La querelle apertasi tra il regista Martin Scorsese e il Marvel Cinematic Universe (con tutti gli attori e le personalità coinvolte) hanno chiamato in causa persino Francis Ford Coppola, il quale non ha esitato a difendere il collega e amico e a rincarare la dose verso i film Marvel.

Se Scorsese aveva criticato i film Marvel definendoli dei "luna park", il regista di Apocalypse Now - di cui è da poco uscita la versione Final Cut - non ha usato mezzi termini. L'occasione si è presentata al regista in Francia, più precisamente a Lione, dove ha ricevuto il Prix Lumiere. Durante la premiazione, Coppola è entrato a gamba tesa nel dibattito:

Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema, ha ragione, perché ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema. Ci aspettiamo di ottenere qualcosa che sia illuminazione, conoscenza, ispirazione. Non vedo in che modo qualcuno possa ottenere qualcosa guardando e riguardando sempre lo stesso film. Martin è stato anche gentile quando ha detto che non è cinema. Non ha detto che sono spregevoli e lo dico io.

Parole dure quelle espresse dal regista premio Oscar. Se è vero che per Scorsese i film Marvel non sono da annoverarsi nell'universo cinematografico, per Coppola i suddetti film sono da considerarsi addirittura "spregevoli".

Per quanto si possa essere d'accordo con Scorsese (più diplomatico, anche se non meno graffiante), le parole di Coppola suonano alquanto pesanti da metabolizzare, ma bisogna anche considerare che la sua idea di cinema ha le radici negli anni Sessanta e Settanta, quando Hollywood visse un periodo di transizione che sfociò nella New Hollywood di cui Scorsese e Coppola furono proprio i massimi e più noti artefici.

I film Marvel, invece, sono il trionfo del blockbuster: il loro unico scopo è quello di intrattenere e sorprendere visivamente. Un cinema della spensieratezza e dello svago, ben lontano da quello di Coppola e Scorsese ma non per questo da gettare nell'immondizia.

Luna park forse sì, spregevoli no.