Raised by Wolves recensione prima stagione
Recensioni

La recensione della prima stagione di Raised by Wolves

Si è appena conclusa su Sky la prima stagione di Raised By Wolves, la serie fantascientifica HBO, prodotta e in parte diretta dal grande Ridley Scott. Ecco la recensione dei primi dieci episodi, che sono tutti ancora disponibili sulla piattaforma on-demand di Sky. La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione

Raised by Wolves presenta un cast formato da Travis Fimmel, noto al grande pubblico per il ruolo di Ragnar Lothbrok in Vikings, Amanda Collin e Abubakar Salim.

In un futuro non meglio specificato due androidi vengono lanciati sul pianeta Kepler 22. Lì, dovranno allevare dei bambini e ricostruire una nuova umanità, lontano dalle guerre e dalle divisioni religiose della loro terra natale. Ma Kepler 22 è un pianeta ostile, pieno di misteri e minacce e crescere dei figli non sarà per nulla facile.

In decenni di visione malata e compulsiva, noi appassionati abbiamo imparato che il termine “fantascienza” o “sci-fi” può racchiudere al suo interno una miriade di diverse declinazioni e sfaccettature. L’esplorazione dello spazio e l’innovazione tecnologica alla Star Trek; il futuro fantasy in stile Star Wars; un destino distopico e drammatico sulla terra, pieno di dilemmi etici e morali tipo Hunger Games o Handmaid’s Tale; il tema dell’intelligenza artificiale come in Westworld e chi più ne ha più ne metta.

Raised By Wolves, e qui si vede tantissimo la mano di Ridley Scott, non rientra sostanzialmente in nessuna di queste categorie, ma allo stesso tempo va a toccare tutti i grandi filoni narrativi della fantascienza. Si tratta di un prodotto raffinato, difficile, assolutamente non per tutti, contraddistinto da una scrittura complessa, affascinante ma spesso un pò contorta e poco accessibile.

Questa prima stagione di Raised by Wolves riflettere, eccome, su tantissimi temi che sono alla base della nostra vita. Il focus principale è sulla religione, con la contrapposizione tra la voglia di aggrapparsi a qualcosa di superiore contro la tendenza a rimanere con la razionalità, con una visione “terrena”. Queste due diverse visioni del mondo sono rappresentate dai Mitraici, i religiosi, chiaramente ispirati ai cristiani ma che, per evitare grosse polemiche, sono stati “modificati” e mixati con il culto tardo romano del Sol Invictus e dagli Atei, coloro che non credono in nessun dio.

E’ una contrapposizione a volte netta e a volte, questo è uno dei messaggi di Ridley Scott, molto più sottile, che si manifesta chiaramente attraverso l’educazione dei figli e i diversi valori con i quali gli androidi atei da una parte e i mitralici dall’altra, vogliono educare le future generazioni. E proprio la crescita dei figli e l’educazione genitoriale rappresenta, nettamente, il tema in cui Raised By Wolves, raggiunge l’eccellenza. Nessun’altra serie, in tempi recenti, è stata neanche lontanamente in grado di trattare queste tematiche con tale profondità e innovazione allo stesso tempo.

Il merito, oltre che della scrittura, è di due attori quasi sconosciuti ma eccezionali, la danese Amanda Collin (mother) e il britannico Abubakar Salim (father). Entrambi straordinari nel ruolo di genitori androidi, costretti a recitare con queste terribili tute plastiche grigie. La profondità e lo spessore della recitazione meritano certamente una candidatura agli Emmy Awards.

Molte altre cose di questa serie, purtroppo, non sono da Emmy e per ora impediscono alla prima stagione di Raised By Wolves di portarci sulle vette dell’eccellenza assoluto nel Sci-fi. Anzitutto l’ambientazione è incredibilmente monotona. Considerando il budget HBO, una specie di piazzale desolato con quattro capanne e una generica boscaglia, non sono assolutamente sufficienti per quasi 10 ore di programmazione. Speriamo che vada meglio con la seconda stagione. Altra cosa da smussare assolutamente in vista dei nuovi episodi è la parte “surreale/metafisica”, aspetto su cui agli sceneggiatori è clamorosamente partito l’embolo, soprattutto nella seconda parte della stagione.

Dulcis in fundo una menzione d’onore per un aspetto che, specialmente, in una serie sci-fi, riveste un’importanza non secondaria: la sigla iniziale. In questo Raised By Wolves si colloca al top assoluto delle genere con un mix visivo e sonoro al top. Complimenti a Ben Frost!.

Classificazione: 3 su 5.

Raised by Wolves
La recensione della prima stagione di Raised by Wolves

Director: Ridley Scott

Date Created: 2021-03-12 10:31

Editor's Rating:
3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.