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Predator: Badlands | Recensione del nuovo film di Dan Trachtenberg

Abbiamo visto Predator: Badlands, il film della 20th Century Studios che riporta sul grande schermo uno dei più feroci “alieni” del cinema di fantascienza, in distribuzione nelle sale italiane a partire dal 6 novembre 2025. Questa la recensione.

Predator: Badlans è stato diretto da Dan Trachtenberg, scritto dallo stesso regista coadiuvato da Patrick Aison e sceneggiato da quest’ultimo insieme a Brian Duffield. Prodotto da Lawrence Gordon Productions, Davis Entertainment e Toberoff Entertainment, il film vede tra i protagonisti Dimitrius Schuster-Koloamatangi nei panni di Dek, ed Elle Fanning nei panni delle “gemelle” sintetiche della Weyland-Yutani Thia e Tessa.

La trama segue il giovane Dek, considerato dal suo clan uno Yautja debole non all’altezza degli altri predator, pertanto emarginato dalla propria famiglia e dai suoi simili. Dek, quindi, decide di dimostrare il proprio valore avventurandosi in un’estrema e mortale caccia, scegliendo come preda il Kalish, una gigantesca e letale creatura del pianeta Genna che tutti considerano invincibile.

Predator: Badlands | Non solo un cacciatore spietato

Il franchise Predator ha inizio nel lontano 1987 con l’adrenalinico “Action Sci-Fi” diretto da John MTiernam, con un giovane Arnold Schwarzenegger nei panni dell’ex Maggiore dei “Berretti Verdi” Alan “Dutch” Schaefer. Al primo Predator seguirono altre diverse incarnazioni del Cacciatore Yautja, comunque sempre rappresentato come spietato alieno, privo di sensibilità e pietà nei confronti della povera preda di turno.

In questa pellicola Dan Trachtenberg realizza un’operazione forse divisiva, trasformando il classico”Alieno Sanguinario” in qualcosa – o qualcuno – di estremamente diverso e – comunque – in qualcosa che il fandom più oltranzista non può, o non vuole, aspettarsi. Ora lo Yautja da villain per eccellenza diventa l’eroe, protagonista della narrazione, carico di empatia e con al seguito un notevole proprio arco emotivo. Qui si parla di famiglia, di valore e di quanto uno può sentirsi inadatto, di solitudine, di emarginazione.

Un’operazione paragonabile in qualche modo a quella che lo stesso regista aveva realizzato con il precedente Prey (qui la recensione), dove una fragile giovane Comanche, a cui non è permesso essere una cacciatrice a causa del suo essere donna, riesce a sconfiggere il letale alieno dopo che gli uomini della sua tribù non ci riescono.

Trachtenberg, inoltre, approfondisce la cultura degli Yautja, proiettandoci in quello che è l’affascinante, quanto spaventoso, mondo dei Predator, mostrandoci la loro società violenta e i loro terrificanti rituali. Un universo questo che ora sappiamo con certezza – grazie alla presenza delle “gemelle” Weyland-Yutani – condiviso con un altro spaventoso essere alieno: lo xenomorfo della saga Alien. In effetti la condivisione di questo universo veniva sino a ora considerata, cinematograficamente parlando, nei soli crossover Alien vs Predator e Alien vs Predator 2.

Le costruzioni del “Mondo dei Predator” e del “Pianeta Genna” sono a dir poco sbalorditive e minuziose, nonché visivamente appaganti. Non c’è dubbio che gli effetti speciali e la CGI qui sono usati con estrema cura, tanto da raggiungere un risultato impressionante.

Le tantissime scene action sono ben realizzate e incastonate in un ritmo alto e serrato. La tensione viene comunque alleggerita in diversi momenti grazie alla presenza di Elle Fanning nei panni di Thia, la sintetica a cui manca la metà del suo corpo e che si allea con Dek per sconfiggere il mostruoso Kalish. Nell’alleggerire un contesto violento entra in azione anche Bud, un simpatico animaletto che sembra uscito da un classico film Disney e di cui, forse, se ne poteva fare a meno.

In conclusione

Predator: Badlands è da considerare come una deviazione più leggera e divertente di quanto sinora abbiamo visto nei precedenti film della serie, anche se momenti di estrema tenerezza e di umorismo imbarazzante risultano fuori luogo dal contesto di un franchise nato violento ed estremamente cupo.

Predator: Badlands | Recensione del film di Dan Trachtenberg
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Regista: Dan Trachtenberg

Data di creazione: 2025-11-09 11:56

Valutazione dell'editor
3

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