Aveva una verve tutta sua, capace di trascinare il pubblico in virtuosistiche esperienze attoriali, soprattutto en travesti. Questo era Paolo Poli, attore fiorentino morto ieri a Roma all’età di 86 anni presso l’Ospedale Fatebenefratelli dove era ricoverato da circa un mese.

Nato a Firenze nel 1929, l’attore iniziò i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo in alcuni teatri cittadini, prima a Firenze e poi a Genova. Si fece notare da subito per il suo estro sopra le righe e soprattutto nelle sue interpretazioni di donne che lo fecero arrivare alla Rai dove, in una trasmissione dei primi anni Sessanta, lo vedeva leggere delle favole di Esopo. Sempre per la Rai realizzò lo sceneggiato I Tre Moschettieri e lavorò accanto a Sandra Mondaini in Canzonissima.

Incredibilmente rifiutò un ruolo in 8 e 1/2 offertogli dall’amico Federico Fellini preferendo dedicarsi completamente al teatro; lo spettacolo Rita da Cascia, data l’impostazione comica e irriverente, scatenò varie polemiche e dovette intervenire Oscar Luigi Scalfaro il quale fece un’interrogazione parlamentare a riguardo.

Al cinemà esordì nel 1954 in Gli amori di Manon Lescaut di Mario Costa, lavorando poi con Franco Zeffirelli (Camping), Roberto Faenza (H2S) e, negli ultimi tempi, con Gianni Amelio per il documentario Felice chi è diverso (2012).

Fu uno tra i primi, almeno in Italia, a dichiarare la propria omosessualità senza che ciò contrastasse col suo lavoro; inoltre, si dichiarò favorevole ai matrimoni gay.