Di serie tv ne vengono cancellate ogni settimana, ma se pensiamo al modus operandi con cui è avvenuta quella relativa a Swamp Thing, allora c'è davvero da mettersi le mani tra i capelli.

Prima di riportare quelli che sono gli ultimi dettagli venuti fuori attraverso alcune dichiarazioni sibilline, facciamo un piccolo passo indietro andando a riassumere la genesi di una serie tv nata già nella tempesta.

Inizialmente pensata come una prima stagione da 13 episodi, Swamp Thing ha subito uno strano cambio di rotta a pochi mesi dalla messa in onda. Attraverso una serie di comunicati, infatti, i produttori hanno annunciato di aver dimezzato il numero di episodi (da 13 a 10), spingendo cast e crew nuovamente sul set per una serie di riprese aggiuntive, atte ovviamente a modificare lo scorrersi degli eventi della prima stagione. A questo improvviso cambio di rotta, va aggiunta una campagna promozionale poco sontuosa, quasi anonima, che non ha fatto altro che tenere bassa l'attenzione dei fan. L'epilogo è poi noto a tutti, appena poche ore dopo la messa in onda del primo episodio, la serie tv è stata ufficialmente cancellata.

Ma cosa è successo realmente? Come mai una serie tv appena presentata, tra l'altro neppure tanto malconcia a livello qualitativo, subisce una cancellazione il giorno dopo la messa in onda del primo episodio?

Secondo il giornalista John Gholson, la vera ragione della cancellazione sarebbe da ricondurre al solito Dio Danaro. Grazie alla pubblicazione di un report, viene spiegato, infatti, che la produzione avrebbe fatto un errore nel richiedere gli incentivi fiscali allo stato della North Carolina, finendo per ottenere sgravi fiscali da 15 milioni di dollari, invece di 40 milioni. Tale perdita economica avrebbe pertanto costretto la produzione a cancellare lo show perchè impossibilitata a proseguire, mantenendo alti gli standard qualitativi, e questo soprattutto perchè la distribuzione su DC Universe non permetterebbe entrate economiche adeguate.

Ovviamente non esiste solo questa motivazione. Secondo altre voci interne alla produzione, invece, il problema non sarebbe da ricondurre all'aspetto economico, ma a pesanti divergenze creative. Per altri, infine, la colpa sarebbe di WarnerMedia, oramai pronta ad inglobare DC Universe nel proprio servizio di streaming, cambiando pertanto tutti i piani futuri del servizio di streaming.

Come spesso succede, la verità andrebbe ricercata nel mezzo, fatto sta che Swamp Thing è l'ennesima prova incolore di una Hollywood troppo impegnata a creare nuovi show, senza però creare basi per solide per tenersi quelle che funzionano realmente.


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