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[Recensione] Fiore di Claudio Giovannesi – Quando l’amore sbocciato dietro le sbarre dona la libertà


Dopo il successo internazionale di “Alì ha gli occhi azzurri”, il regista romano Claudio Giovannesi torna a raccontarci il mondo delicato degli adolescenti “di strada”, presentando alla Quinzaine des Réalisaterurs il suo ultimo lavoro “Fiore”, ambientato in un carcere minorile.

fioreSono ragazzi puri con un’eredità da piccoli criminali, alla ricerca di dare un senso alla propria esistenza, questi sono i protagonisti-prigionieri di “Fiore”, dei ragazzi che violano le regole per sentirsi vivi o solo per ricercare quel contatto, quell’affetto che gli é sempre mancato.

Claudio Giovannesi dopo aver studiato la vita nei carceri minori scrive con Filippo Gravino e Antonella Lattanzi la storia di Daphne (Daphne Scoccia), una giovane rapinatrice che in carcere conosce Josh (Josciua Algeri), anche lui fermato per rapina, e inizia così tra i due una corrispondenza clandestina: tra una lettera e un’altra, dal buio delle loro stanze, continui scambi di sguardi filtrati dalle sbarre del carcere, fino allo sbocciare di un sentimento puro e liberatorio tra i due ragazzi.

Una storia d’amore straziante, romantica e combattuta come quelle a cui siamo stati abituati dai racconti medievali, ci sono delle regole da seguire e i due ragazzi pur di sentirsi e di sfiorarsi le infrangono. Seppur separati vivono nella consapevolezza di esserci l’uno per l’altro, anche all’infuori di quelle barriere che li tiene lontani, anche se fuori di lì c’è un padre con il bagaglio dei suoi errori (Valerio Mastandrea interpreta il padre di Daphne), una famiglia assente che li ha lasciati soli al loro destino.

fioreLa regia di Claudio Giovannesi regala una messa in scena mai retorica, coraggiosa sia per le tematiche e le ambientazioni ma soprattutto riesce a coinvolgere lo spettatore rendendolo partecipe alla vita all’interno delle celle grazie anche alle sentite interpretazioni degli emergenti Daphne Scoccia, Josciua AlgeriGessica Giulianelli e Klea Marku appannano quasi la bravura del consolidato Valerio Mastandrea che ha dichiarato di aver imparato più lui da loro che viceversa.

Il nostro parere: 7+

Claudio Giovannesi rimane fedele alla sua idea di cinema: osserva la realtà degli adolescenti e porta sullo schermo la loro vita con una naturalezza partecipativa che non sconfina mai nell’invasione e nel giudizio. Ricerca con lo sguardo della macchina lo sguardo di Daphne facendone emergere ogni singolo taglio di vita, fino a liberarsi insieme a lei.

“Fiore” di Claudio Giovannesi esce (in anteprima) il 25 maggio nelle sale di Roma e Milano e dal 1 giugno in tutta Italia, distribuito da Bim Distribuzione.

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