La notizia della morte di George A. Romero ha sconvolto tutti per il suo inatteso accadimento. Il cinema di Romero ha rivoluzionato non solo il genere horror con la creazione degli zombi movies, ma tutto il cinema dalla fine degli anni ’60 fino a oggi.

Nato a New York nel 1940, Romero comincia a realizzare cortometraggi sin dall’età di 13 anni. Sul finire degli anni ’60, insieme ad alcuni amici fonda una casa di produzione con la quale riesce a realizzare il suo primo capolavoro destinato a entrare nella storia: La notte dei morti viventi.

La notte dei morti viventi, costato solo 10.000 dollari, incassa una cifra pari a 18 milioni di dollari in tutto il mondo diventando in breve tempo un autentico cult, forte anche della graffiante critica nei confronti della società (americana e non) che permea il film e tutta la filmografia del regista.

I successivi film di Romero, tra cui la commedia There’s Always Vanilla (1971), La città verrà distrutta all’alba (1973) e Wampyr (1977) non riescono a eguagliare il successo del film d’esordio.

Nel 1978, però, Romero ritorna al genere che lo ha reso famoso realizzando un altro capolavoro: Zombi. Il film, che globalmente incassa 40 milioni di dollari, è il secondo capitolo della Trilogia dei morti viventi che il regista conclude nel 1985 con Il giorno degli zombi in cui viene accentuata maggiormente la cupezza e l’accusa verso la società contemporanea mediante la metafora neanche troppo sottile degli zombi.

Con La metà oscura (1993), Romero si approccia al romanzo di Stephen King realizzando una delle migliori trasposizioni di un’opera dello scrittore, ma il film si rivela un flop.

Nel 2005, Romero riprende la tematica degli zombi realizzando La terra dei morti viventi diventando sempre più critico anche nei confronti della politica statunitense e della classe dirigente.

Nel 2007 realizza un piccolo capolavoro qual è Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi. Il 2009 è l’anno di Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti, scontentando però i fan e la critica.

Con Romero, l’horror riesce a diventare efficace metafora per leggere con occhio critico la società contemporanea arrivando persino ad additare i responsabili del tracollo culturale ed economico.

George A. Romero ci ha insegnato molto, ma noi forse non abbiamo imparato nulla. Non ancora.