House of Gucci Commento Recensione
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Recensione: House of Gucci, storia di una famiglia attratta dal potere


Finalmente è arrivato nelle sale italiane uno dei film più attesi e su cui la stampa ha discusso negli ultimi mesi, House of Gucci, ultimo lavoro diretto dal regista Ridley Scott con un affollatissimo cast in cui spiccano Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto, Al Pacino e Jeremy Irons.

House of Gucci: trama

Ispirato alla storia della dinastia Gucci, una delle famiglie più celebri nel mondo della moda e, in particolar modo all’ingresso in famiglia di Patrizia Reggiani (Lady Gaga), una ragazza di umili origini, che sposerà il giovane Maurizio Gucci (Adam Driver). La sfrenata ambizione di Patrizia inizierà a incrinare i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di tradimenti, decadenza, vendetta e, omicidio.

È il 1995, Maurizio Gucci, erede della famiglia Gucci, viene ucciso nell’androne del palazzo dove ha sede il suo ufficio, a commissionare il suo omicidio la sua ex moglie Patrizia Reggiani.

La famiglia Gucci é una delle dinastie dominanti della moda a livello internazionale e, Ridley Scott prova a tracciarne il ritratto della stirpe che, non è stato particolarmente apprezzato dagli eredi.

House of Gucci è l’adattamento del libro di Sara Gay Forden, House of Gucci. Una storia vera di moda, avidità, crimine, basato sulla sceneggiatura di Becky Johnston e Roberto Bentivegna.

House of Gucci: il commento

Ridley Scott mette in scena un ritratto grottesco della dinastia Gucci con scene al limite del kitsch esagerando con consapevolezza attraverso l’interpretazione a tratti caricaturale di Jared Leto nei panni di Paolo Gucci. Il regista statunitense realizza una narrazione divisa tra passato e presente, tra Milano, Roma, New York e le montagne svizzere.

Sembra di assistere ad una baracconata in cui sfilano look iconici tra parrucche, accessori e canzoni che hanno fatto la storia di quegli anni, senza che via sia una fedele ricostruzione storica, come se la cronaca non sia necessaria per la messa in scena di quello show che dev’essere raccontato.

Ridley Scott ripercorre la storia della dinastia Gucci a partire dall’omicidio di Maurizio Gucci, spostando l’azione dalla Milano di via Palestro al Quartiere Coppedè di Roma, questa scelta di mixare gli scenari romani con i milanesi rende a tratti caotica la messa in scena, ma è un dettaglio che solo chi conosce le due città è in grado di riconoscere. Ci saremmo aspettati una narrazione più crime, mentre lo spettatore assiste ad un melodramma pop, una guerra famiglia basata su tradimenti e colpi alle spalle.

Stefani Germanotta in arte Lady Gaga interpreta un ruolo non facile, proprio perché deve confrontarsi con una persona sfaccettata e inquieta che, tutt’ora è in vita, e le cui decisioni hanno modificato la storia e l’evoluzione di un marchio internazionale. Patrizia Reggiani é una villain intrigante, e Gaga riesce a rappresentarla in quel purgatorio lussurioso con cui combatte sin dal primo incontro con Maurizio.

Adam Driver si mantiene costante con quell’aria algida e a tratti inafettiva che trasmetteva nella realtà Maurizio Gucci, di cui la stampa italiana ha descritto più le insicurezze e il suo condizionamento da parte della compagna, piuttosto che delle sue abilità manageriali che hanno smosso le prime pedine nella modifica gestionale del brand di famiglia.

Poco più di due ore, per una storia che sarebbe stata perfetta per una trasposizione seriale, dal momento che nel minutaggio da lungometraggio vi è un appiattimento ritmico dovuto, sicuramente a vuoti narrativi che il regista e gli sceneggiatori hanno preferito non approfondire.

Un polpettone melodrammatico che si fa apprezzare, ma sicuramente non aspira a rimanere nella storia del cinema, dal momento che non vi è nulla di così iconico da rimanere scolpito nella memoria dello spettatore.

Anzi, lo spettatore a metà film si chiede cosa sta guardando perchè il cambio di lingua dei suoi interpreti scemotta la messa in scena, per questo, forse è meglio assistere alla proiezione nella sua versione doppiata. Il cambio di lingua, random, senza alcun nesso logico se non quello di dimostrare che sul set erano presenti dei coach di lingua italiana, non arricchisce lo spettacolo a cui si assiste anzi lo rende irritante.

House of Gucci, diretto da Ridley Scott con Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto, Al Pacino e Jeremy Irons è al cinema distribuito da Eagle Pictures.


Classificazione: 2.5 su 5.
House of Gucci
Recensione: House of Gucci, storia di una famiglia attratta dal potere

Regista: Ridley Scott

Data di creazione: 2021-12-19 02:03

Valutazione dell'editor
2.5

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