A 10 anni dall’uscita nei cinema del mitico action movie Shooter, con Mark Wahlberg, l’emittente Usa Network ha deciso di riprendere in mano le vicende dell’infallibile cecchino Bob Lee Swagger e farne una serie tv. Così come il film, anche la serie tv in onda su Netflix è direttamente tratta dal romanzo Point of Impact di Steven Hunter.

Sarà riuscita Usa Network a confermare sul piccolo schermo il buon successo del film e del libro, senza semplicemente allungare un brodo già più volte assaporato?

La Trama:

Il pluridecorato tiratore scelto dei Marines Bob Lee Swagger, oramai in congedo, viene richiamato dal suo ex comandante in Afghanistan, Isaac Johnson, per compiere un’ultima, speciale missione. La Cia ha ricevuto una soffiata nella quale si dice che il presidente degli Stati Uniti, in visita a Seattle, sarà oggetto di un attentato da parte di un cecchino e Bob Lee, viste le sue conoscenze tecniche impareggiabili, deve scoprire chi, dove e da quale distanza tenterà di sparare al Presidente con un fucile di precisione. Ignaro della trappola nella quale è finito, Swagger viene incastrato nell’appartamento del cecchino con un fucile in mano. Ricercato da Cia, Fbi e tutte le forze militari statunitensi è costretto a lasciare moglie e figlio e a scappare per dimostrare la sua innocenza.

La Recensione:

Nello sterminato panorama di serie tv action del catalogo Netflix molti appassionati avranno scelto di guardare almeno l’episodio pilota di Shooter, per vedere come e quanto questo assomigliasse al film e in che modo, invece, si discostasse. La trama, diciamolo subito, è molto simile, anche troppo. L’intreccio narrativo è quasi identico a quello del film di dieci anni fa, semplicemente cambiano l’ambientazione e il ruolo, oltre che il destino, di alcuni personaggi coinvolti nella cospirazione.

Altra cosa che cambia, purtroppo dobbiamo dirlo, è l’attore protagonista. Mark Wahlberg diventa produttore della serie e i panni dell’inarrestabile tiratore Bob Lee Swagger sono vestiti da Ryan Phillippe. Inutile nascondersi, è un cambio a perdere. Phillippe pecca sia nella profondità interpretativa che, forse ancora più grave, in quella verve, quella coattagine fondamentale se si sta lavorando su un prodotto action  che Mark Wahlberg era stato bravissimo a trasmettere al pubblico oramai dieci anni fa.

Il nuovo Swagger è un personaggio piatto, un killer silenzioso senza spessore artistico che quando non imbraccia il fucile è incapace di emozionare lo spettatore. Stesso discorso per una scontata moglie e madre disperata, Shantel Van Stanten e per uno banale cospiratore come se ne sono visti a milioni, Omar Epps. Unica nota di rilievo nel cast è l’ottima ed emergente Cynthia Addai-Robinson come agente Nadine Memphis, oramai perfettamente a suo agio nel ruolo che, costantemente sia al cinema che in tv, le viene proposto, l’agente dell’FBI.

La serie tenta e in parte riesce a replicare il ritmo asfissiante e frenetico che aveva contraddistinto sia il romanzo che il film di dieci anni fa. Difficilmente ci si annoia tra una sparatoria, una scazzottata e un dialogo sulle grandi menti cospiratrici che controllano il mondo. Le scene d’azione sono tante e realizzate con cura e i fanatici di armi (fortunatamente più negli Stati Uniti che in Italia) apprezzeranno l’estrema minuzia con la quale vengono riprodotte e raccontate le varie tipologie di armi.

Oltre l’adrenalina e la voglia di sapere chi e cosa ci sia dietro l’intrigo che ha incastrato Swagger (non che ci voglia un genio…) non c’è molto altro. Nessuno spunto di riflessione politica o morale, zero profondità nelle relazioni interpersonali e un finale della prima stagione incredibilmente banale e scontato. Per un Action Movie possiamo accettarlo, ma in un serie che è già stata confermata per la prossima stagione, una tale povertà è più dura da digerire.

In Breve:

SHOOTER E’ UNA MASTICABILE SERIE TV ACTION, TUTTA ADRENALINA E PALLOTTOLE, CHE SI APPOGGIA AD UN PRODOTTO DI SUCCESSO DEL PASSATO. BEN POCO E’ STATO FATTO PER ARRICCHIRE LA TRAMA E I PERSONAGGI, PER RENDERLI DEGNI DI UNA PRODUZIONE  DEL 2017. OLTRE A QUALCHE BELLA SPARATORIA E UN CLINIC SU TUTTI I FUCILI DA CECCHINO DEL MONDO, NON C’E’ MOLTO ALTRO.

VOTO 5