Il panorama mediatico globale è stato scosso da un annuncio definitivo: Netflix ha ufficialmente ritirato la sua offerta per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery (WBD).
Dopo mesi di rilanci e battaglie legali, il colosso dello streaming ha deciso di non pareggiare la proposta “superiore” presentata da Paramount Skydance, spianando la strada alla creazione di un nuovo super-polo dell’intrattenimento da circa 111 miliardi di dollari.
I co-CEO di Netflix, Ted Sarandos e Greg Peters, hanno dichiarato che, sebbene l’acquisizione degli asset di HBO e dei Warner Bros. Studios fosse un obiettivo strategico, il prezzo raggiunto non rendeva più l’operazione finanziariamente sostenibile per i propri azionisti.
Secondo quanto riportato ufficialmente dalla Newsroom di Netflix, i co-CEO hanno deciso di non pareggiare l’offerta di Ellison per mantenere una disciplina finanziaria a tutela degli azionisti.
I numeri del trionfo di David Ellison
L’offerta vincente di David Ellison si è distinta non solo per la cifra — 31 dollari per azione cash — ma per la volontà di acquisire l’intera azienda, includendo i canali lineari come CNN e Discovery, che Netflix avrebbe invece preferito scorporare.
Ecco i dettagli tecnici dell’accordo che cambierà il mercato (fonte Variety):
- Valutazione complessiva: 110,9 miliardi di dollari (incluso il debito).
- Penale per Netflix: Paramount pagherà a Netflix una “breakup fee” da 2,8 miliardi di dollari per la risoluzione dell’accordo precedente.
- Garanzie Antitrust: Skydance ha accettato una clausola record da 7 miliardi di dollari in caso di blocco da parte delle autorità di regolamentazione.
Cosa succede ora alla DC e HBO Max
Con questa fusione, i franchise di Harry Potter, il DC Universe di James Gunn e il catalogo HBO passeranno sotto il controllo della nuova entità Paramount-WBD. L’obiettivo dichiarato è l’unificazione delle piattaforme streaming in un unico servizio globale capace di competere frontalmente con Disney+.
Tempistiche e ostacoli normativi
Il closing dell’operazione è previsto tra il 30 settembre e il 31 dicembre 2026. Nonostante l’entusiasmo dei mercati, l’accordo dovrà affrontare un severo scrutinio antitrust, con diversi senatori americani che hanno già espresso preoccupazioni sulla concentrazione di potere mediatico nelle mani della famiglia Ellison. Se l’acquisizione dovesse slittare oltre ottobre, scatterà una “ticking fee” che costerà a Paramount circa 650 milioni di dollari a trimestre.
Scopri di più da Universal Movies
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

