Che il regista Oliver Stone fosse uno senza peli sulla lingua lo si era capito da decenni. Lo ha dimostrato (casomai ce ne fosse stato il bisogno) al San Diego Comic-Con dove, presentando il suo nuovo film Snowden, ha colto l’occasione per lanciarsi in un’invettiva contro l’applicazione Pokemon Go con parole al vetriolo.

Secondo il regista, infatti, il gioco (scaricato da milioni di utenti in tutto il mondo) costituirebbe “un nuovo livello d’invasione”. Ha proseguito poi affermando che “stanno estraendo i dati di ogni persona in questa stanza. E’ quello che si chiama il capitalismo della sorveglianza”, concludendo infine affermando che questa applicazione comporterebbe “una società robotica“.

Una visione a dir poco inquietante e apocalittica che sembra presagire quanto scritto da George Orwell in 1984. La Niantic, società di produzione del gioco, ha d’altro canto ribadito di aver risolto i problemi connessi alla raccolta di dati degli utenti che avevano fatto infuriare non poche persone nei giorni scorsi.

Utenti di tutto il mondo prestate attenzione: Oliver Stone veglia su di voi.