La notizia della chiusura di Rai Movie, canale free del digitale terrestre dedicato interamente al mondo del cinema, e di Rai Premium ha fatto subito il giro del web, spingendo così il popolo della rete a lanciare una petizione per impedirne la chiusura.

A decidere la chiusura dei due canali Rai è stato l'amministratore delegato Fabrizio Salini, ma i motivi legati a questa scelta restano relegati nella sua mente. Sì, perché i due canali (Rai Movie in primis) registrato buoni dati d'ascolto soprattutto nella fascia serale, con la messa in onda di film e programmi interessanti che incollano allo schermo migliaia di cinefili, e non solo.

Al posto di Rai Movie e Rai Premium, stando a quanto riportato, dovrebbero fare la loro comparsa due canali: uno dedicato al sesso maschile e un altro dedicato al mondo femminile.

Tralasciando per un momento le polemiche riguardanti questa decisione gender, in aperto contrasto con l'apertura e la liberalizzazione dei generi ormai non più appartenenti a un sesso specifico (chi ha detto che i film d'azione siano ad esclusiva dei maschi o che i film romantici siano destinati al solo pubblico femminile?), la chiusura di Rai Movie andrebbe peraltro contro il decreto Franceschini il quale impone l'obbligo alla Rai di sostenere il cinema italiano, cosa che avveniva (anche) attraverso questo canale tematico.

E tutti quei bei discorsi legati alla salvaguardia del cinema tanto sbandierati da Mamma Rai nelle ultime settimane prima, durante e dopo i David di Donatello? Parole al vento, evidentemente.

Risulta quanto mai pleonastico ricordare come la Rai lavori nel e per il cinema con le sue Rai Cinema e 01 Distribution, e che la chiusura di Rai Movie impedirebbe dunque di far apprezzare al pubblico (cinefilo e non) molte opere e gli eventi cinematografici ad esse collegate - come la Mostra del Cinema di Venezia, ora senza un canale dedicato.

Il web, dicevamo all'inizio, si è subito mobilitato con una petizione per impedire la chiusura del canale che ha già raccolto più di 10.000 firme.

Rai. Di tutto, di più. Tranne il cinema.