Questa sera parliamo di Jason Bourne, il quinto capitolo della saga tratta dai romanzi di Robert Ludlum, diretto da Paul Greengrass ed interpretato da Matt Damon, Alicia Vikander, Tommy Lee Jones e Vincent Cassel.

Dimenticata la parentesi poco apprezzata di The Bourne Legacy, con Jeremy Renner nei panni di Aaron Cross (un altro agente vittima dell’operazione Treadstone), la saga cinematografica dedicata all’agente Bourne torna alle origini, mettendo nuovamente al centro della narrazione quel Jason Bourne interpretato per la quarta volta da un Matt Damon, attore sempre più maturo e portato per titoli di questo genere.

Nonostante gli editti del passato, Paul Greengrass ritorna a raccontare le avvincenti avventure dell’agente smemorato Jason Bourne senza dimenticare di applicare al titolo quel suo stile iper realistico e mai sopra le righe, uno stile ampiamente apprezzato dai fan della saga in passato, mancato tremendamente in The Bourne Legacy, il capitolo diretto da Tony Gilroy, uno bravissimo a scrivere storie, molto meno a dirigerle.

Nel suo quarto approccio alla saga Bourne, il regista Greengrass non si risparmia e fin da subito mette in tavola le sue armi migliori, magistrale a tal proposito la costruzione della lunga scena ambientata durante la manifestazione in Grecia, forse meno il modo in cui viene proposta, con scene troppo concitate, che in alcune occasioni risultano poco chiare nella proposizione visiva.

Dal punto di vista prettamente narrativo, Greengrass riesce, non senza qualche piccolo intoppo, a presentare una storia che va a concludere, se vogliamo, la lunga epopea di Jason Bourne, nel farlo riduce alcuni strappi “ammirati” in passato e riempe saggiamente quelli che rappresentavano dei pericolosi buchi narrativi sofferti nei capitoli precedenti. Ovviamente Jason Bourne non gode dell’immunità assoluta, molti tasselli non vanno al proprio posto questo è sicuro, ma di certo svolge il suo difficile compito, far parte meritatamente di una saga che da anni appassiona milioni di persone, non solo per l’azione a spron battuto.

Matt Damon è come il vino, la maturità artistica si apprezza col passare degli anni. Il suo carisma ed una rinata fisicità donano al personaggio fascino e savoir faire, ovviamente il tutto è reso possibile dall’ottima caratterizzazione del suo Jason Bourne, oramai lontano parente dell’agente sprovveduto visto nel primissimo capitolo. Applausi a scena aperta per il premio Oscar Alicia Vikander, siamo davanti al talento puro, ragazzi…!!

…..a proposito che fine farà ora Aaron Cross, l’agente interpretato da Jeremy Renner, protagonista dello spin-off The Bourne Legacy?! Questo rimane un mistero!!!!

Il Nostro Verdetto 7-