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Hunters, recensione della nuova serie Amazon Prime Video

Amazon Prime Video ha rilasciato la prima stagione di Hunters, serie con un Al Pacino in grande spolvero. Questa la recensione.

Trama: Siamo nel 1977 nella città di New York. Ruth (Jeannie Berlin) viene brutalmente uccisa a sangue freddo da uno sconosciuto nella sua abitazione. La donna è sopravvissuta ad Auschwitz, e pensava di aver lasciato gli orrori della guerra oltreoceano, ma purtroppo sembra che i nazisti abbiano raggiunto a loro volta il continente americano continuando a portare morte e sofferenza. La comunità ebraica – di cui Ruth faceva parte – si stringe intorno al suo unico nipote, Jonah (Logan Lerman). Fra i tanti personaggi che avvicinano il giovane nel giorno del funerale della nonna c’è Meyer Offerman (Al Pacino). Questi prenderà a cuore le sorti di Jonah per un debito contratto ai tempi della prigionia con Ruth. Meyer farà conoscere al ragazzo un eterogeneo gruppo di personaggi che lo aiutano nella caccia, ovvero la vendetta perpetrata come unica giustizia possibile nei confronti dei carnefici del terzo reich.

Riusciranno a prenderli tutti ed a porre fine ai piani di rinascita messi in atto dai nazisti?

Commento

Abbiamo iniziato a raccontarvi Hunters con l’anteprima dei primi due episodi qualche giorno fa. Lì avevamo apprezzato questa serie senza però poterla giudicare nel suo insieme. Senza riuscire ad avere un quadro completo delle vicende e delle sue sottotrame che erano, in quel caso, solo abbozzate. Oggi vogliamo confermarvi che Amazon ha colto nel segno creando una serie dai toni duri e con immagini crude che colpiscono dritto al cuore.

Il suo ritmo serrato e coinvolgente già dalle prime battute coglie nel segno, proiettando lo spettatore in un caleidoscopio di emozioni che sfociano in rabbia e grida di giustizia per quanto patito dai protagonisti delle vicende. Mai banale, sempre cinica, spesso critica nei confronti di una politica scellerata perpetrata dagli USA nei momenti successivi alla fine del secondo conflitto bellico, Hunters è una serie che fa della fiction una denuncia nuda e cruda ad un sistema politico che, ancora alla fine degli anni ’70, irretiva gli animi degli statunitensi. Frecciate pesanti al governo Carter ed alle amministrazioni precedenti vengono dispensate sotto forma di spot pubblicitari, dando un inquietante tono ironico a situazioni ben più drammatiche.

Tanti sono i registi che si sono seduti dietro la macchina da presa. Ognuno di loro ha fatto bene, riuscendo a animare in modo corretto queste storie, ispirate ai veri cacciatori di nazisti. Tra questi, citiamo Simon Wiesenthal, il quale confezione un prodotto violento ma non gratuitamente splatter. Tarantino, con Bastardi senza Gloria, ha tracciato una rotta, ma Hunters ha creato una nuova strada.

Ottime le ricostruzioni delle ambientazioni e dello spirito che animava le strade di New York a fine anni ’70.

Al Pacino è ben calato nei panni del cacciatore che punta il branco per arrivare al capo, il Lupo che lo ha traumatizzato e gli ha rovinato la vita. L’attore che è stato Scarface, Serpico e Michael Corleone dispensa morte con la stessa naturalezza con cui declamerebbe una poesia in mezzo ad un gruppo di amici. Questa sua caratteristica gli permette di dare vita ad un personaggio che fa della vendetta la propria ragione di vita e che fa da spina dorsale all’intera serie, in un crescendo drammatico che solo un attore del suo calibro poteva sostenere.

Bene tutti, comunque, a partire da Logan Lerman che crea un Jonah a metà fra Bruce Wayne e Peter Parker, un eroe – suo malgrado – che viaggia su una sottile linea rossa (di sangue) che lo mantiene in equilibrio fra la luce e le tenebre. Piace ricordare anche Saul Rubinek (Murray Markowitz) e Carol Kane (Mindy Markowitz), i quali danno vita ad una coppia segnata pesantemente dalla guerra, ma che, anche di fronte agli eventi più cruenti, cercano di non perdere la loro umanità lasciando gli spettatori a bocca aperta e con un groppo alla gola per l’intera serie.

Nazisti ben caratterizzati fanno da contraltare ai personaggi principali rendendo ancora più inquietante tutto il contesto narrativo. Fra loro vanno evidenziate le prove di Dylan Baker, Lena Olin e Greg Austin.

La colonna sonora, affidata a Cristobal Tapia de Veer, è di tutto rispetto e rende emozionanti, oltremodo, la maggior parte delle sequenze, anch’esse degne di nota.

Il finale sorprendente lascia le porte aperte ad una seconda stagione che ancora non è stata annunciata.

Ultima nota, per le immagini esplicite ed i contenuti, la serie è vietata ai minori di 16 anni.

Classificazione: 3.5 su 5.

Star Trek: Picard, il commento trekkie all’episodio 6

Eccoci qua, come ogni venerdì, a commentare in stile trekkie un nuovo episodio di Star Trek: Picard, appena pubblicato da Amazon Prime Video. Siamo arrivati al sesto capitolo, intitolato in italiano La Scatola Impossibile. PUO’ CONTENERE SPOILER.

La scorsa settimana ci eravamo lasciati con Jean Luc Picard ed il suo improvvisato equipaggio diretti verso il cubo Borg/Romulano, alla ricerca dell’androide Soji (Isa Briones). L’episodio riprende proprio durante il viaggio, un tragitto che, dobbiamo dirlo, è intervallato da scene e momenti non particolarmente entusiasmanti e degni più di Star Trek: Discovery, che di Star Trek: Picard.

Ci riferiamo in particolare all’insulsa e totalmente fuori contesto scena amorosa tra il Capitano Rios (Santiago Cabrera) e la Dottoressa Jurati (Alison Pill). Un capitano alcolizzato che gioca a pallone sul ponte a petto nudo il quale, improvvisamente, viene baciato dalla dottoressa che la sera prima, senza apparente motivo, ha ucciso suo marito. Sembrava più Altered Carbon che Star Trek, onestamente.

A questo aggiungiamo i lunghi e reiterai dialoghi romantici tra il romulano Narek e la sitetica Soji che, in particolare in questo episodio, assomigliavano sinistramente alla sonnolente love story tra Michael Burnham e Ash Tyler in Star Trek: Discovery, senza dubbio una delle pagine più tristi ed infauste in sessant’anni di storia di Star Trek.

Nonostante questi momenti non particolarmente edificanti, che non fanno del sesto capitolo il migliore tra quelli fino ad ora pubblicati, l’episodio si riprende molto bene nella seconda parte. Patrick Stewart è fantastico nel riportare a galla i dolori latenti dell’assimilazione Borg avvenuta trent’anni fa (il leggendario doppio episodio The Best of Both Worlds risale al 1990).

Memorabile la scena nella quale Picard, seduto nel suo ufficio, osserva il suo viso sovrapporsi a quello di Locutus durante l’assimilazione. Chiunque sappia di cosa stiamo parlando, avrà avuto come minimo i brividi. Brividi che si intensificano all’arrivo del Capitano sul cubo Borg, dove fantasmi e visioni del passato lo assalgono e solo la vista dell’ex Borg Hugh (Jonathan Del Arco), è capace di rassicurarlo.

Molto bello il finale, che non vogliamo spoilerare, nel quale Picard e l’androide Soji, grazie ad una sofisticata tecnologia aliena, vengono lanciati in un pianeta ricco di connessioni con il mondo di Star Trek: The Next Generation. Come al solito l’attesa è a mille ma, cari sceneggiatori, attenzione a non esagerare con elementi totalmente estranei al canone di Star Trek. E’ fisiologico dover pagare pegno alla televisione del 2020, ma si può fare con estrema moderazione.

Fantastiche realtà alternative nel primo trailer di Tales from the Loop

Amazon Prime Video ha rilasciato il primo fantastico trailer di Tales from the Loop, la serie fantascientifica ispirata ai dipinti dell’artista svedese Simon Stålenhag.

Creata e scritta da Nathaniel Halpen, la serie conterà un cast formato da Rebecca Hall (The Town), Paul Schneider (Parks and Recreation), Daniel Zolghadri (Eighth Grade), Duncan Joiner (Waco) e Jonathan Pryce (Game of Thrones).

La trama esplora le vicende degli abitanti di una cittadina che si trova sopra il “Loop”, una macchina costruita per scoprire ed esplorare i misteri dell’universo, rendendo possibili cose che una volta si credeva fossero pura fantascienza. In questa misteriosa città si svolgono importanti vicende umane, esperienze emotive universali.

Mark Romanek (che ha diretto il pilot) figura tra i produttori esecutivi, in compagnia dello stesso Stålenhag. Alla produzione la 6th & Idaho di Matt Reeves e la svedese Indio, insieme a Fox 21 Television Studios e Amazon Studios.

Il 16 marzo la serie sarà presentata in anteprima mondiale all’SXSW Festival, mentre la messa in onda via Amazon Prime Video è attesa per il 3 aprile.

Il Trailer

Star Trek – Picard, il commento trekkie all’episodio 5

Cronache di Stardust City è il titolo italiano del quinto episodio di Star Trek – Picard, appena pubblicato su Amazon Prime Video.

Siamo esattamente a metà della prima stagione, composta da dieci capitoli e questo è il commento di un trekker di vecchia data. NO SPOILER.

Mancavano poche cose a Star Trek: Picard, per far tornare questo glorioso franchise all’eccellenza toccata negli anni Novanta. Una di queste erano le leggendarie discese dell’equipaggio su qualche sperduto pianeta alieno, mascherati in modo quanto divertente tanto improbabile, grande classico di Star Trek: The Next Generation. L’episodio cinque si dedica proprio a questa “rievocazione”, con Picard, Rios, la splendida Sette di Nove e gli altri, impegnanti in una missione di salvataggio sotto copertura sulla Stardust City, la Las Vegas dello spazio.

L’esperimento riesce, ancora una volta, alla grandissima, regalando agli appassionati di vecchia data un episodio fantastico, pieno di nostalgia positiva e di riferimenti ad un passato glorioso. Curioso notare come la “cattiva” dell’episodio, la trafficante Bjayzl, acerrima rivale di Sette, sia interpretata dall’attrice, Necar Zadegan, che è assolutamente identica alla nostra Ambra Angiolini.

Proprio l’ex borg Sette di Nove, interpretata da una Jeri Ryan nel pieno delle sue qualità attoriali, è l’assoluta protagonista della storia di questa settimana e i suoi dialoghi con l’oramai anziano Picard sul comune passato di “assimilati dai Borg” vale da solo più di trenta episodi di Star Trek: Discovery messi insieme.

Un plauso va agli sceneggiatori e alla, come al solito, spettacolare regia del Number One Jonathan Frakes, per l’eccellente fusione tra un episodio che già da solo “stand alone” sarebbe bellissimo e la sua capacità nell’inserirsi in una trama principale sempre più avvincente.

In particolare il colpo di scena finale apre scenari di incredibile interesse, frustrati soltanto dal fatto che dobbiamo atendere ancora un’altra settimana per gustarci la sesta puntata di questa serie fantastica, che sta facendo breccia nel cuore degli appassionati come un siluro fotonico in una nave senza scudi frontali.

Il commento ai primi due episodi di Hunters, la serie con Al Pacino di Amazon Prime Video

Vi presentiamo la recensione dei primi due episodi della nuova serie originale Amazon Prime Video “Hunters” con il Premio Oscar Al Pacino.

TRAMA: New York, 1977. La vita del giovane Jonah (Logan Lerman) viene totalmente sconvolta quando la nonna di origini ebree viene misteriosamente uccisa. Sconvolto, cerca di farsi giustizia da solo, ma a guardargli le spalle ci sarà un gruppo di amici di sua nonna: il magnate Meyer Offerman (Al Pacino) –sopravvissuto all’Olocausto – e il suo gruppo di cacciatori composto da sorella Harriet (Kate Mulvany), la scassinatrice Roxy Jones (Tiffany Boone), l’ex soldato Joe Torrance (Louis Ozawa Changchien), il maestro del travestimento  Lonny Flash (Josh Radnor), gli esperti d’armi Mindy e Murray Markowitz (Carol Kane e Saul Rubinek).

Jonah scoprirà che i nazisti da cui è sfuggita sua nonna, in realtà sono arrivati a New York e lei con i suoi amici aveva messo su un piano per vendicarsi degli orrori subiti durante la guerra. Ma cosa ci fanno i nazisti a New York? Si stanno radunando per fondare un Quarto Reich.

Trailer

COMMENTO

Sono passati poco più di trent’anni dalla fine della guerra mondiale, dalla ricerca affannosa di una nuova vita per i sopravvissuti all’orrore di quegli anni, con “Hunters“, lo showrunner David Weil mette in scena una realtà fantasiosa ispirandosi ai racconti della nonna di origini ebree.

Nei primi due episodi ci vengono presentati i personaggi, in particolare il gruppo dei cacciatori e la loro missione. Ci viene presentato anche il nemico da affrontare, ma la narrazione finora si concentra sulle vittime e sul loro piano di vendetta. Come ben si evince, non tutti i personaggi su entrambi i fronti sono stati protagonisti durante la guerra mondiale, per questo crediamo che negli episodi successivi verrà data maggior attenzione ai giovani, così da scoprire il loro legame con la missione (sia dal fronte dei cacciatori, sia dal fronte nazista).

É una storia che non ci saremmo mai aspettati, che non si priva delle scene di violenza messe in atto talvolta con stile pulp fumettista che strizza l’occhio al tarantiniano. Non è una serie buonista, lo capiamo subito, sin dalle prime scene. Tutti i personaggi possono compiere azioni sbagliate o giuste, a seconda del punto di vista, l’importante è che venga fatta giustizia.

La narrazione proseguirà come una scatola cinese, nel corso degli espisodi ci rivelerà gli obiettivi ma soprattutto la natura dei protagonisti, portatori non solo di memoria ma anche vendetta.

Hunters, prodotto dagli Amazon Studios, da Monkeypaw Productions di Jordan Peele e da Sonar Entertainment. E’ stata creata da David Weil che ha partecipato anche come produttore esecutivo e come co-showrunner al fianco di Nikki Toscano.

Gli episodi della serie tv “Hunters” saranno diffusi (con cadenza settimanale) a partire dal 21 febbraio 2020 sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video.

Sono finite le riprese della quinta stagione di The Expanse

Le riprese della quinta stagione di The Expanse sono ufficialmente terminate, a confermarlo gli attori del cast.

Attraverso i propri canali social, alcuni membri del cast storico di The Expanse hanno confermato la fine delle riprese. Le foto in questione provengono dal party fine-riprese.

Trovate i tweets in fondo al nostro articolo.

The Expanse (Quinta Stagione)

Lo show è stato scritto e creato da Mark Fergus e Hawk Ostby.

La serie The Expanse è ambientata 200 anni nel futuro e si basa sui romanzi scritti da Daniel Abraham e Ty Franck, usando il nome James S.A. Corey, impegnati anche come produttori esecutivi dell’adattamento televisivo insieme allo showrunner Naren Shankar.

I protagonisti sono Steven Strait, Shohreh Aghdashloo, Dominique Tipper, Cas Anvar, Wes Chatham e Frankie Adams. Il cast della quinta stagione si amplia con Keon Alexander, Nadine Nicole, Jasai Chase Owens, Lily Gao.

La quarta stagione di The Expanse è disponibile su Amazon Prime Video dal 13 dicembre 2019. La quinta è attualmente in fase di sviluppo.

https://twitter.com/Mi55Tipper/status/1227626228447838213

Star Trek: Picard, il commento trekkie al quarto episodio

Amazon Prime Video ha pubblicato il quarto episodio di Star Trek: Picard. Ecco il commento emozionato di un trekkie di vecchia data. NO SPOILER

L‘assoluta Verità è il titolo di questo quarto capitolo che, si può affermare senza timore di smentite, è il migliore andato in onda fino ad ora. La regia del grandissimo Number One Jonathan Frakes si vede tutta e il consueto duetto con Patrick Stewart, stavolta non sulla plancia, ma dietro la macchina da presa, regala una gemma assolutamente degna dei vecchi tempi.

In questo episodio gli appassionati trovano tutto quello che hanno amato alla follia durante i gloriosi anni di The Next Generation: una trama profonda, che parla di grandi dilemmi morali, di conflitti tra civiltà e di scelte da compiere, impreziosita da dialoghi a cinque stelle; una bella escursione su un mondo alieno, ancor meglio quando questi alieni sono una delle razze più amate nella storia di Star Trek, i Romulani.

Un pizzico di azione, ben fatta, curata, emozionante sena sfociare nelle risse galattiche alla Bud Spencer e Terence Hill viste in cerchi agghiaccianti episodi di Star Trek: Discovery; un bel carramba che sopresa con un grande personaggio del passato che ritorna, nella persona di 7 di 9, interpretata da una Jeri Ryan in forma strepitosa, illegale per una cinquantenne.

E poi, last but not least, il Ponte Ologrammi! Dio quanto ci è mancata questa geniale creazione dei produttori e sceneggiatori di Star Trek: The Next Generation. Sul Ponte Ologrammi hanno avuto luogo alcuni dei più leggendari episodi nella storia di questo Franchise e rivederlo, seppur in breve, seppur con tutte le limitazioni della moderna televisione, è stata una gioia. Speriamo trovi nuova applicazione nei prossimi episodi.

Prossimi capitoli che, alla luce di una trama sempre più corposa, sono attesi da un’ansia quasi spasmodica. Star Trek: Picard, per ora, sta funzionando alla grandissima.

Recensione del terzo episodio di Star Trek: Picard

Amazon Prime Video ha rilasciato il terzo episodio di Star Trek: Picard, il cui titolo è “La fine è l’inizio“. Questa la nostra recensione.

Trama: L’episodio si apre con un flashback fra Picard (Patrick Stewart) e Raffi Musiker (Michelle Hurd), un ufficiale della flotta stellare, ai tempi in cui la Federazione avrebbe dovuto intervenire per salvare i profughi romulani. Questo incipit farà comprendere i motivi per cui fra i due non scorre buon sangue e per cui solo l’ottima bottiglia delle cantine Picard potrà forse appianare tali divergenze. Da lì un susseguirsi di eventi che daranno il via alla vera avventura spaziale.

Commento

Come per le prime due puntate di questa stagione, i livelli narrativi e recitativi sono alti, come alte sono le aspettative. Si scava nel passato dell’Ammiraglio e del motivo che lo hanno portato a dare le dimissioni dalla flotta. Questo tipo di introspezione dei personaggi è un plus di questa nuova lettura dell’universo Star Trek che apprezziamo molto.

La storia si inizia a delineare facendo cadere qualche mistero e dando maggior slancio all’azione. Molto moderna ed intrigante la dinamica dei comandi delle navi stellari, siamo alle soglie del 25° secolo, e le levette del teletrasporto delle serie classiche hanno ormai lasciato il passo a comandi virtuali azionati con integrazione umana. Del resto, Star Trek: Discovery aveva già dato modo di apprezzare alcune di queste soluzioni.

[QUI IL COMMENTO DEL TREKKIE LUCA CONIGLIO]

Torniamo ad incontrare il MOE, EMH in inglese, ovvero il Medico Olografico d’Emergenza, che purtroppo non ha il volto di Robert Picardo, ma ha la sua stessa insolenza. Il venezuelano Santiago Cabrera, infatti, oltre ad interpretare il capitano Rios, darà il volto anche al Dottore in Picard. Le situazioni createsi in “La fine è l’inizio” fra Rios ed il MOE sono state divertenti e ben realizzate dal punto di vista del CGI. Sul cubo borgomulano vengono mostrati eventi che contribuiscono ad alimentare l’aura di mistero che ruota intorno alla Dottoressa Soji.

Bene anche la colonna sonora, con citazioni degli arrangiamenti di TOS e TNG che ben saranno gradite ai fan.

In conclusione, questo è un episodio in linea con quanto visto finora. Esso contribuisce ad innalzare l’aspettativa che i vecchi fan e ed i nuovi utenti hanno riposto in Star Trek: Picard. Appuntamento quindi alla mezzanotte di venerdì 14 febbraio, per un San Valentino all’insegna dell’Avventure fra le stelle.

Star Trek: Picard, il commento trekkie del terzo episodio

Star Trek: Picard sta andando a curvatura 8 e siamo già arrivati al terzo episodio. Il nuovo episodio è stato distribuito su Amazon Prime Video. Di seguito, l’opinione di un vecchio trekkie. NO SPOILER.

Ho appena terminato di vedere il terzo episodio e devo dire che ogni puntata che passa i brividi aumentano. Ritrovare nelle prime scene uno dei tanti indimenticabili personaggi meteora di Star Trek: The Next Generation, il borg Hugh, interpretato da un oramai cinquantenne Jonathan Del Arco, non può non aver fatto calare la lacrimuccia a tutti gli appassionati.

Ma siccome la nostalgia e il rievocare decine di personaggi dal passato per fare contenti i fan di vecchia data, da soli non bastano, gli sceneggiatori di Star Trek: Picard avevano il difficilissimo compito di inserire nuova linfa vitale in una serie che, altrimenti, sarebbe rimasta semplicemente una sorta di triste rievocazione storica, di canto del cigno di un cast dal passato glorioso.

La buona notizia è che quest’impresa sta riuscendo alla grande e il terzo episodio ne è una dimostrazione incontrovertibile. Nuovi personaggi come il pilota Rios (Santiago Cambrera) e l’ex ufficiale Raffi (Michelle Hurd) promettono bene e si vanno a mescolare senza grumi agli interpreti tratti da un passato glorioso, come il già citato Hugh, capo di una fazione Borg piena di personalità e la cui storia si fa più avvincente che mai.

Come nel miglior stile Star Trek, l’azione per ora è poca (ad eccezione di qualche piccola zuffa…) lo Spazio è ancora del tutto assente, ma nonostante questo i dialoghi profondi e la qualità della storia rendono la visione incredibilmente avvincente e lo spettatore bramoso di un nuovo episodio, per il quale purtroppo dovrà attendere un’intera settimana.

Ma ci siamo, le gondole di curvatura della nuova nave del Capitano Picard e del suo improvvisato equipaggio sono state attivate! Si parte a curvatura 8 verso nuove avventure, verso il cuore della storia. E se pensiamo che fino ad ora abbiamo avuto solo un succulento antipasto, c’è da avere l’acquolina in bocca.

Hunters e Counterpart tra le novità Amazon Prime Video nel mese di febbraio 2020

Il catalogo Amazon Prime Video nel mese di febbraio proverà ad accontentare gli amanti di ogni genere di cinematografico e televisivo. Tra le novità Hunters e Counterpart, due serie tv molto attese dai fan italiani.

Con un cast capitanato dal mitico Al Pacino, la prima stagione di Hunters si appresta a mostrare un gruppo di “cacciatori” alle prese con la nascita di brecce neo-naziste. Il film è prodotto da Jordan Peele ed è ambientato tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta.

Counterpart è pronta ad approdare sul catalogo Amazon dopo le due stagioni offerte da Starz. Nel cast J.K. Simmons ha il ruolo di un membro di una società segreta in contatto con un altro pianeta, l’unico problema è che il suo personaggio non è a conoscenza di questo dettaglio.

Amazon Prime Video Febbraio 2020

Serie Tv

1 febbraio 2020

  • Counterpart – stagione 1 e 2 
  • Escape at Dannemora – miniserie

7 febbraio 2020

  • Clifford – stagione 1B

21 febbraio 2020

  • Hunters – stagione 1

25 febbraio 2020

  • Grantchester – stagione 4

Film

1 febbraio 2020

  • Il tesoro dell’Africa 
  • La città assediata
  • Il diario di Bridget Jones
  • Buffalo ’66 
  • Captain Kronos – Vampire Hunter
  • Still Smokin
  • Crashing Through Danger 
  • Dick Tracy 
  • Le ragazze della terra sono facili
  • Emergency Landing
  • The Fabulous Dorseys
  • Father Steps Out
  • Ghost 
  • Ore 10 lezione di sesso – Guess What We Learned In School Today? 
  • Crank: High Voltage 
  • Judgment Day
  • The Last Stand – L’ultima sfida
  • La piccola principessa
  • Little Tough Guy
  • Lord of War 
  • Magic Mike
  • L’uomo che ingannò la morte – The Man Who Could Cheat Death 
  • National Lampoon’s Dirty Movie
  • National Lampoon’s Dorm Daze 2
  • North of The Border 
  • People Are Funny 
  • The Last Warrior
  • Precious 
  • Operazione Spy Sitter – The Spy Next Door 
  • Southie 
  • Finché batte il cuore 
  • Mania Days

2 febbraio 2020

  • A Madea Family Funeral 

3 febbraio 2020

  • Quella casa nel bosco

4 febbraio 2020

  • Jallikattu 

5 febbraio 2020

  • Warrior 

6 febbraio 2020

  • Disaster Movie 

7 febbraio 2020

  • All or Nothing: The Philadelphia Eagles – film originale Amazon Prime Video
  • If You Give a Mouse a Cookie Valentine’s Day Special – produzione originale Amazon Prime Video
  • Pete the Cat Valentine’s Day Special – produzione originale Amazon Prime Video

9 febbraio 2020

  • Alive 

12 febbraio 2020

  • The Farewell – Una bugia buona

15 febbraio 2020

  • American Ultra
  • Danger Close

16 febbraio 2020

  • 47 Meters Down: Uncaged 

February 18

  • Super 8 

21 febbraio 2020

  • Ice Princess Lily

25 febbraio 2020

  • Run the Race 

Recensione dei primi due episodi di Star Trek: Picard

Ad un passo dal 24 gennaio, giorno in cui Amazon Prime Video distribuisce la serie Star Trek: Picard, abbiamo assistito alla proiezione in anteprima dei primi due episodi. Questa la nostra recensione.

Trama: 20 anni dopo gli eventi narrati in Star Trek: La Nemesi, ritroviamo un Jean Luc Picard ormai lontano dalla Federazione, che coltiva il suo prezioso vino nella tenuta di famiglia. Non si conoscono ancora i fatti che hanno portato il capitano più decorato della storia ad abbandonare ciò che è stato per lui passione e fonte di vita ma, con il passare dei minuti, impariamo a conoscere un uomo orgoglioso e fedele ai princìpi fondamentali della Flotta.

Picard ha sogni tormentati che lo costringono a risvegli opprimenti, ma la vicinanza di Numero Uno, suo fedele amico a quattro zampe, riesce a tranquillizzarlo.

Un’intervista sui tragici eventi accaduti quasi venti anni prima, farà incontrare Picard con Dahj, una ragazza in cerca di aiuto che porterà il protagonista ad abbandonare i forzati abiti del pensionato di provincia per andare a bussare, con forza e rabbia, alla porta del comandante della Flotta Stellare.

Commento

Per quanto abbiamo potuto apprezzare in queste prime due ore di narrazione, la serie non è né il canto del cigno di un personaggio dell’universo di Star Trek, né tantomeno l’omaggio ad un’epoca, quella di TNG (The Next Generation), che ha fatto il proprio tempo.

Picard è una bomboniera dove personaggi vecchi e nuovi recitano dando lustro all’idea nata dalla penna di Gene Roddenberry più di mezzo secolo fa, con l’obiettivo di trasportare quella stessa idea nel decennio appena iniziato.

Una fotografia di prim’ordine, da far invidia a produzioni hollywoodiane di spessore, un sapiente utilizzo del CGI, ed una trama avvincente ed in linea con le serie Trek classiche rendono Star Trek: Picard un prodotto gradito ai fan più accaniti ed appetibile per i neofiti del genere.

Inquadrature mozzafiato e reali. Questo contraddistingue Picard da quanto visto finora nelle varie serie di Star Trek: siamo lontani anni luce dagli scenari posticci da studio televisivo a cui gli appassionati di questo universo narrativo erano abituati, ma questo non è uno sconvolgimento.

Con Discovery si è cercato di rilanciare l’universo di Star Trek, rendendolo appetibile alle nuove generazioni ma, a detta dei più accaniti sostenitori del canon, l’esperimento per quanto convincente ha mosso qualche malumore. Con Picard, invece, la CBS sembra aver posto le basi per rinnovare tale saga, portandola là dove nessun uomo era mai giunto prima.

Patrick Stewart, oltre ad essere un colosso del cinema, ed un maestro della recitazione, continua a risultare pienamente a suo agio nei panni del Capitano Jean-Luc Picard.

L’innesto di personaggi ed attori storici della serie non è fatto come una sorta di cameo per omaggiarli, ma si tratta di ruoli fondamentali nello sviluppo della serie: ecco quindi che Brent Spiner, in arte Data, presente in questi primi episodi, non è un elemento di arredamento, ma un soggetto attivo e funzionale alla trama.

Diventa quindi interessante sapere come verranno gestiti gli ingressi in scena di Jeri Ryan (Sette di Nove), Marina Sirtis (Deanna Troi), e soprattutto Jonathan Frakes (William Riker). Quest’ultimo sarà anche regista di uno o più episodi. Bene anche i nuovi interpreti, per lo meno quelli finora entrati in scena, non vi mettiamo in nomi per non correre il rischio di spoiler involontari. Unico omaggio fine a se stesso, l’ologramma della Enterprise che troneggia all’ingresso della sede della Flotta Stellare.

In conclusione. Per quanto visto finora, nonostante un minimo di caos dal punto di vista narrativo per inserire gli eventi pesanti accaduti nell’ultimo ventennio, Picard sembra essere al di sopra delle aspettative, e la conferma della seconda stagione annunciata ancor prima della messa in onda del primo episodio è più che meritata. Non resta che attendere la messa in onda di tutti gli altri episodi della prima stagione.

A presto!

Prime conferme dal casting della quinta stagione di The Expanse

E’ ufficialmente partito il casting relativo alla quinta stagione di The Expanse, la serie sci-fi distribuita da Amazon Prime Video.

Questa mattina Deadline ha confermato che gli attori Keon Alexander (NCIS, Impulse), Nadine Nicole (Casual) e Jasai Chase Owens (The Deuce) sono stati confermati anche per la quinta stagione, divenendo tra l’altro parte ufficiale del cast. Ricordiamo che Alexander e Nicole sono stati ricorrenti nella quarta stagione, mentre Owens solo guest star. La fonte ha infine confermato Lily Gao come ricorrente.

Avete già letto la nostra recensione della quarta stagione di The Expanse? Fatelo a questo indirizzo.

The Expanse (Quinta Stagione)

Lo show è stato scritto e creato da Mark Fergus e Hawk Ostby.

La serie The Expanse è ambientata 200 anni nel futuro e si basa sui romanzi scritti da Daniel Abraham e Ty Franck, usando il nome James S.A. Corey, impegnati anche come produttori esecutivi dell’adattamento televisivo insieme allo showrunner Naren Shankar.

I protagonisti sono Steven Strait, Shohreh Aghdashloo, Dominique Tipper, Cas Anvar, Wes Chatham e Frankie Adams. Il cast della quinta stagione si amplia con Keon Alexander, Nadine Nicole, Jasai Chase Owens, Lily Gao.

La quarta stagione di The Expanse è disponibile su Amazon Prime Video dal 13 dicembre 2019. La quinta è attualmente in fase di sviluppo.