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Prey: recensione del prequel di Predator, ora su Disney+


Abbiamo visto Prey, il nuovo capitolo della saga sci-fi Predator, disponibile su Disney+ dal 5 agosto. Questa la recensione.

Prey è stato diretto da Dan Trachtenberg, scritto da Patrick Aison e prodotto da John DavisJhane MyersMarty Ewing, con Lawrence GordonBen RosenblattJames E. Thomas, John C. Thomas Marc Toberoff come produttori esecutivi. Nel cast spazio per Dakota Beavers, Stormee Kipp, Michelle Thrush, Julian Black Antelope, oltre a una fantastica Amber Midthunder nei panni dell’indomita Naru e Dane DiLiegro in quelli del feroce Predator.

Il film arriva a seguito del cult del 1987 diretto da John MTiernam che vide come protagonista un allora quarantenne Arnold Schwarzenegger. Il franchise ha dato vita a ben 3 sequel: Predator 2 (1990 – Regia di Stephen Hopkins), Predators (2010 – Regia di Nimród Antal), The Predator (2018 – Regia di Shane Black), oltre ai due crossower Alien Vs. Predator nel 2004 e Alien Vs. Predator 2 nel 2007. Nessuna delle pellicole citate ha raggiunto quella forza e quella tensione espresse dalla capostipide “Predator” che, perfetta in ogni sua parte, viene giustamente considerata una tra le migliori produzioni fantascientifiche di sempre.

Prey è ambientato nell’antica terra dei Nativi Americani intorno al diciottesimo secolo, e vede una giovanissima comanche dover combattere, con tutte le sue forze e con l’astuzia che la controddistingue, contro un feroce cacciatore alieno “Yautja”.

REGIA, SCENEGGIATURA E SCENOGRAFIA

Prey, grazie a Dan Trachtenberg e allo sceneggiatore Patrick Aison, torna in un contesto selvaggio, simile a quello in cui il nerboruto Schwarzy, in stile John Rambo, cerca di sopravvivere all’alieno sanguinario. Un tentativo simile fu fatto anche nel 2010 in Predators, ma il risultato in quell’occasione fu totalmente deludente.

L’ambientazione però non è quella di un periodo storico a noi vicino e la storia non si svolge, come nel film originale, in una foresta di una non meglio identificata zona dell’America Centrale. Come luogo in cui si svolgono le vicende viene ora scelta l’Antica Comancheria del 1700, ovvero quell’area geografica degli attuali Stati Uniti centrali in cui originariamente era stanziata la tribù dei Comanche.

Le riprese esterne nei luoghi in cui tutta la narrazione si svolge mostrano una natura ancora incontaminata e selvaggia, la fotografia è stupenda, le scene in cui è presente il Predator sono estremamente drammatiche, violente, cariche di tensione e giustamente non edulcorate. Tra le sequenze che hanno colpito in particolare la nostra attenzione segnaliamo quella in cui viene riportata alla mente una cruenta scena vista in Jurassic Park, precisamente la scena in cui alcuni cacciatori vengono inseguiti e uccisi nell’erba alta da alcuni Velociraptor.

ASPETTO TECNICO

Gli effetti speciali sono usati con moderazione e in maniera sapiente, la realizzazione della “trasparenza” del Predator e il suo “riapparire”, così come le scene action più crude e complesse, risultano efficaci. Bella la rappresentazione del “nuovo” Predator in cui possiamo vedere una sorta di “giusta involuzione” tecnica rispetto agli appartenenti della sua razza che verrano dopo. La colonna sonora, curata della compositrice Sarah Schachner, risulta azzeccata e dove ben si armonizzano le sonorità tribali a suoni e ritmi violenti capaci di amplificare la drammaticità e l’ansia per l’attesa.

CAST E RECITAZIONE

Grandissima la prova attoriale di Amber Midthunder, la giovane protagonista che, nonostante l’aspetto non certo ipermuscoloso, riesce a trasmettere la sua grande forza di volontà e scaltrezza, due fattori capaci di contrastare un ferocissimo alieno al pari del maggiore Alan “Dutch” Schaefer (Arnold Schwarzenegger), l’ex Maggiore dei “Berretti Verdi” che affronterà questo terribile mostro quasi 300 anni dopo. Buona anche la prova di Dakota Beavers, musicista di origini Apache per la prima volta davanti a una macchina da presa.

CONCLUSIONE

Prey è un film che con il suo ritmo sa trattenere efficacemente lo spettatore, riuscendo così a ridare ossigeno ad un franchise che critica e pubblico avevano, forse troppo presto, dato per morente. Consigliatissimo!

Prey e gli altri film della saga Predator sono disponibili sulla piattaforma digitale Disney+.

Prey
PREY Recensione

Regista: Dan Trachtenberg

Data di creazione: 2022-08-08 18:24

Valutazione dell'editor
3.5

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