Poco prima di Capodanno è uscito nelle sale Passengers, film fantascientifico dal budget notevole, diretto dal regista del riuscitissimo The Imitation Game, il norvegese Morten Tildum, ora protagonista della nostra recensione.

Le due star del cast, assai ristretto vista la trama, sono la gallina dalle uova d’oro di Hollywood e attualmente attrice più pagata al mondo, Jennifer Lawrence e la star di blockbusters e cinecomics, Chris Pratt.

TRAMA

In una Terra oramai sovrappopolata e invivibile (già sentito?!?) i più fortunati tentano la fuga per andare a colonizzare nuovi mondi in altri sistemi solari. Trent’anni fa la nave stellare Avalon ha lasciato la Terra con a bordo cinquemila persone ibernate all’interno di capsule di raffreddamento, diretta verso Homestead II, pianeta adatto alla vita umana. Improvvisamente durante il viaggio la capsula di Jim Preston subisce un malfunzionamento e il malcapitato si sveglia a bordo di una nave deserta. Venendo assistito solo dalla voce del computer di bordo e dai consigli di un barista androide, Jim si rende presto conto di un atroce verità: lui è solo in una nave immensa, programmata per svegliare il resto dei passeggeri soltanto tra novant’anni, quando è previsto l’arrivo sul nuovo pianeta e quando lui sarà già morto. In preda alla disperazione, Jim prende una decisione tremenda, crudele ma allo stesso tempo umana. Decide di svegliare la più bella donna che si intravede tra i vetri delle altre migliaia di capsule, Aurora Lane.

La RECENSIONE

E fino a qua, leggendo la trama, potrebbe anche suonare interessante come situazione. Ma il problema di Passengers è che tutto, ogni singolo aspetto, viene trattato e raccontato con una superficialità imbarazzante e una banalità da cinepanettone. Da Elysium (male male) a Interstellar (benino) sono molte le pellicole che negli ultimi anni si sono buttate con budget mostruosi e cast (quello si) stellare nel cavalcatissimo mondo dei racconti distopici, nei quali quello che resta dell’umanità fugge da una Terra distrutta verso altri lidi nello spazio. Passengers, niente di più niente di meno, tenta il medesimo esperimento e fallisce miseramente.

Già dalle prime battute si intravede la caratteristica principale del film: una lentezza quasi offensiva. Jim Preston, interpretato da Chris Pratt, per carità, ha un bel faccino e piace alle donne, ma dopo quaranta minuti a vederlo girovagare da solo per questa nave immensa, a cercare di sfondare porte e finestre, già viene allo spettatore medio una sinistra voglia di uscire dalla sala e andare a prendere un pacco da 12 di bomboniere Algida. Poi finalmente, penserete voi, dopo che Jim ha preso in maniera assai poco approfondita e piuttosto meccanica la decisione di porre fine anche alla vita di un’altra passeggera, Aurora Lane (Jennifer Lawrence), svegliandola dal sonno trentennale, verrà il bello! Meravigliosa storia d’amore tra due bellissimi di Holliwooo…

Macchè…anche in questo caso una noia mortale. Veloce sveltina che si intravede soltanto, baci e abbracci, tutti felici e contenti, fino a quando arriva la prevedibile rottura strutturale della nave nella quale, anche questo assai poco originale, torna più in forma che mai il mitico schema hollywodiano: salva la pupa e salva il mondo. Non ci siamo ragazzi, non ci siamo proprio! Questo film è veramente brutto e alcuni momenti rasentano il ridicolo. E’ un peccato, perché come detto l’idea poteva essere anche buona, ma è stata realizzata veramente con i piedi. I pochi spunti d’interesse, come ad esempio la differenza delle classi sociali sulla nave, il dilemma della solitudine umana, il gusto dell’ignoto, sono solo accarezzati con imbarazzante inadeguatezza e poi abbandonati lì, come nulla fosse, per lasciare spazio a continue ed inappropriate citazioni prese da altri film e a ridicole e scontate frasi blockbuster di bassissima lega tra i due protagonisti.

Certo, potrebbe dire qualcuno, ne Jennifer Lawrence ne Chris Pratt fino ad ora nella loro carriera si sono mai distinti per ruoli abbastanza profondi e per interpretazioni da oscar, ma in questo caso, come spesso accade, la colpa non è degli attori, ma di una scrittura incredibilmente povera e di una trama dove non funziona niente. Nonostante la disponibilità di oltre 100 milioni di dollari di budget Passenger non riesce a coinvolgere in nessun aspetto. Come film impegnato è impresentabile, superficiale, scontato e privo di qualsiasi profondità. Ma anche come pellicola commerciale, e questo forse risulta più grave, ha delle lacune importantissime, con un ritmo da ninna nanna e scene d’azione prive di adrenalina.

Dopo quasi due ore e venti di estenuante proiezione di Passengers, nella migliori delle ipotesi, uscirete dal cinema con un senso di vuoto, quello si, degno dello spazio profondo. Chi ama davvero la fantascienza, invece, si sentirà quasi insultato per la superficialità con cui questo film tratta temi che hanno emozionato milioni di telespettatori.

In Sintesi:

PASSENGERS E’ UN FALLITO TENTATIVO DI MIX TRA STORIA D’AMORE E VIAGGIO INTERSTELLARE. DUE PROTAGONISTI BELLISSIMI E FAMOSISSIMI NON RIESCONO, NEANCHE IN MINIMA PARTE, A SALVARE UN FILM DALLA TRAMA INCREDIBILMENTE LENTA E SUPERFICIALE. SCONSIGLIATO A CHI ERA INDECISO, SEVERAMENTE PROIBITO A CHI AMA DAVVERO LA FANTASCIENZA

Il Verdetto 4.0

2 thoughts on “[Recensione] Passengers, due ore di sonno galattico in compagnia di Jennifer Lawrence

  1. Non sono per niente d’accordo con la tonnellata incredibile di letame che l’autore della recensione cosparge su ogni singolo aspetto del film, ogni singolo aspetto, ok non un filmone da ricordare per sempre ma a volte mi chiede se abbiamo visto lo stesso film, solo una cosa mi viene da pensare, che ci si crede critici d’arte, esperti di cinematografica e poi si parla male di un film che nella prima mezz’ora è intrigante e atmosferico, la scelta di risvegliare Aurora è stata sofferta, sembra che l’autore della recensione non abbia empatia per un povero uomo solo da 1 anno, come biasimarlo? Solo il finale lo avrei riscritto così:SPOILER SPOILER SPOILER——————————-
    Spoiler SPOILER———————–SPOILER

    Spoiler spoiler ———————Spoiler spoiler

    Sarebbe stato carino che nel finale avessero deciso di fare un figlio/a e una volta cresciuto/a tipo verso i 30 anni ( loro ne avrebbero avuti circa 70/75) lo/l’ avessero ibernato/a nella capsula medico fino all’arrivo della Avalon su Homestead II, così che almeno lui/lei frutto del loro amore e continuazione della famiglia potesse vivere sul nuovo pianeta o addirittura decidere di tornare sulla Terra.
    Potenzialmente avrebbe potuto ottenere un cospicuo risarcimento col quale godersi la vita…

    1. Ciao Antimateria, sono il direttore del sito, piacere!

      E’ ovvio che ci possono essere diversi punti di vista per ogni film da persona a persona (tra l’altro noi in alcuni casi abbiamo in database tre recensioni differenti per ogni film, così da dare spazio a diverse concezioni della critica).

      Personalmente non avrei dato un valore tanto basso al film, anche se mi ritrovo con molte delle valutazioni fatte dal mio collaboratore, detto questo non puoi non convenire con me che si tratta di un film privo di originalità che, fatta eccezione per la discreta premessa narrativa iniziale, annaspa per buona parte della visione per gli aspetti tecnici, sceneggiativi e registici, lasciando al solo talento dei due attori il peso di un film da 110 milioni di dollari.

      Se spendo 110/130 milioni di dollari ed ingaggio Chris Pratt e Jennifer Lawrence per il cast, devo anche dare al pubblico qualcosina di più no?

      ….ps

      sul finale descritto da te, giuro mi ritrovi pienamente d’accordo…è stata la prima cosa che ho detto a mia moglie al termine del film.

      Spero che, a dispetto dal tuo disaccordo con questa recensione, te trovi Universal Movies un buon sito.

      Ti aspettiamo per nuovi post news e post critici!!!