Star Trek Beyond è il terzo capitolo della rinata saga fantascientifica, alla regia Justin Lin, nel cast Chris Pine, Zoe Saldana, Idris Elba, Zachary Quinto e Simon Pegg.

Prima di iniziare la recensione di questo film voglio fare una premessa essenziale affinché possiate comprendere maggiormente il mio pensiero.

Io mi definisco un trekkie convinto,  ma non un purista e, pertanto, non estremo e radicale, ciò vuol dire che il mio approccio alla visione del terzo capitolo di una saga riavviata in una time line alternativa chiamata universo Kelvin è stato particolarmente critico e, forse, per alcuni potrebbe apparire non obiettivo al 100/100, perché offuscato da una sorta di malinconia e attaccamento ad una serie televisiva nata nella seconda metà degli anni ’60, grazie ad un folle ma coraggioso visionario chiamato Gene Roddenberry, il padre indiscusso di una saga destinata a diventare uno dei più longevi e più amati franchise di fantascienza: Star Trek. Ma una cosa è certa, questa mia grande passione mi permette, comunque, di riconoscere la validità o meno di una pellicola di fantascienza.

Star Trek per Gene Roddenberry  significava:  coraggio, audacia, sentimento e poi: curiosità, passione, ironia, ma significava anche il superamento dei limiti dello spazio e del tempo, o quelli di una società retrograda ed egoista che tende a tenerci chiusi in stretti confini, non facilmente superabili.

Come ho già detto Star Trek Beyond è ambientato nell’Universo Kelvin,  in quel ramo del tempo che devia dall’originale universo Roddenberryano, creatosi a causa di distorsioni Spazio/Temporali dovute alle azioni di Nero, un terribile Romulano che distruggerà la nave stellare USS Kelvin NCC-0514 ,  con a bordo il Primo Ufficiale George Kirk, il padre del più famoso James Tiberius Kirk, colui che diventerà il Capitano della USS Enterprise NCC 1701. Tutto questo è successo in “Star Trek - Il Futuro Ha Inizio”, il primo capitolo di questa rinnovata Saga.

In Star Trek Beyond, diretto da Justin Lin, per la prima volta alle prese con un film di pura fantascienza, ritroviamo, come negli altri precedenti due episodi, i personaggi nati nella Serie Classica:

  • Il Capitano: J. T. Kirk (Chris Pine);
  • Il Primo Ufficiale Scientifico: Spock (Zachary Quinto);
  • l’Ufficiale Medico: Leonard McCoy (Karl Urban);
  • Il Timoniere: Sulu (John Cho);
  • l’Ingegnere Capo: Montgomery Scott (Simon Pegg);
  • La Responsabile delle comunicazioni: Uhura (Zoë Saldaña);
  • Il Navigatore e addetto alle armi: Pavel Checov (Anton Yelchin)

Non è mia abitudine spoilerare e, pertanto, non lo farò neanche questa volta, quindi non entrerò in dettagli che possano anticipare passaggi essenziali, ma cercherò di analizzare in maniera approfondita il senso di questo film.

Kirk e il suo equipaggio, a circa tre anni dall’inizio della loro missione quinquennale, volta alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, incontreranno una misteriosa minaccia che metterà in pericolo l’intera “federazione” e porterà alla distruzione della Enterprise, smembrando e gettando nel più totale sconforto l’intero equipaggio.

Iniziamo col dire che il compito del regista Justin Lin non è stato per nulla facile, essendo subentrato alla pesante e difficile eredità lasciatagli da J.J. Abrams, il fautore della rinascita di questo franchise che, effettivamente,  aveva tradito le aspettative dei fan più accaniti, i quali non riconoscevano i primi due capitoli come appartenenti all’universo trekkiano.

Ecco, quindi, l’operazione di decostruzione e ricostruzione operata da Justin Lin e dai due sceneggiatori Simon Pegg e Doug Jung che hanno cercato, in qualche modo, di legare maggiormente Star Trek Beyond  alla TOS (The Original Series), riuscendoci solo in parte.

In effetti molte ambientazioni ricordano quegli  strani e nuovi mondi esplorati da Shatner, Nimoy, DeForest Kelley e Compagni, qui, inoltre, ritroviamo i simpatici e classici “scontri” tra il logico e freddo Spock con l’ironico e tagliente McCoy.

I personaggi vengono maggiormente calcati nel loro intimo, ma lo spirito Roddenberryano è ancora estremamente rarefatto e le poche pulsioni progressiste e liberali sembrano più che altro delle scelte un po’ ruffiane.

Nel film non mancano, comunque, grandi scene d’azione, dove il regista è indubbiamente un gran maestro, anche se la folle corsa in motocicletta di Kirk poteva essere, a mio avviso, evitata, sembrando quasi una citazione di passate esperienze cinematografiche di Lin, deludente il villain Krall, interpretato da un Idris Elba un po' sottotono, sorprendente, invece, è la guerriera Jaylah, interpretata dalla giovane Sofia Boutella.

Doveroso, inoltre, il ricordo di Nimoy e l’annuncio della morte dell’anziano ambasciatore Spock, l’unico vero ponte di collegamento tra il  vecchio e il nuovo corso del franchise.

Emozionante è vedere  purtroppo per l’ultima volta  Chekov/Anton Yelchin, scomparso da poco che in Star Trek 4 non sarà rimpiazzato da nessun altro attore.

In conclusione, Sar Trek Beyond è un buon film di fantascienza, episodico e scollegato, se vogliamo, da “Il Futuro Ha Inizio” e “Into Darkness”.

Ma il classico Star Trek rimarrà unico ed irripetible, come è giusto che sia, perché nato in un contesto storico estremamente diverso dall'attuale.

Sicuramente anche questo ultimo capitolo di questa riavviata Saga sarà bersagliato dalle critiche di chi si sentirà nuovamente tradito per la mancanza di una vera e propria continuità tra il passato ed il nuovo. Purtroppo il tentativo di fidelizzazione è una logica di mercato e, in questo caso,  dell’industria cinematografica che spesso, anche per mancanza di creatività, punta su remake, spin off,  reboot e prequel.

Voto 7,5

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.