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La recensione della prima stagione di La Ferrovia Sotterranea

E’ disponibile sul catalogo Amazon Prime Video la serie a sfondo storico La Ferrovia Sotterranea, basata sull’omonimo romanzo di Colson Whitehead. Ecco la nostra recensione.

La serie, che racconta l’orrore della schiavitù nel Sud degli Stati Uniti di metà Ottocento è prodotta, tra gli altri, da Brad Pitt, da sempre molto sensibile a questo tema e già produttore del capolavoro 12 anni schiavo, del 2013.

LA TRAMA: in un’immaginaria Georgia di un non meglio precisato decennio del 1800, la giovane schiava nera Cora Randall cerca di fuggire al suo padrone e al suo infame destino. Ma il famoso cacciatore di schiavi Arnold Ridgeway la insegue per tutto il Paese, senza darle tregua. Solo la famigerata “ferrovia sotterranea” usata dai schiavi può dare qualche speranza di successo alla giovane Cora.

LA SERIE: in periodo di grandi tensioni sociali e raziali che attraversano gli Stati Uniti, Amazon Studios lancia la bomba e propone La Ferrovia Sotterranea, serie tratta da un romanzo pluripremiato a livello mondiale e scritto da un autore afroamericano. La Ferrovia Sotterranea, diciamolo subito, non è una serie storica. Si tratta piuttosto di un sottogenere chiamato “fictional history” o “alternative history”, cioè si prende un periodo storico e si stravolge l’esito degli eventi. A questo, il prodotto di Prime Video aggiunge anche qualche piccolo elemento magico/sacrale/fantasy.

Il risultato è una serie vagamente ambientata in una generica Guerra Civile Americana mai conclusasi, nel quale tutto il Sud degli Stati Uniti (e non solo) è ancora dominato dalla schiavitù degli afroamericani. Un escamotage astuto, perché rende praticamente impossibile muovere alcun tipo di critica dal punto di vista della correttezza storica ad una serie che, appunto, è al confine tra storico è fantasy.

La protagonista Cora è interpretata in maniera eccelsa dalla giovane e semisconosciuta attrice sudafricana Thuso Mbedu le cui vicende sono tra le più strazianti che si siano mai viste nella storia della tv. E, in generale, La Ferrovia Sotterranea, è una serie veramente straziante. Bella, ma devastante nella sua tristezza. Nei dieci lunghi episodi non sembra esserci sosta dal continuo dramma di questa donna e dei suoi “affiliati”.

L’antieroe Ridgeway, anche lui personificato in modo straordinario da Joel Edgerton, non da tregua a questa povera ragazza che si trova a scappare in continuazione, senza mai riuscire a liberarsi del cacciatore di taglie e perdendo, di volta in volta, tutte le persone che ama. Come detto, è un dramma incessante. Uno strazio senza soluzione di continuità che rende questa serie, indubbiamente ben fatta e scritta con rara profondità, assolutamente non alla portata di tutti. Molti, infatti, la abbandoneranno prima della conclusione a causa della pesantezza e della eccessiva lentezza di alcuni passaggi.

Un peccato, perché a tratti La Ferrovia Sotterranea tocca davvero l’eccellenza assoluta. Bellissimi e molto realistici, dal punto di vista storico, i discorsi del “cattivo” Ridgeway sul cosiddetto Manifest Destiny. Crude, ma anch’esse assai realistiche, tutte le scene che mostrano l’insensata cattiveria e violenza praticata nei confronti dei neri durante quei decenni. Momenti talmente forti da lasciare sbigottito anche il più scettico o insensibile dei telespettatori.


La Ferrovia Sotterranea
La recensione della prima stagione di La Ferrovia Sotterranea

Date Created: 2021-06-26 14:19

Editor's Rating:
3

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