Un colpo al cuore, non solo per ogni appassionato di fumetti nel mondo ma per tutti quelli che hanno anche solo avuto un approccio istantaneo alle sue storie. La morte di Stan Lee ha colpito veramente tutti.

Il perché abbia colpito tutti è presto detto: i personaggi da lui creati - uno su tutti Spider-Man - sono entrati nell'immaginario collettivo. La sua stata una vita dedicata agli eroi.

Nato a New York nel 1922, Stan Lee (pseudonimo di Stanley Martin Lieber) nacque da genitori ebrei di origine armena che emigrarono negli Stati Uniti dopo aver ottenuto la cittadinanza.

Lee iniziò a lavorare come addetto alle copie per Martin Goodman presso la Timely Comics che sarebbe diventata in futuro la Marvel Comics. Il suo primo lavoro fu un testo pubblicato come riempitivo su un numero di Captain America.

Il passaggio a sceneggiatore di fumetti non tardò ad arrivare e, all'età di 17 anni, divenne più giovane editor di sempre.

Negli anni '50 e '60, la DC Comics ottenne un enorme successo grazie alla Justice League. Fu così che Goodman assegnò a Lee il compito di creare un team di supereroi in grado di "fronteggiare" la casa rivale.

Lee, insieme a Jack Kirby - a cui va data la metà del merito, creò dunque i Fantastici Quattro, pubblicati per la prima volta nel 1961. Il successo fu straordinario tanto da spingere alla creazione di nuovi personaggi in pochi anni: seguirono infatti Hulk, Thor, Iron Man, X-Men, Daredevil e Doctor Strange, tutti nati nei primi anni '60.

Questi nuovi personaggi e le loro storie, insieme alla rielaborazione di Captain America nato negli anni '30, crearono un nuovo modo di concepire e leggere i fumetti con nuovi codici espressivi destinati a diventare un modus copiato altrove.

Personaggi e storie dal linguaggio universale, capace di catturare l'attenzione di grandi e piccoli, di appassionati e di semplici amanti delle narrazioni in grande stile. Per questo motivo, il lavoro compiuto da Stan Lee, al cinema, funziona egregiamente. E gli incassi sono lì a dimostrarlo.

Che Lee fosse amato dal grande pubblico non è cosa nuova. Commuove, invece, il saluto che tutta Hollywood ha fatto a questo straordinario artista (perché il fumetto è arte, checché se ne dica), compresi, ovviamente, gli attori che hanno preso parte al Marvel Cinematic Universe, e non solo


Ciao Stan...


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