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Festival del Cinema di Roma Recensioni

RoFF17: recensione Il Colibrì, regia di Francesca Archibugi


Dopo esser stato presentato a Toronto e aver inaugurato la 17ma Festa del Cinema di Roma, Il Colibrì, arriva oggi in sala già carico di aspettative da parte di pubblico e critica.

Tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi – vincitore Premio Strega 2020 – Il Colibrì, é un film scritto da Laura Paolucci, Francesco Piccolo, e da Francesca Archibugi a cui é stato affidato il compito di dirigere un nutrito cast nostrano, tra cui spiccano Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo, Laura Morante, Sergio Albelli, Alessandro Tedeschi e Massimo Ceccherini.

Il film é prodotto da Domenico Procacci per Fandango con Rai Cinema, Les Films des Tournelles – Orange Studio e sarà distribuito da 01 Distribution.

Il Colibrì: sinossi

É il racconto della vita di Marco Carrera, “il Colibrì”, una vita di coincidenze fatali, perdite e amori assoluti.

La storia procede secondo la forza dei ricordi che permettono di saltare da un periodo a un altro, da un’epoca a un’altra, in un tempo liquido che va dai primi anni ’70 fino a un futuro prossimo.

É al mare che Marco (Francesco Centorame / Pierfrancesco Favino) conosce Luisa Lattes (Elisa Fossati / Bérénice Bejo), una ragazzina bellissima e inconsueta. Un amore che mai verrà consumato e mai si spegnerà, per tutta la vita. La sua vita coniugale sarà un’altra, a Roma, insieme a Marina (Kasia Smutniak) e alla figlia Adele (Benedetta Porcaroli).

Marco tornerà a Firenze sbalzato via da un destino implacabile, che lo sottopone a prove durissime. A proteggerlo dagli urti più violenti troverà Daniele Carradori (Nanni Moretti), lo psicoanalista di Marina, che insegnerà a Marco come accogliere i cambi di rotta più inaspettati.

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Il Colibrì è stato uno dei romanzi bestseller degli anni passati, e quando una storia é tanto amata dal pubblico, il suo adattamento audiovisivo diventa difficile e carico di responsabilità. Francesca Archibugi ha accettato questa sfida, mantenendo la sua cifra stilistica e cercando di regalare allo spettatore le stesse emozioni date dalle pagine su Marco Carrera.

Marco Carrera é un uomo che non ama i cambiamenti ma, é costretto a viverli sulla sua pelle, ad essere privato dei suoi affetti più cari ma, questo sembra apparentemente non scalfirlo più di tanto, facendolo apparire in questo stato perenne di immobilismo.

La narrazione viaggia da un anno all’altro, come un flusso continuo che riappare nella mente di Carrera che rivive il suo passato, cercando di fuggire agli avvenimenti tragici ma come il colibrì rimane sul posto pur sbattendo le ali.

Ottime le interpretazioni di tutto il cast, in particolar modo vorremmo metter in luce alcune interpretazioni apparentemente secondarie, come i personaggi da adolescenti: Francesco Centorame (Marco Carrera), Niccolò Profeti (Giacomo Carrera), Elisa Fossati (Laura Lattes) e Fotinì Peluso (Irene Carrera). Tutti, nessuno escluso, buca lo schermo con la sua interpretazione.

Fotinì Peluso interpreta Irene Carrera, un ruolo per nulla semplice, riesce con la sua interpretazione tutto il dramma del suo personaggio, facendo percepire allo spettatore la sofferenza e il dolore che prova Irene. Crediamo che questa interpretazione e quella nella serie Netflix Tutto Chiede Salvezza, evidenzi l’evoluzione interpretativa della giovane attrice che, dimostra di riuscire a ben adattarsi a generi e interpretazioni molto diverse da loro.

Non era sicuramente facile adattare la stratificazione esposta da Veronesi nelle sue pagine, ma crediamo che Archibugi, Poleggi e Piccolo siano riusciti nella traduzione, affrontando anche dei rischi, imprevedibili come lo è la vita.

Una delle abilità stilistiche di Francesca Archibugi é di saper raccontare la media borghesia accuratamente, senza trasmettere allo spettatore un giudizio sia esso negativo o positivo. Presenta un quadro sfaccettato ed intenso, una perenne lotta di sopravvivenza a colpe mai ammesse e a ostacoli (non visibili) da superare per non rimanere imbrigliati.

La colonna sonora firmata da Battista Lena scandisce il tempo che scorre, Dancing Baretoot di Patti Smith e London Calling dei Clash, vorrebbero segnare quella forza insita di reagire agli eventi ma viene alla fine cullata dalla placida Caro amore lontanissimo di Sergio Endrigo interpretata da Marco Mengoni sui titoli di coda che si accordano alla narrazione da quel fischio di richiamo alla realtà.

Il Colibrì é un esplosione emotivo che sfocia nelle liti coniugali, ma lascia il pubblico immobile spettatore come il protagonista che, non reagisce, bensì accetta quello che gli si viene rinfacciato senza azionar alcun radicale cambiamento. Unicamente verso la conclusione, prenderà una decisione importante per lui e per chi gli è sempre ruotato intorno, azionando un azione ben precisa e ferma, come lo è stata tutta la sua vita.


Il Colibrì, diretto da Francesca Archibugi, con Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo arriva in sala il 14 ottobre, distribuito da 01 Distribution.

Il Colibrì
B.Bejo P.Favino@Enrico De Luigi scaled

Regista: Francesca Archibugi

Data di creazione: 2022-10-14 16:26

Valutazione dell'editor
2.5

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