Muhammad Alì morto
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Si è spento a 74 anni Muhammad Alì – Il grande pugile è morto dopo una lunga battaglia contro il Parkinson

Da trent’anni, dopo molte lotte avvenute sul ring, stava compiendo la sua lotta più difficile, quella contro il Parkinson che ormai lo aveva debilitato. Così, dopo questa lunga lotta, all’età di 74 anni è morto presso l’ospedale di Phoenix Muhammad Alì, nato Cassius Clay, un lottatore che è stato un campione nello sport ma anche nella vita, lottando contro le istituzioni e i poteri forti e facendo valere la sua voce e che il cinema non poteva non tenerne conto.

Nella sua carriera sportiva, Alì vinse l’oro olimpico a Roma nel 1960, e fu campione mondiale di pesi massimi dal 1964 al 1967 e dal 1974 al 1978. Indimenticabile, anche per i non appassionati, resta il celebre incontro “Rumble in the Jungle” contro George Foreman. Nel 1964, Cassius Clay si convertì all’Islam diventando così Muhammad Alì, stringendo inoltre amicizia con Malcolm X, mentre fece molto scalpore la sua decisione di non andare a combattere in Vietnam; decisione, questa, che gli costò il ritiro della licenza per qualche anno da parte delle commissioni atletiche degli Stati Uniti.

La sua figura, e la sua passione immensa per il pugilato, fu d’ispirazione per Rocky, tanto che il personaggio di Apollo Creed (interpretato da Carl Weathers) sembra sia stato modellato a sua immagine. Alì fu protagonista anche di alcuni film documentari, come ad esempio Io sono il più grande (1977) e Quando eravamo re (1996, vincitore dell’Oscar come miglior documentario) in cui si ripercorre la sua vita e alcuni celebri incontri, tra cui ovviamente quello contro Foreman.

Nel 2001, Michael Mann realizzò un vero e proprio biopic intitolato Alì, in cui Will Smith (nominato all’Oscar) veste i panni del pugile. Il film racconta dieci anni di vita di Alì, dalla conquista del titolo avvenuta dopo aver battuto Sonny Liston, passando per i suoi rapporti con Malcolm X e la sua conversione all’Islam.

Alì era stato ricoverato presso l’ospedale di Phoenix a causa di problemi respiratori e le sue condizioni erano apparse subito gravi. Con lui se ne va un grande sportivo e un grande uomo, sempre attento ai problemi sociali (fu molto attivo nel campo benefico e umanitario), un lottatore che ha perso la battaglia più importante contro un avversario, il Parkinson, che non gli ha lasciato scampo.

Lo ricordiamo così, attraverso un video riguardante le Olimpiadi ad Atlanta del 1996 quando Alì portò la fiaccola olimpica.

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