Uscito da pochi giorni nelle sale, La vita invisibile di Euridice Gusmao è un film diretto da Karim Ainouz, ed è interpretato da Carol Duarte e Julia Stockler. Questa è la nostra recensione.

Il film ha vinto la sezione Un certain regard nell'ultima edizione del Festival del Cinema di Cannes.

Questa è la trama: Siamo negli anni '50 in Brasile, in una società profondamente maschio-centrica, in cui il ruolo della donna è semplicemente quello della regina della casa. Euridice e Guida Gusmao vivono nella casa dei genitori, immigrati portoghesi in Brasile. Ma la vita le separerà e le due donne intraprenderanno un percorso di vita diametralmente opposto, senza perdere mai la speranza di ritrovarsi.

Il film di Ainouz è stata una delle sorprese più interessanti dell'ultimo festival di Cannes, molto apprezzato dalla critica. Il titolo, erroneamente, sottolinea con maggior forza il ruolo di Euridice nella pellicola: in realtà la storia delle due sorelle scorre parallela inframezzate dalle lettere che Guida scrive ad Euridice, ed è una vita difficile, di privazioni, di scontri contro muri di gomma e contro una società che non contempla che una donna possa avere dei sogni e degli obiettivi.

Girato con eleganza, il film poggia le basi su una fotografia interessante e particolare. La storia è ben sceneggiata, a tratti commovente, ed un finale intenso e catartico, interpretato da Fernanda Montenegro, unica attrice brasiliana ad essere entrata nella cinquina degli Oscar.

Volendo cercare una nota negativa in questo titolo, valutiamo la visione dell'universo maschile abbastanza semplicistica: nella pellicola gli uomini sono tutti maiali, cattivi o insensibili, mentre le donne sono tutti personaggi positivi. A nostro avviso, una scelta poco affine a quella che è poi la realtà.

Detto ciò, La vita invisibile di Euridice Gusmao è un film che merita la visione e merita di essere apprezzato.

La vita invisibile di Euridice Gusmao
3.5