Star Trek: Strange New Worlds 4 – Il commento al quinto episodio “Ordini di Grandezza”

Star Trek: Strange New Worlds 4 – Il commento al quinto episodio “Ordini di Grandezza”

Abbiamo visto Ordini di Grandezza (Level Five Transporter Accident), il quinto episodio di Star Trek: Strange New Worlds 4, disponibile su Paramount+ dal 20 agosto scorso. Questo il nostro commento.

Già durante l’episodio intitolato “Un caso di chiaroscuro”, chi scrive si era posto una domanda:

ma Star Trek ha davvero bisogno di tante sperimentazioni, delle molte citazioni e di puri esercizi di stile?

Quando la sperimentazione diventa un vicolo cieco

Purtroppo non è una domanda nata all’improvviso, ma è scaturita da una lunga sequenza di episodi che, già nelle stagioni precedenti, hanno mostrato una tendenza sempre più marcata a trasformare Star Trek: Strange New Worlds in un contenitore di esperimenti: Il musical, la commediola, l’episodio meta‑teatrale, le parodie, le incursioni nel surreale, le citazioni che a volte possono trasformarsi in “quasi plagio”.

Ogni volta la serie sembra voler dimostrare di poter essere qualunque cosa, spesso a scapito della coerenza interna e della solidità narrativa. E questa domanda diventa inevitabile davanti all’episodio Ordini di Grandezza. L’ispirazione ai Muppet è evidente fin dal primo fotogramma, e la Jim Henson Company ha realizzato pupazzi straordinar, ben costruiti, espressivi e divertenti da vedere. Il cast vocale si impegna, e alcune interpretazioni funzionano anche se un po’ sopra le righe. Ma tutto questo non basta, perché il problema non sono i pupazzi. Il problema è la storia. L’episodio abbraccia con entusiasmo la sua premessa assurda, ma lo fa senza una base narrativa solida. La semplice comicità, l’invasione Orioniana e la cattura di Spock ripropongono dinamiche già viste nella serie. Qui tutto appare derivativo, ripetitivo e privo di mordente, come se la serie avesse deciso di riciclare una trama già usata senza aggiungere nulla di nuovo.

L’immagine di Spock, così come lo ricordavamo nel passato, è oramai completamente stravolta. Ancora una volta lo vediamo intrappolato nell’ennesima situazione comico‑romantica. Oramai sembra che il “mezzo vulcaniano” debba oscillare tra due ruoli: la commedia imbarazzante e il melodramma sentimentale. Qui vengono riproposti entrambi, senza alcuna evoluzione. La rottura con La’an è gestita con discrezione e si collega bene ai precedenti eventi, ma non basta a giustificare l’ennesima iterazione di un arco narrativo ormai esausto. La serie sembra invece incapace di immaginare un ruolo diverso per lui, e questo limita enormemente il potenziale del personaggio. Se gli autori non sanno più cosa fare con Spock, forse sarebbe il caso di lasciarlo respirare e dare spazio ad altri personaggi.

Fate un recap leggendo la recensione del primo episodio (Valles Marineris), del secondo episodio (The Griffin Incident), del terzo episodio (Human Best Friend), del quarto episodio (Un caso di chiaroscuro) Disponibili anche i commenti al sesto (Fuori Orario), al settimo (Come cronotani attraverso la clessidra).

Una stagione che si perde nei suoi stessi esperimenti

La trasformazione dell’equipaggio in marionette offre qualche idea curiosa: pupazzi indistruttibili, scene nello spazio, trovate visive ben realizzate. Pelia è irresistibile. Ma tutto questo rimane un contorno simpatico che non riesce a sostenere una trama debole. Gli Orioniani sono caricature infantili, privi di credibilità, e la comicità, pur coerente con l’ispirazione ai Muppet, non si armonizza con il tono della serie. L’episodio finisce così per sembrare un mero esercizio di stile più che una storia.

Ed è qui che torna prepotentemente e puntualmente la domanda iniziale.

Strange New Worlds continua a cambiare pelle, saltando da un genere all’altro come se ogni episodio dovesse dimostrare qualcosa. La serie sembra più interessata a reinventarsi che a costruire una voce coerente. Ma la sperimentazione funziona solo quando nasce da una base narrativa solida. Quando invece diventa un fine a sé la serie perde il suo centro.

IN CONCLUSIONE

L’episodio prova anche a toccare temi importanti come stress psico-fisico e trauma. Spock è reduce dall’esperienza sulla USS Griffin (Episodio 2), è sotto pressione, è appena stato lasciato. C’erano le premesse per una storia che affrontasse davvero la salute mentale, ma tutto resta accennato, sacrificato a una comicità che non riesce a sostenerlo. È un peccato, perché Strange New Worlds ha dimostrato più volte di saper usare la fantascienza per parlare del mondo reale. Qui, invece, si limita a sfiorare il tema senza approfondirlo. Inoltre il colpo di scena finale non aggiunge nulla alla storia, indebolendola ulteriormente. Strange New Worlds ha saputo osare con intelligenza in passato. Qui osa senza convinzione, senza disciplina, senza rispetto per chi guarda. Il risultato non è solo un passo falso: è un segnale!

Se la serie vuole davvero “avvicinarsi con audacia al punto di partenza”, deve ricordare che l’audacia non è fare qualcosa di strano, ma fare qualcosa di strano bene. E soprattutto capire quando la sperimentazione arricchisce la storia e quando, invece, la soffoca.

Ordini di Grandezza: commento Ep. 5 di Strange New Worlds 4
Episodio 5 stagione 4

Data di creazione: 2026-08-25 12:24

Valutazione dell'editor
2

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