E’ arrivato il 12 febbraio nelle sale italiane l’originale reinterpretazione di Cime tempestose, scritto e diretto dalla regista premio Oscar Emerald Fennell e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordi. Quello distribuito da Warner Bros. Pictures non è il primo adattamento dell’acclamato romanzo di Emily Brontë, ma è sicuramente una chiara rilettura in chiave pop.
Nelle selvagge brughiere dello Yorkshire, Heathcliff (Jacob Elordi), un orfano accolto dalla famiglia Earnshaw, sviluppa un legame intenso e tormentato con Catherine Earnshaw (Margot Robbie). La loro storia d’amore, segnata da passione, gelosia e vendetta, si intreccia con le rigide convenzioni sociali dell’epoca, portando a conseguenze tragiche e distruttive.

Gli adattamenti dei romanzi sono spesso definiti “tradimenti necessari” per poter rileggere una storia. In questo caso, la regista dichiara sin dal titolo – inserendo le virgolette – che quello a cui lo spettatore sta per assistere è la SUA personale rilettura dell’opera originale.
Una narrazione “asciugata” tra eros e morte
Della narrazione densa e complicata del romanzo, la Fennell mantiene a malapena l’atmosfera dei luoghi, prediligendo una drastica riduzione dei personaggi. La storia di Catherine e Heathcliff viene così asciugata, concentrandosi su alcune vicende centrali ma perdendo la complessità narrativa che caratterizza il libro. Sin dalle prime scene, lo schermo nero e i suoni d’ambiente indicano una narrazione ambigua: quello che sembra un amplesso è in realtà il respiro spezzato di un uomo impiccato, un cortocircuito tra eros e morte che definisce il tono del film.
Il Cime Tempestose a cui assistiamo assomiglia più a un melò passionale, un amore tormentato tra due persone che non possono stare insieme per convenzione sociale pur appartenendosi nell’animo. Mancano però quei traumi emotivi che, nel romanzo, sono ferite aperte capaci di logorare nel profondo. Scegliendo di tagliare figure chiave, la Fennell commette l’errore di smarrire i temi cardine della storia, preferendo concentrarsi sul meccanismo carnale.
La relazione tra Cathy e Heathcliff viene quasi edulcorata e romanticizzata, oltre che, dal punto di vista erotico. In realtà i loro animi sono malati, ciò che provano l’uno nei confronti dell’altro è un sentimento profondo e tormentato, caratterizzato da un continuo braccio di ferro composto da prepotenza, possessione. Tutto ciò che oggi, definiremmo un amore tossico.
Se nelle pagine della Brontë i due innamorati a malapena si baciano, la Fennell si la fa andare anche oltre, senza mai svelare troppo per stuzzicare il desiderio negli occhi dello spettatore.
L’estetica sopra il contenuto
Non è la prima volta che assistiamo a una rilettura accompagnata da scelte estetiche non totalmente coerenti, con cambi d’abito che mescolano epoche e una colonna sonora che strizza l’occhio al contemporaneo (Sofia Coppola docet). Emerald Fennell cerca di coinvolgere tutti i sensi del pubblico avvalendosi di professionisti come Linus Sandgren, autore di una fotografia esteticamente perfetta, e Jacqueline Durran, i cui costumi diventano simboli privi di una coordinata spazio-temporale precisa.
Margot Robbie incarna Catherine alla perfezione, una piccola e fastidiosa “Barbie” di fine ‘800, anche se l’interprete della Catherine bambina risulta più efficace nell’esplicitare il carattere irritante del personaggio. Jacob Elordi è forse “troppo bello” per interpretare il reietto Heathcliff, ma il suo fascino magnetico è innegabile. Nota di merito per Hong Chau nel ruolo della governante Nelly, che rappresenta quasi la volontà dello spettatore quando stringe il corsetto di Catherine fino a spezzarle le costole: un atto estremo che ben simboleggia il supplizio del matrimonio imminente.
In conclusione, questa versione di Cime Tempestose (qui il trailer) appare come un’operazione furba diretta da una delle registe più quotate di Hollywood. Peccato che la ricerca di una creatività fine a se stessa l’abbia portata a realizzare un “filmetto” senza reale contenuto, più vicino a saghe come 50 sfumature o After che alla letteratura classica. La firma di Charli XCX nella colonna sonora sembra fatta apposta per regalare il prossimo filtro estetico alle storie Instagram, nulla di più.
Recensione Cime Tempestose: il film con Margot Robbie

Regista: Emerald Fennell
Data di creazione: 2026-02-19 09:56
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