La mappa delle piccole cose perfette recensione
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Recensione La Mappa delle Piccole Cose Perfette, su Amazon Prime Video


Vi proponiamo la recensione di La Mappa delle Piccole Cose Perfette (The Map of Tiny Perfect Things), il film prodotto da Akiva Goldsman, diretto da Ian Samuel e sceneggiato da Lev Grossman. Nel cast troviamo come protagonisti due giovani attori: Kathryn Newton e Kyle Allen, completano il cast Jermaine Harris, Anna Mikami, Josh Hamilton, Cleo Fraser e Jorja Fox.

Un ragazzo di nome Mark, a causa di una distorsione temporale, è costretto a vivere continuamente la stessa giornata. Presto Mark incontra Margaret, anch’essa bloccata in questo strano loop, ne segue una tenera storia d’amore. Nell’indecisione di continuare a vivere in questo eterno ciclo o cercare un modo per sfuggirne, entrambi cercano di scoprire le piccole cose che possono rendere questa giornata perfetta.

Recensione La Mappa delle Piccole Cose Perfette

La Mappa delle Piccole Cose Perfette riprende un cliché usato molte volte nella cinematografia fantascientifica: il “Loop Temporale”, ovvero i protagonisti sono intrappolati all’interno di un circolo chiuso del tempo. Una tecnica narrativa vista per esempio in Ricomincio da Capo, il film del 1993 con Bill Murray, ma anche in Source Code di Duncan Jones e Edge Of Tomorrow con Tom Cruise, queste ultime due produzione più marcatamente fantascientifiche rispetto alla prima.

Essendo indirizzato verso un pubblico più giovane, in La Mappa delle Piccole Cose Perfette (in originale The Map of Tiny Perfect Things) la storyline vira pertanto in un contesto nettamente diverso rispetto a quello degli illustri predecessori. Qui la fantascienza è solo un elemento funzionale per raccontare la gioia di vivere e, forse, la paura di crescere dei due giovani protagonisti.

Dobbiamo riconoscere che il film, pur prevedibile e scontato nella sua narrazione, riesce comunque ad emozionare. Il buon affiatamento tra i due giovani attori “Kathryn Newton” e “Kyle Allen” rende più credibile e godibile la storia d’amore vissuta e ripetuta nel loop dai protagonisti. Buona la regia che sa comunque colmare le mancanze di una sceneggiatura tenue e debole.

La fotografia è luminosa, le ambientazioni non tendono mai ad incupire, mentre l’atmosfera che si respira è rarefatta, ciò serve senza dubbio a sottolineare la leggerezza delle sensazioni e la positività del messaggio intrinseco che si è voluto dare.

In conclusione

Indicato per un pubblico giovane, o per coloro che non hanno voglia di crescere, La Mappa delle Piccole Cose Perfette è una boccata d’aria fresca che, “tra le righe”, sembra voler spingere lo spettatore a ricercare soddisfazioni anche nelle cose che inizialmente possono sembrare superflue o banali. Uno stimolo quindi nel trovare qualcosa di positivo in quelle piccole cose di un quotidiano fatto essenzialmente di insoddisfazioni, routine e delusioni.

Classificazione: 3 su 5.

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