Oggi vi parliamo di Wayward Pines, serie della Fox in onda dal 2015, arrivata alla seconda stagione. Quali sono le differenze? Regge alla pari della prima? Innanzitutto, per chi si fosse perso anche i dieci episodi della prima stagione, vediamo un po’ di cosa si tratta.

Wayward Pines è tratta da una trilogia di romanzi di Blake Crouch, autore di thriller, horror e fantascientifici, che tentava di ispirarsi allo stile di David Lynch e alle atmosfere di Twin Peaks.

La storia vede Ethan Burke, agente segreto statunitense, vittima di un incidente automobilistico mentre indaga sulla scomparsa di due agenti federali. Al suo risveglio in ospedale, scopre di trovarsi in una remota cittadina dell’Idaho, Wayward Pines appunto, che sembra rappresentare la società utopica del futuro di molti romanzi di fantascienza. Gli abitanti di Wayward Pines sembrano tutti sereni, pacifici, dediti al lavoro e rispettosi delle regole e della legge. Quasi come in un sogno, pervade ovunque un altruismo sospetto e infatti Ethan non ci mette molto a capire che tutti nascondo qualcosa. Sembra, a tratti, di trovarsi in una di quelle città immaginarie di Tim Burton o in un episodio de I Confini della Realtà. La situazione si complica quando Ethan cerca di scappare dalla cittadina e dai suoi abitanti su un’auto rubata solo per scoprire che ogni strada in uscita riporta inesorabilmente ad un’altra entrata di Wayward Pines. In breve, non c’è via uscita. E c’è di più, la città è protetta da un’alta barriera attraversata dall’alta tensione e atta a difendere i cittadini dal bosco circostante e dalla “fauna” che ci vive.

Oltre a Ethan Burke (interpretato da un sempre bravo Matt Dillon), troviamo sua moglie, Theresa (la bella e troppo spesso dimenticata Shannyn Sossamon), il loro figlio Ben (Charlie Tahan), lo psichiatra dell’ospedale Dr. Jenkins e tuttofare di Wayward Pines (Toby Jones, già visto in Harry Potter, Hunger Games e Captain America), lo sceriffo Pope (Terrence Howard), Kate Hewson, uno dei due agenti scomparsi che Ethan cercava, nonché sua ex amante (interpretata dall’italo-americana Carla Gugino), l’infermiera doppiogiochista Pam (Melissa Leo), Megan Fisher, insegnante della scuola e braccio destro del Dr. Jenkins (Hope Davis) e infine Beverly Brown, barista della città che per prima mette in guardia Ethan sulla realtà dietro a Wayward Pines e che pagherà a caro prezzo il fatto di aver parlato troppo (la rediviva Juliette Lewis qui più in un cameo di tre episodi che in un ruolo vero e proprio).

Senza scomodare pietre miliari come Twin Peaks, Wayward Pines offre effettivamente una fotografia simile alla famosa serie di Lynch, con foreste verdi e montagne ovunque, tipica del Nord Ovest degli Stati Uniti o del British Columbia in Canada (dove la serie è stata realmente girata). Anche le atmosfere, con le dovute distanze, richiamano in parte quelle di Lynch, soprattutto nel primo episodio, diretto da M. Night Shyamalan (che è anche produttore esecutivo della serie). Il tutto condito con la moda di questi anni dove tutto è apocalittico e tendente allo zombie.

In origine Wayward Pines doveva limitarsi ad essere una mini-serie di otto o dieci episodi. Ma il suo successo ha portato la Fox a volerne una seconda stagione. E qua, secondo me, casca l’asino. Senza entrare nei dettagli ed evitando gli spoiler, nella seconda stagione alcuni personaggi non ci sono più, come il protagonista Ethan o il Dr. Jenkins (che appare saltuariamente in alcuni video registrati o nei flashback). Rimangono l’insegnante Megan Fisher e pochi altri. Come cameo troviamo ancora la moglie Theresa e il figlio Ben. Ma il protagonista è ora il chirurgo Theo Yedlin (Jason Patric) e sua moglie Rebecca (Nimrat Kaur, già vista in Homeland). Il problema della seconda stagione, secondo il parere di chi scrive, è che tenta di ripetere il successo della prima utilizzando più o meno la stessa struttura narrativa e di sviluppare nuovi personaggi. Ma ormai l’effetto sorpresa è già svanito e gli spettatori sanno già perfettamente cosa si nasconde dietro alle stranezze di Wayward Pines e ai suoi personaggi. Ed è proprio sui personaggi che la Fox cerca di puntare, dimenticando però che molto spesso sono gli attori a tenere incollati i fan alla Tv. Ora, senza nulla togliere a Jason Patric e agli altri attori della seconda stagione, il confronto con Matt Dillon, Melissa Leo o Juliette Lewis è impari. E sembra che neanche gli eventi nella storia riescano più a trovare nuovi filoni di originalità. Sembra di trovarsi davanti a quei casi di serie spremute e sfruttate oltre le proprie possibilità, come le ultime stagioni di The Walking Dead, Under the Dome o Homeland, dove le case di produzione sperano di grattare il fondo della botte utilizzando il moto d’inerzia di chi segue la serie dall’inizio. Ma se il filone d’oro della miniera è esaurito, la dinamite fa saltare solo sassi.

Per saperne di più, il sito ufficiale (in inglese): http://www.welcometowayward.com/