Durante l'ultima edizione del Festival di Cannes aveva conquistato il Grand Prix della Giuria e dal 7 dicembre Xavier Dolan farà emozionare il pubblico italiano con "É solo la fine del mondo", adattamento dell'omonima pièce teatrale di Jean-Luc Lagarce.

Dolan si conferma autore di un vortice di emozioni, devastanti, coinvolge lo spettatore in un disagio familiare che viene man mano alimentato dai silenzi e dalle parole violente, pregne di rancore ma soprattutto di delusione.
e-solo-la-fine-del-mondo1Sono trascorsi 12 anni da quando Louis (Gaspard Ulliel), ormai affermato scrittore, non fa ritorno a casa anche se ha cercato di far sentire la sua presenza attraverso l'invio di cartoline di compleanno in cui ricordava dello scorrere del tempo. Il suo ritorno a casa é causato da un'importante notizia che deve dare alla sua famiglia, vuole essere lui portatore di questa devastante novità che sicuramente sconvolgerà i suoi cari.

Man mano che si avvicina verso casa, sente la paura crescere, e una volta varcata la porta viene assalito quasi soffocato dagli abbracci di sua sorella minore Suzanne (Léa Seydoux) e di sua madre (Nathalie Baye) mentre lui rimane inerte sulla soglia. Le loro domande insistenti iniziano a confonderlo e allo stesso tempo affossarlo dalla loro velocità e dal loro peso, prova a prendere fiato attraverso i racconti della cognata Catherine interpretata da un'impacciata Marion Cotillard che comprende il suo sentirsi a disagio. Ad interrompere il ciclone di parole dei familiari interviene burrascosamente Antoine (Vincent Cassel) che rimprovera tutti per l'assalto, rassicurando che tanto non é minimamente interessato a loro, così come quando partì la prima volta senza preoccuparsi di loro.

Sembra di assistere ad un continuo duello in cui Louis é il bersaglio di tutto il sentimento inespresso dai suoi familiari durante la sua assenza, ed ora é tornato per saldare il conto e farli sfogare della delusione che gli ha provocato ma allo stesso tempo deve rassicurarli e autorizzarli a vivere.

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Le parole ovattano la scena, rendono l'ambiente sempre più angusto e ci sentiamo mancare il fiato come Louis che si aspettava una tale accoglienza visto il suo continuo silenzio e profondo silenzio nel corso degli anni proprio per trovare al di fuori da quelle mura una libertà non condizionata.

Sono tutti colpevoli della stessa colpa, quella dell'incomprensione e del profondo egoismo che traspare in ogni parola che versano addosso a Louis e nei suoi silenzi assordanti, nel suo sguardo che cerca una via di fuga.

Dolan dona una nuova veste all'intensa narrazione di Lagarce e si fa aiutare da due maestosi attori come Vincent Cassel e Marion Cotillard, espressivi al punto giusto con i loro sguardi e le loro smorfie, irruento e colmo di gelosia lui, scontroso persino nei confronti della timida e goffa lei. Una regia caratterizzata da primi piani che evidenziano i silenzi riempiti da sguardi più esaustivi delle mille parole che stordiscono ed aumentano il disagio Louis; la sua attenzione maniacale al dettaglio, al colore acceso e pacchiano dell'abbigliamento e del trucco eccessivo della madre, al richiamo del pendolo che accentua la sensazione di prigionia.

La musica di Gabriel Yared accentua le emozioni e devasta allo stesso tempo l'anima, traduce fedelmente l'impotenza lessicale dei protagonisti e l'incapacità stessa di vedere ciò che gli sta accadendo nell'imminenza.

Il nostro parere: 9

Devastante a livello emotivo, coinvolgente e profondamente intenso, così "É solo la fine del mondo" travolge lo spettatore, e lo carica di emozioni. Ci ritrova a piangere sulle note di "Dragostea din tei", hit rumena di Ma Ya Hi e a sentirsi liberi da "Natural blus" di Moby.
Una storia fatta di attese, gioie soffocate da dolori urlati in cui i ricordi sbiadiscono per far spazio ai rancori mai espressi per una lacerante paura nel comunicare i propri pensieri.

"É solo la fine del mondo" di Xavier Dolan sarà disponibile nelle sale cinematografiche italiane dal 7 dicembre, distribuito da Lucky Red.

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