Dalle terre scandinave arrivano opere di letteratura straordinarie, é questo il caso de "La ragazza delle arance" romanzo del norvegese Jostein Gaarder pubblicato in Italia nel 2004 dove ha venduto milioni di copie e da cui nel 2009 la regista Eva Dahr realizza "The Orange girl", presentato durante le giornate del Nordic Film Fest.

The orange girlIl lungometraggio dell'affermata regista norvegese ripercorre per somme linee la narrazione del romanzo a cui si ispira anche se la sceneggiatura di Axel Helgeland e Andreas Markusson riesce a rimanere abbastanza indipendente seppur fedele al soggetto iniziale.

Georg (Mikkel Bratt Silset) ha compiuto 16 anni e la madre (Rebekka Karijord) gli consegna sei lettere che il padre gli aveva scritto poco prima di morire, dopo un iniziale repulsione riscopre suo padre di cui riteneva di aver perso i ricordi, essendo morto più di dieci anni prima.

Jan Olav (Harald Rosenstrøm) é uno studente universitario normalissimo ma un giorno sul tram incontra una bellissima ragazza (Annie Dahr Nygaard) con un sacchetto di carta colmo di arance che le cadono rotolando per tutto il tram, la ragazza scende velocemente alla prima fermata e Jan non riesce a togliersi dalla testa la sua immagine. Riuscirà ad incontrarla in un bar, e la notte di Natale, fino a seguirla a Siviglia pur di non perdere l'occasione di rivederla e di confessargli il suo amore.

The orange girlGeorg viene spinto dalle domande poste da Jan nelle lettere a riflettere su vari quesiti della vita: se sarebbe voluto nascere se avesse avuto la possibilità di scegliere o a cosa serve vivere se comunque si deve morire. Il ragazzo si trova in montagna armato di telescopio, pronto a fotografare il passaggio di una rarissima cometa, e lì conosce Stella, una ragazza che rapisce la sua attenzione come la ragazza con le arance anni fa rapì quella di suo padre.

In realtà Georg ignora un po' Stella, come un qualsiasi adolescente, e una volta scoperto che la ragazza delle arance é in realtà sua madre corre per tornare a Oslo da lei e per raccontarle quello che aveva scoperto nelle lettere. Sarà la madre ad aiutarlo nell'interpretare le parole del padre e a fargli capire che non deve lasciarsi scappare le occasioni da sotto gli occhi, così non deve perdersi il passaggio delle stelle.

"The orange girl" é una storia romantica magistrale, in cui il passato e il presente percorrono binari paralleli senza mai l'uno scavalcare l'altro. Per Eva Dahr, già regista televisiva, é il primo lungometraggio co-prodotto con la Spagna, infatti come ha raccontato durante la proiezione a Roma le riprese in Spagna si sono dimostrate necessarie per creare la giusta atmosfera alla storia descritta nel romanzo.

Il nostro parere: 8

Un ottimo adattamento di uno dei libri più apprezzati della narrativa contemporanea, una scelta del cast ben dettagliata che aiuta a dar un volto ai personaggi amati sulla carta.