Questa sera è andato in onda Scudi, il settimo episodio della seconda stagione di The Orville. Questo il commento.

MacFarlane nella puntata odierna batte pesantemente su problematiche dallo stesso toccate più volte in The Orville: la differenza culturale tra i diversi popoli, e la necessità di trovare punti di intesa, cercando di superare difficoltà che sembrano insormontabili.

Scudi è stato originariamente programmato per andare in onda negli USA il giorno di San Valentino, pertanto, come è facile immaginare, il tema trattato è l’amore, ma in questo caso sviluppato secondo le diverse problematiche create dall’incontro/scontro di diverse culture, non sempre compatibili tra loro.

Qui un'attenta e competente regia, supportata da una accurata sceneggiatura, si focalizza sulle implicazioni sentimentali di 2 coppie: il naufragio del rapporto tra Kelly e Cassius, ed il nascente sentimento tra Talla e Locar, quest'ultimo un brillante ingegnere Moclan incaricato di aggiornare gli scudi della USS Orville.

La trama si concentra maggiormente sul rapporto tra Talla e Locar, una storia che viene raccontata con estrema delicatezza e maturità, tralasciando un umorismo che altrimenti sarebbe stato fuori luogo. A tal proposito, è da sottolineare la sorprendente performance di Jessica Szohr nei panni di Talla Keyali, la quale ha saputo dimostrare grandi capacità interpretative in un ruolo intenso e carico di pathos, riuscendo nell’intento di non far rimpiangere una splendida Halston Sage nella sua interpretazione di Alara Kytan.

L’etorosessualità nei Moclan, popolo a cui appartiene lo stesso Bortus, ed in cui non esistono individui di sesso femminile, qui viene trattata come una diversità da punire severamente. Realtà, e non finzione, purtroppo comune nel nostro presente, dove l’omofobia e l’avversione alle “diversità” sono piaghe sociali striscianti, sintomi di arretratezza culturale e di ingiustificati pregiudizi.

In conclusione  Scudi è un capitolo che può essere considerato come un punto di svolta per uno show che si allontana, in maniera sempre più marcata, da una prima stagione più incentrata sulla buffa caratterizzazione dei personaggi, puntando maggiormente su una sci-fi carica di metafora.