Recensione Gli anni più belli, regia di Gabriele Muccino

A distanza di due anni dal grande successo diA casa tutti bene, Gabriele Muccino torna in sala con un’emozionante storia d’amicizia. Vi presentiamo la nostra recensione de “Gli anni più belli”.

TRAMA: Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma sono quattro ragazzi, amici, pieni di sogni e speranze. Nel corso degli anni le loro vite continueranno ad incrociarsi tra successi e fallimenti, e la loro amicizia proverà a sopravvivere fino ai giorni nostri.

RECENSIONE

Una storia che abbraccia i cambiamenti della vita, delle emozioni che ogni singolo individuo può provare nell’arco della propria vita. Un’amicizia nata tra i moti rivoluzionari studenteschi e che si affaccia al mondo tra delusioni, e sogni da realizzare mentre il mondo sta cambiando e, inevitabilmente influenza la propria strada.

Ispirato a quel “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola (di cui sono stati acquisiti i diritti!), Muccino ci conduce nella vita di quattro ragazzi Giulio (Francesco Centorame), Paolo (Andrea Pittorino), Riccardo (Matteo de Buono) e Gemma (Alma Noce), nei loro sogni, nelle loro speranze, nella loro amicizia che sboccia, si smarrisce e tenta di sopravvivere a denti stretti alle botte che la vita ti presenta senza chiederti il permesso.

Il crollo del muro di Berlino, Mani Pulite, l’11 settembre 2001, la nascita del movimento 5 stelle, non sono date casuali inserite nella narrazione, bensì sono eventi spartiacque che ben evidenziano il forte cambiamento. Una cornice temporale che si intreccia nelle vite dei protagonisti, chi più chi meno.

Gli anni più belli è la fotografia degli ultimi 40 anni di una generazione che è cresciuta col peso di non essere mai abbastanza. Rifarsi a Scola è stato un lavoro molto ambizioso da parte del regista romano che riesce a regalare agli spettatori una storia di cuore. Un vortice emotivo in cui ognuno può immedesimarsi, anche minimamente in un aspetto caratteriale dei personaggi. Da non sottovalutare le prove recitative dei protagonisti, una certezza Pierfrancesco Favino e Claudio Santamaria che ritornano ad essere diretti da Muccino, ed esplorano i loro personaggi e le loro turbolenze con assoluta naturalità. Micaela Ramazzotti mostra le fragilità di Gemma, il bisogno d’affetto negato che sfocia nell’amore puro e sincero di Paolo interpretato magistralmente da Kim Rossi Stuart.

Una piacevolissima sorpresa è Emma Marrone che, dopo aver domato palchi, recita per la prima volta. La sua Anna é una donna forte, e con la sua interpretazione dona al suo personaggio grande carisma.

Eccezionali sono i più giovani (Alma Noce, Francesco Centorame, Andrea Pittorino e Matteo de Buono) nei panni di Gemma, Giulio, Paolo e Riccardo. Sicuramente il trucco può averli aiutati nell’entrare nei personaggi ma notevole è il risultato a cui si assiste, fatto di piccoli gesti, direzione degli sguardi, e timbro in cui è impossibile non immaginarsi al loro fianco Ramazzotti, Favino, Rossi Stuart e Santamaria. Sicuramente questo film sarà per loro un ottimo trampolino di lancio per la propria carriera che, già per alcuni di loro è caratterizzata da serie tv di successo.

Siamo quasi certi nel dire che “Gli anni più belli” si presenta come uno dei film più maturi di Muccino – grazie anche alla sceneggiatura co-firmata con Paolo Costella (Perfetti Sconosciuti) – che finalmente ha capito come girare le scene di scontro senza far per forza urlare e sbattere le porte ai suoi attori.

“Gli anni più belli” regia di Gabriele Muccino con Micaela Ramazzotti, Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria, uscirà al cinema il 13 febbraio, prodotto da Lotus Prodution in collaborazione con Leone Film Group e Rai cinema, distribuito da 01 Distribuition.

Classificazione: 3 su 5.

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