Trama:

due bambini giocano nel parco e, dopo una lite, uno colpisce l’altro. I genitori dei due piccoli si incontrano per trovare un accordo e per parlare di ciò che è successo.

Ma, complice l’alcool, le quattro persone inizieranno un gioco al massacro tirando fuori frustrazioni e tensioni, che non lascerà innocente nessuno.

Il nostro giudizio:

molti hanno associato la natura claustrofobica del film alla situazione di Roman Polanski che vive in esilio dagli USA, ma non è così. Altri hanno accomunato la pellicola a Nodo alla gola di Hitchcock, trovando un raccordo nell’ambientazione casalinga, ma non ci siamo neppure qui.

Roman Polanski, da sempre, ha adorato le sfide di linguaggio e di ambiente cinematografico e, vista la piece teatrale da cui il film è tratto, ci è andato a nozze semplicemente perché è pane per i suoi denti.

Denti che affondano nel marcio di due coppie newyorkesi e borghesi che, in un’unità di tempo senza stacchi, si incontrano per confrontarsi e per cercare il senso della ragione. Ma il senso della ragione, ahimè sparisce completamente, facendo affiorare, invece, malessere, ripicche, cattiverie e l’animo vero della natura umana che ama coprirsi di pellicce di buoni sentimenti ma che ha un cuore di tenebra.

Polanski, malgrado l’ambientazione ristretta, muove la macchina da presa con sicurezza e non si diletta in virtuosismi registici per non togliere l’attenzione sugli attori che, in quest’opera, danno veramente il meglio di loro.

Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz e John C. Really sono eccezionali nelle loro performance e non sbagliano un colpo, alternando momenti di disponibilità e apertura a momenti di cattiveria feroce. I personaggi si avvicendano nell’avvicinarsi e nel respingersi in una maniera azzeccata e affascinante: prima le coppie, poi la differenziazione di sessi, poi le idee politiche e via così, trovando continuamente punti di contatto e motivi per odiarsi.

Sono tre i momenti cardine del film in cui qualcosa di inaspettato spariglia le carte e toglie la patina del buon costume: la vomitata, il cellulare nell’acqua e il lancio della borsa. In ognuna di queste scene, i buoni propositi, i grandi ideali e le belle parole perdono di senso e viene fuori l’attaccamento delle persone alle cose e all’effimero senso di possessione che noi abbiamo con gli oggetti.

Carnage è un film meraviglioso che sposa interpretazioni da urlo a una regia che, raccogliendo la sfida teatrale, mostra al meglio la carneficina verbale e di ideali che avviene sul grande schermo. Avercene di film così.

Purtroppo, malgrado il grande cast e la trama intrigante, il film non ha fatto particolarmente breccia nel cuore dei fans del cinema e ha incassato pochissimo.

Una piccola curiosità: l’unica persona che si vede nel condominio, a parte le due coppie, è il vicino di casa che, sentendo la discussione, sbircia fuori dalla porta. E’ Roman Polanski.

Cast:

chi non conosce il grande Roman Polanski? Un regista che ha caratterizzato la sua vita da eventi cinematografici ma anche legati alla sua travagliata vita privata. A lato della sua invidiabile filmografia, vi consigliamo il bellissimo documentario Roman Polanski: a film memoir di Laurent Bouzereau che permette di conoscere meglio il suo pensiero. Il suo prossimo film sarà The stalking moon, ma vi parteciperà solo come attore, per la regia di Domenico A. Galloro.

Kate Winslet ha sfiorato quest’anno l’Oscar per il bel ruolo regalato al film Steve Jobs. Famosa in tutto il mondo per la sua bravura e la sua flessibilità, la Winslet, crescendo, si candida a diventare la nuova Meryl Streep in quanto a malleabilità. Come non ricordarla in Revolutionary road o in Titanic? Prossimi film, il bellissimo The dressmaker, Codice 999 di John Hillcoat e Collateral beauty di David Frankel.

L’altra protagonista, Jodie Foster, dopo un passato ricco di successi e di ruoli indimenticabili, sta preferendo ora ruoli più marginali e di nicchia, perdendo un po’ di allure e di visibilità. Esplosa con le interpretazioni da Oscar di Sotto accusa e Il silenzio degli innocenti, la vedremo prossimamente dietro la macchina da presa con Money monster, in cui dirigerà Julia Roberts e George Clooney.

La sceneggiatura di Carnage è di Roman Polanski stesso su una piece teatrale di Yasmina Reza, che, per l’occasione, ha messo mano anche lei allo script. La Reza, nota anche come attrice, è nata in Francia e ha perfino diretto un film con Carmen Maura dal nome Chicas.

Un po’ povero il carnet del bellissimo film che annovera solo due nominations ai Golden Globes per le due interpreti femminili. Ha però vinto un César e un Boston Society of film Critics Awards per il cast completo.

La scena da incorniciare:

la scena della vomitata, di per se poco impressionante, è il perno su cui ruota il cambiamento di atteggiamento delle persone e dei rispettivi rapporti. Cosa non da poco.

Molto bello il finale che si mantiene su un tono grottesco e fintamente consolatorio.

Ecco il trailer del film in italiano:

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