Abbiamo avuto la possibilità di assistere all’anteprima stampa della nuova e decisamente politicamente scorretta commedia “IO C’È” scritta e diretta da Alessandro Aronadio. Queste sono le nostre considerazioni.

Partiamo dal cast. I nomi che lo compongono sono quelli di Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Giulia Michelini e Massimiliano Bruno, il che lascia pochi dubbi su quella che sarà la loro interpretazione. Divertente, sprizzante e come sempre ammaliante.

Nel film si racconta di una nuova religione chiamata "IONISMO" che pone l'io al centro di tutto, e Aronadio - tal proposito -sembra aver messo in conto eventuali proteste da parte della Chiesa Cattolica, anche perchè nonostante i consigli di alcuni prudenti amici che lo spingevano a lasciar perdere, ha continuato a sviluppare il progetto.

Il regista è infatti convinto che si possa ridere perfino delle "cose sacre":

"Trovo che ci potrebbe essere qualcosa di intrinsecamente comico nelle religioni: gli abiti liturgici, le storie che raccontano, i rituali, le coreografie".

A capitanare il cast, nei panni del proprietario di un bed & breakfast “MIRACOLO ITALIANO” è Massimo Alberti (Edoardo Leo) il quale, per non far fallire la propria attività, si inventa appunto lo Ionismo. Ad accompagnare Massimo nella sua missione verso l’assoluzione da tasse e contributi ci sono la sorella Adriana, tra l’altro commercialista,(Margherita Buy) e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore senza lettori e ideologo perfetto del nuovo credo.

Senza fare troppi giri di parole, Alessandro Aronadio riesce a far decisamente centro e, con "Io c'è", ci fa uscire dalla sala con il sorriso, certo, ma anche con quelle domande che ciascuno di noi almeno una volta nella vita si è posto. A tal proposito vi proponiamo le sue parole:

Lo Ionismo del mio film dice che al centro dell’uomo deve esserci l’Io, è non Dio. un concetto questo che,traslato su ogni aspetto della nostra vita,religioso, politico i social e che sia, mi sembra estremamente contemporaneo.” (Alessandro Aronadio)

Sul grande schermo viene mostrato quel bisogno, quasi innato, dell'uomo di credere necessariamente in qualcosa, quel qualcosa che possa salvarlo dalla propria realtà e dai propri problemi. Viviamo in un’epoca in cui un blogger si crede uno scrittore e uno youtuber un opinionista, perché allora un fedele non può riconoscere in se stesso un profeta? Come dice Marco, l’ideologo della religione Ionista:

“ NON AVRAI ALTRO DIO ALL’INFUORI DI TE.”

Ma non è sempre facile riuscir a seguire tutti quei comandamenti imposti dalla religione è quasi impensabile che qualcuno ci dica cosa dover mangiare e come doverci vestire. Ma allora perché si continua a credere in quelle che Marco chiama le "religioni plausibili"? Questo è il grande quesito di "Io c'è". Perché, in fondo, le religioni sono come le favole che ci raccontavano quando eravamo bambini: non ci importava sapere se fossero vere o meno, l'importante era che ci facessero dormire sereni.

Ora tocca a voi trovare le differenze.

Io C'è
  • Carlotta Colaleo

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