8 settembre 1966, esattamente 50 anni fa, fu trasmesso negli Sati Uniti, dai canali della NBC, “The Man Trap”, il primo episodio di Star Trek,  una delle saghe più longeve a carattere fantascientifico creata dalla mente di un visionario ed utopico Gene Rondenberry.

In questo primo episodio vediamo il capitano Kirk, al comando della nave stellare USS Enterpise NCC 1701 dirigersi verso un lontano pianeta denominato M-113, al fine di eseguire dei controlli medici sul dottor Robert Crater e sua moglie Nancy, con la quale  l’Ufficiale medico, meglio conosciuto come il Dott. McCoy “Bones”, aveva avuto una relazione sentimentale. Purtroppo questa missione, inizialmente tranquilla e di routine, presenterà misteriose e devastanti insidie.

La serie classica di Star Trek, conosciuta anche come TOS (The Original Series), fu sviluppata su tre stagioni, per un totale di 76 episodi, dal 1966 al 1969, ed interrotta, forse troppo frettolosamente, perché considerata non troppo popolare. E’ infatti con le numerose repliche e con il passare degli anni che la TOS raggiunse un grado di fidelizzazione ed una schiera di seguaci mai visti per un franchise di fantascienza, tanto che la cosa spinse Rondenberry e la Paramount, nella seconda metà degli anni ’70,  a pensare ad un suo seguito, chiamato ”Star Trek: Phase II”, in cui avremmo ritrovato l’equipaggio originale quasi al completo.

Il progetto fu purtroppo abbandonato in favore della realizzazione del film “Star Trek: The Movie”, uscito nelle sale nel corso dell’anno 1978,  la prima delle 13 pellicole uscite sino ad ora facenti parte di questo fantastico universo.

Non voglio parlare volutamente dello spirito progressista ed utopico che ha caratterizzato la serie classica e neanche di quanto il grande Gene immaginò oramai mezzo secolo fa ed adesso divenute di uso comune, perché credo cosa nota a tutti.

Successivamente alla Serie Classica, televisivamente parlando, furono realizzati delle nuove serie che possiamo considerare degli Spin Off, quali:

  • La serie animata, andata in onda dal 1973 al 1974 e composta da due stagioni, per un totale di 22 episodi;
  • The Next Generation, andata in onda dal 1987 al 1994 e composta da sette stagioni, per un totale di 178 episodi;
  • Deep Space Nine, andata in onda dal 1993 al 1999 e composta da sette stagioni, per un totale di 176 episodi;
  • Voyager, andata in onda dal 1995 al 2001 e composta da sette stagioni, per un totale di 172 episodi;
  • Enterprise, andata in onda dal 2001 al 2005 e composta da quattro stagioni, per un totale di 98 episodi;

Ma, nonostante l’avvicendarsi nell’universo trekkiano di numerosi personaggi, quelli che più ci sono rimasti nel cuore sono indubbiamente l’equipaggio della USS Enterprise NCC 1701, ovvero:

  • Il Capitano: James Tiberius Kirk;
  • Il Primo Ufficiale Scientifico: Spock;
  • l’Ufficiale Medico: Leonard McCoy “Bones”;
  • Il Timoniere: Sulu;
  • l’Ingegnere Capo: Montgomery Scott;
  • La Responsabile delle comunicazioni: Uhura;
  • Il Navigatore e addetto alle armi: Pavel Checov.

Ora, dopo anni di silenzio da parte della CBS, detentrice dei diritti televisivi del franchise, grazie anche ad un coraggioso J.J. Abrams che ha scommesso sulla sua rinascita con le pellicole ”Il Futuro ha Inizio” e “Into Darkness” e grazie anche al grande successo di “Star Trek Beyond“, diretto da Justin Lin, finalmente  è al varo la nuova serie chiamata Star Trek: Discovery, il cui inizio delle trasmissioni è previsto per gennaio prossimo sul canale CBS All Access e che qui brevemente riassumerò quanto fino ad oggi è trapelato:

  • La nuova serie, composta da 13 episodi, sarà ambientata 10 anni prima degli accadimenti vissuti da Kirk e Compagni e la prima stagione sarà sviluppata su un particolare evento di cui si è già parlato nella serie classica di Star Trek, ma che non è mai stato esplorato in maniera approfondita;
  • Le storie saranno raccontate secondo il punto di vista del Primo Ufficiale (il numero 1), e non dal capitano della nave stellare,  oltretutto,  alieno e di genere femminile;
  • Potremo rivedere razze aliene già incontrate ma rivisitate nell’aspetto, oltre a nuovi pianeti, nuove astronavi e nuovi esseri extraterrestri
  • La tecnologia presente in Discovery richiamerà quella della serie classica, ma gli autori non hanno rinunciato alla visione futuristica della stessa che potrà immaginare possibili invenzioni di un prossimo futuro;
  • I registi dei due episodi sono stati già scelti:  il Pilot sarà diretto David Semel (Heroes, Person of Interest e The Man in the High Castle), mentre il secondo episodio sarà diretto da Vincenzo Natali (Cube e Splice);
  • L’universo della serie televisiva sarà integrato  da una un certo numero di romanzi e fumetti;
  • L’attuale contesto storico potrà essere raccontato, in chave trekkiana, anche in Discovery, questo per onorare e continuare la tradizione Rondemberriana della serie.

Concludo con una citazione, cara a noi Trekker, ma che vuole essere soprattutto un grande augurio per i 50 anni di Star Trek: “Live long and prosper”