Promises
Festival del Cinema di Roma Recensioni

Recensione: Promises, il dramma francese con Favino presentato alla Festa del Cinema di Roma 2021


Vi presentiamo la recensione di Promises, presentato in selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma. Il dramma scritto e diretto da Amanda Sthers, con uno straordinario Pierfrancesco Favino che ci regala un’interpretazione a tratti commuovente.

Promises con protagonisti Pierfrancesco Favino, Kelly Reilly e Jean Reno, nasce da una produzione Indiana Production, Vision Distribution, Barbary Films e Iwaca in collaborazione con SKY e Amazon Prime video.

Promises: trama

Quando arriva il grande amore travolge tutto quello che incontra. Alexander (Pierfrancesco Favino) è un uomo con un’infanzia difficile alle spalle, finalmente felice con sua moglie e la loro bambina. Laura (Kelly Reilly) è una gallerista d’arte in procinto di sposarsi. Quando si incontrano a una festa capiscono al primo sguardo che non avranno scampo. Ma la vita sembra avere altri piani per loro. Tra scelte che non riusciranno a compiere e un destino ripetutamente beffardo, attraverseranno tutta la loro esistenza tormentati da un sentimento che li divora. Perché un amore mai vissuto è un amore che non potrà mai morire.

Recensione: Promises, il dramma francese con Favino presentato alla Festa del Cinema di Roma 2021
Pierfrancesco Favino in Promises (Foto di Gianni Fiorito)

Promises é il racconto di una grande storia d’amore che non segue la ragione, ma l’istinto del momento in cui scocca quella scintilla che non ti fa perdere la razionalità. Pierfrancesco Favino recita in inglese e lo fa, perdendo qualsiasi percettibile inflessione, ed é il protagonista perfetto per questo dramma di produzione italo-francese. Mette in scena il dramma personale del suo personaggio, Alexander, che decide di vivere a Londra operando come mercante di libri antichi e, provando ad allontanarsi sempre più da quella vita piena di ferite e dal rapporto conflittuale con il nonno interpretato da Jean Reno.

Il richiamo verso l’Italia é sempre forte, ma le dolorose perdite come quella del padre Vittorio (Giulio Corso) e del suo primo grande amore, trasforma il Bel Paese in una terra di fantasmi dalla quale cerca costantemente di fuggire ma, che allo stesso tempo si ripresentano lungo la sua vita. Alexander é come il Cosimo Piovasco di Rondò de Il Barone Rampante, l’ultimo libro che stava leggendo suo padre poco prima della sua dipartita, e come lui sembra rifiutarsi di scendere dall’albero sul quale é salito e, nel frattempo si è costruito una vita non estremamente ricca di aspettative.

Il tempo, in Promises, non è rappresentato da una linea retta, lineare, bensì da una spirale in cui passato, presente e futuro si rincorrono per incrociarsi. Il destino beffardo porta Alexander a prendere decisioni ben lontane da quelle desiderate, rincorrendo quell’amore che gli è sfuggito tormentandolo per quasi tutta la sua vita.

Il film é tratto dall’omonimo romanzo di Amanda Sthers che ne cura il suo adattamento cinematografico, aprendo un vortice di sentimenti che si incontrano e scorrono lungo la spirale temporale dove, dissemina riferimenti letterari. Uno di questi, rappresenta il filo sottile che riecheggerà per tutto il film, consegnando allo spettatore una narrazione senza colpi di scena – frenata come quell’amore mai vissuto e che non potrà così mai morire – ben incorniciata da una notevole colonna sonora firmata da Andrea Laszlo De Simone.

Promises, diretto da Amanda Sthers uscirà nelle sale il prossimo 18 novembre, distribuito da Vision Distribution.

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Editor's Rating:
2.5

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