Sta per arrivare in tutte le sale italiane Codice Criminale, co-produzione angloamericana che ci porta a scoprire il dei mondo gypsies, i nomadi inglesi e la loro vita al limite della legalità.  Ad interpretare queste figure controverse troviamo un cast di assoluto livello, nel quale spiccano il talentuoso Michael Fassbender ed il leggendario Brendan Gleeson, e questa è la nostra recensione in anteprima.

TRAMA. Da generazioni i Cutler sono una famiglia di nomadi inglesi che vive in accampamenti mobili allestiti nelle campagne britanniche. Non riconoscono alcuna autorità e vivono di rapine, corse d’auto illegali ed inseguimenti con la polizia. Chad, erede della grande famiglia allargata, vorrebbe smettere con questa vita sempre al limite e dare un futuro migliore ai suoi figli. Ma il padre, Colby, grande patriarca dell’accampamento, vede questo come un tradimento di una tradizione secolare. Chad si trova così sempre più in difficoltà tra la polizia che lo attanaglia e il padre che non vuole cedere alle sue richieste.

Codice Criminale rappresenta il primo progetto cinematografico del regista Adam Smith, già famoso ed apprezzato per molte Serie TV, quali Doctor Who o Skins. Il suo primo film, diciamolo subito, raggiunge una sufficienza dignitosa, ma più grazie ad un cast di grandissimo livello, che ad una trama particolarmente profonda ed innovativa. Intendiamoci, l’idea è buona e abbastanza originale: esplorare il mondo dei nomadi, di quelli che qui chiamiamo rom. per capire le loro vite, le loro abitudini. In fondo non tantissimi film, in tempi recenti, si sono occupati di questa tematica scottante.

Il problema è che a nostro giudizio i protagonisti di questa storia, gli “zingari” appunto, non sono sufficientemente caratterizzati, peculiari, non trasmettono quei tratti distintivi che invece le reali comunità nomadi, nel bene e nel male, possiedono. Nel film Chad (Michael Fassbender) e compagnia, sembrano più che altro dei brutti ceffi qualsiasi, come ce ne sono tanti, con la differenza che questi vivono nelle roulotte e non mandano i figli a scuola.

E anche lo sviluppo stesso della trama, seppur nel complesso godibile grazie ad un ritmo comunque allegro ed appassionante, risulta piuttosto contraddittorio. Rimane infatti assai complicato capire il movente delle azioni del protagonista, Chad, il quale sostiene sempre di volersi divincolare da questo opprimente legame familiare, ma senza che le sue azioni siano volte in questo senso. Il finale del film, poi, ha ancor meno senso, con una sorta di “vissero tutti felici e contenti” che, se possibile, stride ancor di più con il resto della narrazione e lascia letteralmente un senso di non senso nella mente dello spettatore.

Meno male che a rendere la pellicola, come detto, più che sufficiente, interviene un cast eccezionale, con attori che grazie alla loro interpretazione vanno a colmare le lacune narrative. Michael Fassbender, in particolare, riesce a dare tanta personalità ad un protagonista le cui azioni, come spiegato in precedenza, risultano di dubbio senso logico. Brendan Gleeson, una certezza assoluta, dà grande spessore alla figura di Colby, un capofamiglia attaccato ai rigidi valori della società gitana.

Il comparto tecnico di Codice criminale, infine, risulta discreto, con ambientazioni limitate ma profonde, soprattutto per quanto riguarda gli esterni nelle campagne del Sud Ovest dell’Inghilterra. Una mezza delusione le musiche, molto pubblicizzate in quanto firmate dai Chemical Brothers. Onestamente non si nota nulla di trascendentale, nessuna colonna sonora che rimane impressa quando si esce dalla sala o che rimarrà nella storia del cinema.

in breve: CODICE CRIMINALE E’ UNA BUONA IDEA REALIZZATA IN MANIERA PIUTTOSTO APPROSSIMATIVA. A RENDERE IL FILM COMUNQUE GODIBILE CI PENSA UN CAST DI ATTORI CHE SA AGGIUNGERE PERSONALITA’ AD UNA TRAMA UN PO’ ARRUFFATA.