Ha conquistato il Leone d'Oro a Venezia, la miglior regia ai Golden Globes, e attualmente é candidato a 13 Premi Oscars, vi presentiamo la nostra recensione di The Shape of Water di Guillermo Del Toro.

Nel 2006 il regista messicano ha conquistato il grande pubblico con "Il Labirinto del Fauno", una favola dark ambientata nella Spagna franchista, e con questo suo ultimo lavoro conferma il suo sentimentalismo ambientandolo negli anni della Guerra Fredda, in un'epoca in cui la speranza é ai minimi livelli.

Sin dalle prime scene siamo davanti ad una storia fantastica che a tratti potrebbe ricordarci la poetica de "Il favoloso mondo di Amelie", ma é solo apparenza perché sin da subito la narrazione si sposta sul fantasy riconoscendo lo stile del regista messicano.

Conosciamo una donna minuta, Eliza (Sally Hawkins) che lavora come inserviente all'interno di una base militare, dove un giorno viene portata una misteriosa creatura dai lineamenti anfibi (Doug Jones). Sin da subito la ragazza é incuriosita da questo misterioso essere, come se riconoscesse in lui la solitudine che ha sempre vissuto lei nell'arco della sua vita.

Eliza é affetta da mutismo, ma questo non é mai stato un ostacolo per lei, sul lavoro é affiancata da Zelda (Octavia Spencer) che riesce benissimo ad esprimersi anche per lei, mentre a casa le sue uniche conversazioni avvengono con il vicino di casa Giles (Richard Jenkins).

Guillermo Del Toro ci mette di fronte alla paura, alle diverse forme sotto cui si presenta, rappresentata da un mostruoso essere da vivisezionare, le cui potenzialità sono a tutti sconosciute, paura di sentirsi incompleti e soli. Eppure c'è un'arma, potentissima, in grado di sconfiggere questa paura: l'amore.

Le splendide note di Alexandre Desplat incorniciano i toni delicati regalando maggior fascinazione al cromatismo estetico fotografato magistralmente da Dan Laustsen.

Lo spettatore si trova in equilibrio perenne tra la realtà frigida e burrascosa del perenne scontro tra Stati Uniti e Russia di quegli anni ben rappresentata dalla crudeltà del colonnello Strickland (Michael Shannon) e la dolcezza del sentimento e dell'immaginario di Eliza. Ci si ritrova avvolti e fluttuanti all'interno dell'empatia intima che si innesca tra la giovane donna e la creatura che intimorisce tutti, tranne lei con cui riesce a connettersi.

Guillermo Del Toro ci regala una storia visionaria e affascinante, un ritratto poetico con sfumature dark.

"The Shape of Water" di Guillermo Del Toro uscirà nelle sale italiane il 14 febbraio, distribuito da 20th Century Fox.

The Shape of Water, di Guillermo Del Toro
  • Maria Teresa Ruggiero
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