vecchia data: Il meglio, questo è il rischio, lo abbiamo già visto.

Star Trek: Picard è attualmente disponibile con entrambe le due stagioni su Prime Video.


Star Trek: Picard (Stagione 2)
Star Trek: Picard, recensione finale della seconda stagione

Data di creazione: 2022-05-08 16:41

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