Ru-mòre Festival Roma 2026 programma

Ru-mòre: a Roma nasce il festival diffuso che esplora i confini tra cinema, realtà virtuale e AI

Il quartiere San Lorenzo di Roma si prepara a trasformarsi in una piazza internazionale dell’audiovisivo.

Dal 14 al 18 aprile debutta l’ottava edizione di Ru-mòre – Cinema and Audiovisual Experimentation Festival, una rassegna che raccoglie l’eredità del Varco Film Festival per spingersi verso i nuovi orizzonti del linguaggio digitale. Con oltre 70 titoli provenienti da 30 Paesi, il festival abiterà luoghi iconici come il Cinema Tibur, il Mercato di San Lorenzo e lo spazio Lembi.

Un viaggio tra realtà virtuale e intelligenza artificiale

Sotto la nuova direzione artistica di Laura Catalano e Giorgio Calogero, Ru-mòre pone un accento fortissimo sulle nuove frontiere tecnologiche. Presso lo spazio Lembi, il pubblico potrà immergersi nel Concorso VR e nello Showcase XR, con opere che spaziano dal dramma sociale dei richiedenti asilo a riflessioni estetiche d’avanguardia.

Tra i titoli più attesi spiccano Anamnesis di Petr Salaba, che mette lo spettatore a confronto con un chatbot “sofferente”, e Mirage di Naima Karim, già applaudito a Venezia, che esplora la fragilità della depressione attraverso l’interattività. Da non perdere anche il contributo del duo francese Caroline Poggi e Jonathan Vinel, nomi di punta di Cannes e Berlinale, presenti fuori concorso con The Exploding Girl.

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Cortometraggi da Oscar e installazioni site-specific

La “casa” del cinema breve sarà il Cinema Tibur, dove verrà proiettata una selezione di corti incentrata su identità, ambiente e relazioni familiari. Spicca in cartellone “Papillon” di Florence Miailhe, già candidato all’Oscar 2026 come miglior corto d’animazione (qui tutte le nomination Oscar 2026).

Il festival uscirà dalle sale per invadere il Mercato di San Lorenzo con l’installazione “Anzi Parla” dell’artista Eloise Fornieles. Ispirata al pensiero di Carla Lonzi, l’opera reinterpreta il mito delle “statue parlanti” di Roma attraverso monitor e avatar che danno voce a messaggi di protesta contemporanei.


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